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Terni, nuovo stop per i lavori al Parco di Cardeto. Il Comitato: “Ora basta”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, nuovo stop per i lavori al Parco di Cardeto. Il Comitato: “Ora basta”

Emanuele Lombardini
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Alberi caduti al Parco di Cardeto

TERNI – Di nuovo sul piede di guerra gli abitanti del Quartiere Cardeto, alle prese con la denuncia del degrado della zona dentro e fuori il celebre parco. Il Comitato di quartiere protesta contro il nuovo stop di 10 giorni ai lavori di risistemazione per la caduta di alcuni alberi e per la messa in sicurezza dell’area: “Bisognava pensarci dopo tre anni – dice il comitato –  che questi enormi alberi avevano bisogno di potatura e una maggior cura? Già negli anni passati, quando il cantiere è stato aperto, c’era stato uno stop per l’abbattimento degli alberi e, come Comitato di quartiere, segnalammo che, se ci fosse stato bisogno, avremmo dato una mano con un supporto tecnico per il problema e lo avremmo fatto gratuitamente. Fra di noi c’era chi poteva dare consigli, in quanto, oltre ad essere persona esperta  (è un dottore in agronomia),  era stata anche un dirigente della Regione. Non siamo stati mai presi in considerazione e lo stesso Comune ha dovuto elargire denaro per la consulenza esterna”.

Gestione negativa. L’accusa è diretta al Comune, che il Comitato di quartiere definisce “allo sballo”: “Ci riferiamo alla raccolta differenziata, che decolla nelle peggiori situazioni, visto che la Regione impone una percentuale del 65% di raccolta per la fine dell’anno; ai continui incidenti che si verificano nel quartiere, vista una viabilità del tutto fuori da ogni buon senso e ai mancati parcheggi che dovranno essere a supporto del Parco, ad un sottopasso ciclopedonale mai realizzato”.

A Marzo 2017 saranno quattro anni dalla chiusura del parco, uno dei polmoni verdi della città ma anche un’area che i residenti sentono come parte integrante della loro zona: “Vogliamo ancora credere- scrive il Comitato – che i lavori riprenderanno a breve e che entro la data di scadenza tutto dovrà rientrare nei canoni della sicurezza e della decenza. Non possiamo più aspettare. Non accettiamo minimamente che sindaco, assessore, dirigenti, funzionari e tecnici non si confrontino tra loro e trovino una soluzione, perché chi ne fa le spese poi è sempre il cittadino. Se non riescono ad aver coraggio e prendersi le loro responsabilità, vadano a casa”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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