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Terni, nuova tegola sul predissesto: il Comune deve una montagna di soldi all’Asm

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Terni, nuova tegola sul predissesto: il Comune deve una montagna di soldi all’Asm

Andrea Giuli
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Il sindaco Leopoldo Di Girolamo

TERNI – Assomiglia ad uno sterminato campo disseminato di mine. Vere, presunte, grandi, piccole, improvvise, annunciate. Comunque tante. Troppe, forse. Da mesi e mesi ormai, spuntano a carico del Comune ingiunzioni di pagamento, debiti fuori bilancio, lettere che battono cassa, liste di debiti. Una ‘quaresima’ inquietante, soprattutto in un momento in cui palazzo Spada sta affrontando un difficile percorso per evitare il predissesto economico-finanziario, grazie ad un piano di riequilibrio pluriennale su cui il ministero degli Interni e la Corte dei conti si devono ancora esprimere. Pronunciamenti, peraltro, ormai attesi con ansia, e a breve.

Un monte di debiti verso Asm In questo quadro accidentato si inserisce l’ultima mina che, così a guardarla, avrebbe più le sembianze di bomba a grappolo. Si tratta di una lettera, datata 8 marzo 2017, a firma del direttore generale dell’Asm, Stefano Tirinzi, in cui quest’ultimo, in risposta ad una richiesta del Comune (del 13 febbraio 2017) circa il quadro debiti-crediti tra l’azienda pubblica e palazzo Spada in relazione al Consuntivo 2016, fornisce ufficialmente questo quadro aggiornato al 31 dicembre dello scorso anno, indirizzandolo all’assessore comunale al Bilancio, Piacenti e ai due dirigenti competenti del Comune. Ebbene, la lettera di Tirinzi è inequivocabile: tra il dare e l’avere, alla fine dell’anno passato l’amministrazione municipale deve ancora al ‘gioiello di famiglia’ ben 20 milioni di euro: Il Comune deve ad Asm 32.292.176 euro (di cui 4,2 milioni per fatture ancora da emettere) e l’Asm deve al Comune 12.178.056 euro. asm-terni

I numeri del dare e avere voce per voce Nel dettaglio, questi i crediti di Asm verso il Comune, così come compaiono nelle tabelle allegate dall’ingegner Tirinzi nella sua lettera di risposta a palazzo Spada: 663.504 euro per il canone cambio lampade e manutenzione pubblica illuminazione; 451.695 per il canone utilizzo impianti idrici; 32.356 per il canone locazione aree usate dalla Protezione civile; 16.216.958 per il corrispettivo del Servizio igiene ambientale; 548.021 per le agevolazioni Tia-Tares-Tari; 187.182 per la Tia scuole; 308.732 per energia e cottimo Idrico; 2.620.826 per indennizzo perdita concessione idrica; 2.991.085 per lavori per conto del Comune; 4 milioni per mancata compravendita immobili. Viceversa, i debiti di Asm verso il Comune si compongono di 4.581.415 euro di utili; 331.392 di addizionale elettrica; 159.844 di rimborsi vari; 1.053.572 di indennizzo ex delibera 155 del 12 luglio 2000; 5.637.350 per il mutuo ramo Enel; 162.082 per Tari 2014 (secondo semestre), 2015 e 2016; 252.397 per disagio ambientale.

Thomas De Luca, consigliere del Movimento Cinque Stelle a Terni

Thomas De Luca, consigliere del Movimento Cinque Stelle a Terni

Il M5S attacca Di tale contabilità ‘impegnativa’ si accorge il consigliere comunale pentastellato, De Luca che non la fa passare in cavalleria: “Il bilancio drammatico è di una voragine di 20.114.119,83 euro. Questo il risultato del rapporto debiti-crediti inviato dall’azienda al Comune che definisce il saldo al 31 dicembre 2016. Il M5S ha inviato il documento, nella serata di venerdì, tramite una missiva urgente al Ministero e alla Corte dei conti, soggetti deputati ad esprimere il loro parere vincolante sul piano di predissesto. A 70 giorni dall’approvazione del piano, ci chiediamo se il Comune abbia comunicato queste cifre agli organi competenti o se invece abbia cercato di nascondere, nuovamente, il reale stato delle finanze. La Tari pagata dai cittadini nel 2016 è servita o no a pagare i costi del servizio, oppure i cittadini saranno costretti a pagare 2 volte? Ci troviamo di fronte ad una situazione senza precedenti. L’Asm dichiara che tali cifre saranno contenute nel bilancio aziendale 2016, sottoposto all’approvazione del socio unico, Comune di Terni che a questo punto avrà due scelte: approvare il bilancio, riconoscendo questa montagna di debiti o non approvare il bilancio e gettare in crisi l’Asm mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro e la raccolta dei rifiuti in tutta la provincia. Nemmeno l’intercessione di tutti i migliori “santi” a Roma potrà sovvertire la matematica e rendere credibile un piano di riequilibrio”.

 

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Andrea Giuli
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