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Terni, operazione Spada, il Cosec: “Togliere le deleghe a Piacenti. Noi parte civile”

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Terni, operazione Spada, il Cosec: “Togliere le deleghe a Piacenti. Noi parte civile”

Emanuele Lombardini
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TERNI – C’erano anche loro, giovedì mattina, fra le tante persone che hanno assiepato il cortile di Palazzo Spada per cercare di capirne di più sull’Operazione Spada che stava travolgendo una fetta importante del mondo cooperativo e due assessori comunali. Il sospetto ce l’avevano avuto, ma adesso che il filone della refezione scolastica è venuto chiaramente a galla, i rappresentanti del Comitato Servizi Educativi (Cosec) ripartono lancia in resta. In un incontro con la stampa, mettono sul tavolo i punti della loro azione.

Che a questo punto muoverà da quelle che saranno le decisioni della Magistratura: “Avevamo messo in conto di ricorrere al Tar – spiega Rodolfo Graziani, uno dei portavoce – ma la giustizia è arrivata prima e quindi lasciamo che faccia il suo corso. Da parte nostra possiamo solo dire che  i dubbi che avevamo e dei quali andavamo parlando da oltre un anno, evidentemente non erano così campati in aria, se adesso c’è una inchiesta in atto”. Poi l’affondo, forte: “Per una questione di trasparenza adesso il sindaco dovrebbe sospendere le deleghe all’assessore Piacenti D’Ubaldi – spiegano – se poi le indagini dovessero dare un esito diverso, fa sempre in tempo a restituirgliele. E vorremmo che fosse chiara una cosa: se si dovesse arrivare a processo, come pare si stia arrivando in vicende analoghe a Perugia, abbiamo la documentazione necessaria per costituirci parte civile. E lo faremo“.

Bando da rivedere. Il mirino si sposta quindi verso il bando per il nuovo capitolato d’appalto sulla refezione scolastica, reso pubblico lo scorso 11 novembre: “Non è stato recepito niente di ciò che avevamo suggerito – spiegano – anche per questo abbiamo chiesto una audizione alla seconda commissione consiliare, dato che c’è ancora del tempo per apportare le modifiche”. E su quali siano le modifiche da apportare, l’idea è chiara: “Vorremmo che per una questione di trasparenza sia inserita una clausola nella quale alle aziende che hanno una indagine in corso e quelle che hanno avuto situazioni pregresse di questo tipo, anche fuori città, venga preclusa anche la sola partecipazione. Ci sembra una cosa normale: se lo avessimo detto prima sarebbe stata strumentalizzazione, mentre alla luce di questa inchiesta a noi pare una cosa normale”. Il Cosec spiega che la clausola vale per tutte le aziende ma il riferimento è ovvio e si ricollega all’analoga indagine in atto a Perugia, che coinvolge un pool di cooperative fra cui quella interessata dal settore anche a Terni: “Anche per questo – dicono – abbiamo indetto per il prossimo 3 dicembre una iniziativa sulla refezione qui a Terni, insieme con loro, per dare a questa vicenda una portata regionale“.

Ma gli appunti al bando non sono finiti: “Vengono giustamente tutelati i lavoratori – spiegano – ma ai bambini chi ci pensa? Manca  una clausola che eviti ciò che purtroppo sta succedendo in altri comuni, dove le famiglie che non sono in grado di pagare la retta si vedono privare il bambino del pranzo, con tutte le conseguenze del caso, a livello scolastico e di rapporto con i compagni, soprattutto per i bambini più piccoli. Inoltre vogliamo che sia redatto un regolamento chiaro per la costituzione di una commissione di controllo cittadina sulle mense, dove siano chiaramente espresse le incompatibilità per chi lavora per il Comune o per la ditta affidaria. Doveva uscire insieme al bando. Infine, ci era stato detto che sarebbero state riviste le fasce Isee”.

Assemblea pubblica. Temi, questi, che saranno oggetto anche dell’assemblea pubblica indetta per domani sera alle 21 presso La Siviera: si parlerà di sicurezza, in primis degli edifici scolastici dopo i recenti sopralluoghi (saranno presenti i rappresentanti dei vari comitati civici), ma anche di quella alimentare. Si prevedono animi caldi.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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