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Terni, nuova mazzata della Filcams Cgil sulle farmacie comunali. Di Girolamo: “Falsità”

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Terni, nuova mazzata della Filcams Cgil sulle farmacie comunali. Di Girolamo: “Falsità”

Andrea Giuli
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L'ingresso di una farmacia comunale di Terni

TERNI – Lunedì pomeriggio, 18 dicembre, il consiglio comunale di Terni è atteso ad un decisivo banco di prova: l’approvazione definitiva dello schema e della procedura di vendita del 90% delle Farmacie comunali. Non l’unico banco di prova nell’arco della settimana che conduce al Natale: l’assemblea di palazzo Spada, infatti, in ben quattro sedute consiliari dovrà vagliare la correzione del bilancio consuntivo 2015 e, soprattutto, il piano di riequilibrio pluriennale modificato con l’introduzione del famigerato fondo di rotazione.

La Filcams Cgil non molla Quella che una volta era nota, più o meno polemicamente, come la “cinghia di trasmissione” della sinistra politica italiana, cioè la Cgil, sembra sempre di più come la “cinghia di slittamento” della sinistra.

Ennesima nota polemica Almeno a giudicare dai continui “cannoneggiamenti” che la Filcams-Cgil di Terni (l’organizzazione di categoria, cioè, che con il ricorso al Tar contro la cessione delle Farmacie ha creato un bel pó di problemi alla Giunta Di Girolamo) continua ad assestare all’amministrazione di palazzo Spada. Alla vigilia del consiglio comunale, la segretaria della Filcams ternana, Desiré Marchetti, si fa di nuovo viva con un comunicato, per nulla di pace:

“Appare quantomeno singolare che l’amministrazione comunale di Terni non si sia accorta che già da diversi giorni la Commissione Bilancio della Camera ha approvato una norma grazie alla quale i Comuni in predissesto avranno tempo fino 20 anni per rimodulare i piani di riequilibrio e ripianare così gli squilibri finanziari.

In questa norma c’è la conferma della serietà della posizione assunta dalla Filcams-Cgil che aveva proposto, nelle settimane scorse, di adottare un nuovo piano e di spalmare il debito del Comune di Terni su 10 anni per evitare l’accesso al fondo di rotazione e la vendita delle farmacie. Ora il Parlamento aumenta addirittura da 10 a 20 anni il tempo per recuperare il predissesto.

Appare singolare anche che gli organi del Comune, a fronte di notizie sull’apertura di un fasciolo riguardante le farmacie da parte della Procura della Repubblica di Terni, non sentano il dovere di fermarsi e fare i necessari approfodimenti. E che dire del silenzio degli organi del Comune (compresi quelli preposti al controllo contabile) sul fatto che la dismissione delle farmacie farà perdere alle casse comunali ben 4 milioni di euro del contratto di servizio di servizio sottoscritto fra l’Ente e FarmaciaTerni? Chi risarcirà il Comune del mancato introito ?

Ciò che maggiormente inquieta è che in Comune nessuno sembra avvedersi neanche del fatto che nelle pieghe delle delibere è stata inserita la facoltà di vendere direttamente le quote, mediante trattativa diretta con un singolo acquirente e che tale acquirente sarà anche beneficiario del diritto di prelazione sulle quote residuali. E’ noto che la quota residuale del 10% che dovrebbe rimanere nella mani dell’Ente, non potrà essere mantenuta, perchè negli atti già adottati si è provveduto a dire che le farmacie non rientrano più nel perimetro istituzionale dell’Ente così da anticiparne la totale dismissione.

Letti in quest’ottica, il contratto 25nnale e le presunte garanzie al personale appaiono una mera ipocrisia: con la definitiva cessione del residuo 10%, le farmacie potranno essere rivendute singolarmente, aprendo il settore a speculazioni di carattere finanziario in danno al servizio, al patrimonio pubblico ed al sistema farmaceutico locale. Quanto alla perizia giurata è paradossale che questa amministrazione non senta il dovere di verificarne la fondatezza: il valore delle quote di oltre 9 milioni di euro appare del tutto contestabile (nel ricorso della Filcams-Cgil c’è una perizia che porta un valore non eccedente i 2 milioni di euro).

Chiediamo, a questo punto, un atto di responsabilità e nuovi indirizzi da parte del consiglio comunale, quantomeno per verificare la portata e gli effettivi contenuti della vendita delle farmacie pubbliche, in quanto patrimonio sociale ed economico di cui è titolare l’intera comunità locale”.

La risposta del sindaco “Gentile Filcams Cgil di Terni,
se c’è qualcosa di singolare nella vicenda di FarmaciaTerni non sono certo i comportamenti e gli atti dell’Amministrazione Comunale, ma quelli di chi sta utilizzando argomentazioni strumentali e azioni tese a preservare i presunti interessi di pochissimi a fronte di quelli complessivi della città.
L’alienazione temporanea, per 25 anni, di una quota della proprietà di FarmaciaTerni è un atto legittimo da parte della proprietà pubblica che alienando un asset non strategico dell’Ente eviterebbe alla città nel suo complesso di farsi carico di un appesantimento finanziario, ristrutturando contemporaneamente i conti di un Ente che tornerebbe nella sua massima operatività.
Le affermazioni contenute nel vostro intervento sono fuorvianti e spesso avulse da ogni atto amministrativo adottato da questo Ente.
Innanzitutto, abbiamo certo visto l’emendamento, cosiddetto Napoli, approvato in Commissione Bilancio della Camera: nulla a che vedere con la situazione del Comune di Terni, riguarda piuttosto la rimodulazione dei piani di riequilibrio già approvati e per i quali l’Ente non abbia fatto il riaccertamento straordinario dei residui.
Non comprendiamo davvero il vostro richiamo all’anticorruzione in una vicenda caratterizzata esclusivamente da un iter procedurale costituito da atti amministrativi pubblici e da procedure pubbliche.
Abbiamo sempre detto, come Amministrazione Comunale, che le legittime attività giudiziarie della magistratura, non possono interrompere automaticamente i percorsi amministrativi in atto, altrimenti gli autori degli esposti che sono alla base delle attività di approfondimento degli inquirenti, avrebbero individuato un’inedita procedura per bloccare qualsiasi attività di ogni ente pubblico.
E’ fantasiosa, al limite del diffamatorio, l’affermazione che negli atti dell’Ente ci sia la facoltà di vendere direttamente le quote di Farmacia Terni a un singolo acquirente. Noi abbiamo attivato un iter che è quello della procedura pubblica a cui possono partecipare tutti gli operatori interessati – peraltro sensibilmente aumentati di numero a seguito dell’approvato del decreto Concorrenza di luglio 2017 – in un’ottica di trasparenza e di ottimizzare l’alienazione parziale di FarmaciaTerni.
Noi abbiamo fatto ricorso all’avviso pubblico, con offerta al massimo ribasso, anche per individuare i professionisti che si sono assunti l’onere di una perizia giurata del valore dell’azienda. L’intento di questa amministrazione è di ricavare dal mercato almeno quanto stabilito in piena scienza e coscienza da un’Ati di professionisti. Noi non siamo alla ricerca di cifre artificiose da iscrivere in bilancio, né tantomeno siamo per la svendita di FarmaciaTerni che, secondo la vostra sigla sindacale, avrebbe, cito testuali parole, “un valore non eccedente i 2 milioni di euro”. Le perizie giurate possono essere messe in discussione solo da elementi probanti assunti con altrettanta ufficialità. Non entro quindi nel merito della valutazione di Filcams Cigl che ritiene equi 2 milioni di euro a fronte di un’azienda costituita da 10 farmacie e da fatturato annuo di 11 milioni di euro.
Infine, nelle procedure di gara adottate viene specificato che il Comune manterrà in tutti i 25 anni del contratto il residuo 10% non andando quindi a quella alienazione totale da voi paventata. Una procedura che prevede le dovute garanzie al personale. L’ipocrisia, casomai, è di chi continua a dire ai lavoratori che è possibile proseguire indisturbata l’attività di un’azienda pubblica, non prendendo atto che è profondamente mutato il quadro normativo delle partecipate e ancor prima è mutata la garanzia di accesso gratuito ai farmaci per tutti gli iscritti al Servizio sanitario nazionale, così come si è modificata la percezione di una opinione pubblica che al pubblico chiede di assicurare i sacrosanti servizi essenziali.
Sono io a questo punto a chiedervi un atto di responsabilità, quello di non anteporre la battaglia ideologica e i presunti interessi di pochissimi agli interessi complessivi della città di Terni. Vi chiedo un apporto sindacale che riscopra i valori della solidarietà, della prospettiva collettiva, del pensiero che le lotte di oggi sono soprattutto il patrimonio delle generazioni di domani”.

 

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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