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Terni, occupazione mediamente in calo nella provincia: tracolla quella ‘stabile’

Economia ed Imprese

Terni, occupazione mediamente in calo nella provincia: tracolla quella ‘stabile’

Andrea Giuli
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Operai di un'impresa edile

TERNI – Lieve calo delle assunzioni in provincia di Terni nel 2016 (-1%) in controtendenza rispetto alla media nazionale (+6%) e al resto della regione (+3%). In particolare, nella provincia, le entrate di contratti di lavoro alle dipendenze (1.840) segnalano un calo dell’1%, mentre le altre forme contrattuali aumentano del 52%. Nel 2016 aumenta il peso percentuale delle entrate “stabili” previste rispetto al totale (dal 18 al 30%), così come le forme contrattuali “atipiche” che passano dal 16 al 26%. I contratti “a termine”, invece, diminuiscono con un peso percentuale pari al 44% sul totale delle entrate previste.
E’ la fotografia scattata dal sistema informativo Excelsior, che Unioncamere realizza in collaborazione con il ministero del Lavoro sulle assunzioni relative al 2016 per le imprese dell’industria e servizi (ad esclusione del settore agricolo e della pubblica amministrazione).

Assunzioni previste in provincia per modalità contrattuale: Il 18% delle imprese della provincia di Terni prevedono assunzioni; tra il 2015 e il 2016 si evidenzia una diminuzione di 5 punti della quota di contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni; il 17% delle assunzioni sono a tempo determinato a carattere stagionale, 22 punti in meno rispetto al 2015; il 23% delle assunzioni saranno part-time, in aumento rispetto al 19% del 2015.

I problemi di reperimento e l’esperienza richiesta In provincia, nel 2016 viene richiesta al 23% dei nuovi assunti un’esperienza nella professione (23% in Italia) e ad un ulteriore 30% un’esperienza almeno nel settore in cui opera l’azienda (36% in Italia). I problemi di reperimento interesseranno nel 2016 il 7% delle assunzioni previste (dato inferiore alla media nazionale), mentre nel 2015 tale quota si attestava al 10%. A livello settoriale le difficoltà di reperimento sono più frequenti nei servizi alle persone (17% del totale) e nelle​industrie metalmeccaniche ed elettroniche (11%). Al contrario, le assunzioni risultano più agevoli nelle costruzioni (2%), nelle “altre” industrie e nei servizi avanzati alle imprese (6% in entrambi i casi).

Le opportunità per i giovani, le donne e gli immigrati Considerando le assunzioni per le quali le imprese hanno dichiarato una preferenza esplicita per i giovani (con meno di 30 anni) ad essi sarà riservato il 31% delle assunzioni programmate dalle imprese della provincia. Considerando le assunzioni per le quali le imprese hanno dichiarato una preferenza esplicita per le donne, ad esse sarà riservato il 18% delle assunzioni programmate dalle imprese provinciali. In provincia, le assunzioni di lavoratori immigrati previste nel 2016 si attestano al 7% del totale, un valore in diminuzione rispetto all’anno precedente (l8%). A livello nazionale si interrompe la tendenza negativa in atto: nel 2014 gli immigrati erano il 14% degli assunti, nel 2015 si sono ridotti al 12%, ma nel 2016 la loro quota risalirà al 14%.

Le professioni più richieste in provincia Nel 2016, in provincia di Terni, le assunzioni di figure ‘alto profilo’, cioè dirigenti, specialisti e tecnici, si attesteranno a 220 unità, il 12% del totale, dato inferiore alla media nazionale (17%). Le assunzioni medio profilo (impiegati, dipendenti commercio e servizi) saranno invece pari al 43% (790 unità). Le restanti 830 assunzioni basso profilo (operai, figure non qualificate) previste riguarderanno figure di livello più basso, con una percentuale del 45%. Da segnalare che nella provincia risulta in aumento rispetto al 2015 la quota di profili intermedi (+8 punti), mentre diminuiscono le professioni operaie e non qualificate (-9 punti).

Assumono di più le aziende esportatrici Per le imprese che esportano e che realizzano innovazioni la propensione ad assumere è ampiamente superiore (rispettivamente, 32,6% e 36,3%). La classe dimensionale sembra incidere fortemente sulle potenzialità delle imprese di immettersi sui mercati esteri, di fare innovazione e di procedere con assunzioni. Tra le imprese che hanno apportato un’innovazione nel 2015 nei processi o nei prodotti, il 36,3% prevede di assumere e di queste il 92,9% ha più di 50 dipendenti e il 50% ha tra 10 e 49 dipendenti.

“Ciò a conferma che la strada da intraprendere per sviluppare l’occupazione è quella dell’internazionalizzazione, della digitalizzazione, dello sviluppo degli investimenti nella direzione della manifattura 4.0, del sostegno alle start up tecnologiche – precisa il presidente della Camera di commercio, Giuseppe Flamini – da segnalare anche la crescita rispetto al passato nel nostro territorio della richiesta di professioni altamente qualificate come quelle dirigenziali, specialistiche e tecniche, molte delle quali appartengono alle filiere professionali in maggiore fermento”.

Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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