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Terni, nuova bufera in Comune: l’assessore Piacenti, il presidente di TerniReti e un consulente agli arresti domiciliari. Le reazioni. Altri indagati

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Terni, nuova bufera in Comune: l’assessore Piacenti, il presidente di TerniReti e un consulente agli arresti domiciliari. Le reazioni. Altri indagati

Andrea Giuli
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Il cortili interno di Palazzo Spada

TERNI – Cadeau natalizio, amarissimo, per l’amministrazione comunale ternana. La notizia è ancora ufficiosa. Ma la bufera, l’ennesima, sopra e dentro palazzo Spada è invece ufficiale.

Arresti L’assessore comunale al Bilancio, Piacenti d’Ubaldi, il presidente di della azienda pubblica TerniReti, ingegnere Montalbano Caracci e un consulente esterno, un commercialista romagnolo, sono agli arresti domiciliari. Così ha deciso il gip del tribunale di Terni, Bona Galvagno, su richiesta del pm Stramaglia, titolare del fascicolo con il procuratore capi di Terni, Liguori. I filoni di indagini sono quelli delle Farmacie comunali (la procedura di cessione) e di TerniReti. Le contestazioni della Procura di Terni sono in relazione ad una presunta turbata libertà degli incanti e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente, con particolare riferimento ad incarichi, tramite affidamento diretto, conferiti dall’assessore al consulente, ed anche dal presidente di TerniReti al medesimo professionista.

Interrogatori Domani mattina, venerdì, sono previsti gli interrogatori di garanzia, in occasione dei quali è probabile che i legali degli indagati chiedano l’annullamento della misura restrittiva. Siamo dunque di fronte all’ennesima gemmazione della inchiesta madre, scattata ormai nel novembre 2016, ovvero la famigerata “Operazione Spada”, incentrata sulla presunta irregolarità di alcuni appalti e affidamenti pubblici in vari settori dell’amministrazione.

Altri indagati L’ordinanza che ha condotto giovedì ad alcune misure restrittive conterrebbe i nomi anche di altri indagati in stato di libertà, almeno altre quattro persone. Ma forse più. Si tratterebbe di ex amministratori comunali, ex manager pubblici e dipendenti di palazzo Spada. Le questioni sempre le stesse, fondamentalmente: farmacie comunali e TerniReti.

VIDEO: PARLA L’AVVOCATO DI PIACENTI

La solidarietà del sindaco  “Nella serata di ieri – ha dichiarato il sindaco Leopoldo Di Girolamo, venerdì mattina – ho appreso dei provvedimenti cautelari che la magistratura ha ritenuto di adottare nei confronti dell’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi e dell’amministratore unico di Terni Reti Vincenzo Montalbano Caracci. Voglio esprimere la mia profonda stima e la piena solidarietà, politica ed umana, ad entrambi. Le mie parole sono indirizzate a loro. quanto in questi anni ho avuto modo di conoscerli pronfondamente e di apprezzarli. In questi tre anni e mezzo di difficile governo della città, Vittorio è stato un collaboratore prezioso e fondamentale che ha svolto il suo delicato incarico con onestà, competenza, dedizione a servizio degli interessi pubblici. In quanto a Vincenzo Montalbano, manager di levatura nazionale, si è messo a disposizione, gratuitamente, per condurre in porto il processo di risanamento delle partecipate, salvaguardando i lavoratori e qualificando i servizi.I risultati conseguiti stanno a dimostrare la validità del suo lavoro. Li ringrazio profondamente e sono sicuro che si farà presto chiarezza e potranno dimostrare la loro correttezza”.

L’estate 2017, la mail “galeotta” Già il 15 luglio scorso lanotiziaquotidiana.it aveva parlato di un nuovo filone d’indagine aperto dalla locale procura sulle recenti vicende delle Farmacie comunali e di due persone indagate, tra queste l’assessore comunale al Bilancio, Piacenti d’Ubaldi. Tra gli aspetti maggiormente all’attenzione degli inquirenti – si era scritto, appunto, nel luglio passato – almeno una mail “galeotta” o “strana” intercorsa, sembrerebbe, tra lo stesso assessore e il consulente esterno, nel momento in cui si stava valutando di affidare l’incarico di peritare il valore economico di mercato delle Farmacie, utile alla procedura di vendita. Ma anche altri possibili incarichi di consulenza. Sembra che anche questi aspetti siano compresi nelle indagini che hanno portato agli sviluppi odierni.

Contraccolpo politico A questo punto, visti i precedenti, qualsiasi previsione sulle conseguenze politiche di questi ultimi eventi, risultano come minimo un azzardo. Certo, le misure restrittive verso l’assessore titolare del dossier-principe (la vendita delle Farmacie comunali) sul quale si basa il grosso della riuscita del secondo piano di riequilibrio anti-dissesto, rappresenta un macigno non indifferente su una situazione già abbastanza pesante e su un cammino già irto di disgrazie ed ostacoli. Vedremo nelle prossime ore.

L’ANTICIPAZIONE DI LUGLIO SCORSO DE LNQ

il blitz Sono arrivati in sette-otto tra agenti della Digos, della Squadra mobile della questura, della Guardia di finanza, nella tarda mattinata di giovedì a palazzo Pierfelici, una delle sedi del Comune di Terni. Un blitz effettuato su mandato della locale procura della Repubblica. Piacenti D'UBaldi Vittorio

Perquisizioni e sequestri E, a quanto risulta, sono saliti soprattutto negli uffici dell’assessorato al bilancio, anche acccompagnati dal segretario generale del Comune, per prelevare una certa mole di documenti, registri, computer. Così almeno trapela dalle prime, frammentarie notizie. A quale motivo si debba far risalire il blitz – e cosa gli agenti cercavano – non è dato ancora sapere. Molte le voci. Così come non è chiaro se l’iniziativa si debba ricollegare in qualche modo alla celeberrima operazione Spada (ma è assai possibile) e ad uno dei filoni d’indagine rimasti in piedi. In questi minuti si parla di accertamenti ulteriori legati essenzialmente e soprattutto ad una indagine aperta già da mesi sulle procedure di cessione delle Farmacie comunali e a dei passaggi ben precisi dell’Iter. Anche alcune vicende legate a TerniReti pigerebbero essere nuovamente all’attenzione degli inquirenti. L’assessore comunale al Bilancio, Piacenti, è poi salito sulla propria auto, accompagnato da un agente, probabilmente per recarsi in Questura dove dovrebbe essere ascoltato.

 

Le reazioni 

Praticamente in tempo reale arrivano le prime reazioni e commenti da parte di alcune forze politiche di opposizione. Ovviamente, il coro di critiche è unanime, al grido di “dimissioni, dimissioni”.

M5S “Le notizie che arrivano da palazzo Spada e Questura – si legge in una nota del gruppo consiliare pentastellato – sono forse l’ultima umiliazione che il PD ha riservato alla nostra comunità. Alcune fonti giornalistiche parlano di 3 arresti, tra cui l’assessore al Bilancio Piacenti D’Ubaldi e l’amministratore unico di TerniReti Vincenzo Montalbano. Ricordiamo in proposito come il M5S si era già occupato della questione Terni Reti con una relazione della quarta commissione di garanzia e controllo, presieduta da Federico Pasculli. Non sappiamo ancora se i fatti in esame della suddetta commissione rientrino nell’indagine, ma è da oltre un anno che l’amministrazione comunale è oggetto di indagini giudiziarie che hanno già condotto all’arresto di sindaco, assessore, oltre a numerosi altri provvedimenti a carico di funzionari pubblici e imprenditori locali. Il PD e Leopoldo Di Girolamo hanno voluto proseguire come se nulla fosse, volendo far credere che era tutto a posto, sfidando cittadini e Istituzioni, nel silenzio complice di alcune opposizioni e di pezzi deviati di città, scudati dietro le parole: non veniteci oggi a parlare di garantismo per la casta, quando nessuno è garantista con famiglie e imprese costrette ad accollarsi maxi debiti, contratti soltanto per ingrassare il ‘sistema’. Questi ennesimi fatti dimostrano che la sfida politica, amministrativa e gestionale è perduta a Terni, in Umbria e nel Paese: siamo pienamente dentro un collasso morale ed economico che ormai rischia di travolgere anche le tante forze sane della città. Siamo stati gli unici a ribadire come la questione giudiziaria fosse tutt’altro che terminata con la ‘scarcerazione’ del sindaco: i gravi indizi di colpevolezza erano e sono ancora tutti lì. Seguiremo attentamente gli sviluppi delle prossime ore e se necessario non mancheremo di sollecitare il Prefetto, affinché questi assuma ogni più utile decisione per la città: basta con dilazioni, differimenti, ciniche strategie per evitare il voto sulla pelle dei ternani”.

Lega “Chi pensava che la giunta Di Girolamo – scrive il capogruppo della Lega in Regione, Fiorini – avesse toccato il suo punto più basso dovrà ricredersi. Ecco infatti arrivare la notizia di nuove perquisizioni a palazzo Spada e la decisione del Gip degli arresti domiciliari per l’amministratore unico di TerniReti, il suo consulente e dell’assessore al bilancio, Piacenti d’Ubaldi. Dopo i milioni di euro di debiti contratti, le inchieste, i primi arresti domiciliari, tra cui quelli del sindaco, la bocciatura del piano di riequilibrio, la decisione dell’accesso al fondo di rotazione e il conseguente aumento delle tasse locali ecco un’altra, ennesima, brutta pagina di storia politica ternana firmata Pd. La città, inserita in un contesto di profonda crisi, non riesce a reagire, paralizzata da una classe politica di centrosinistra arrivata ormai al capolinea, inerme, sofferente, incapace di ogni azione risolutiva. Cosa ulteriormente deve accadere perché possano rassegnare le dimissioni e andarsene a casa?”.

Melasecche “Non esistono – scrive il consigliere comunale di minoranza, Melasecche – le condizioni minime di praticabilità politica ed istituzionale. Gli arresti di Piacenti e di altri suoi diretti referenti, proprio per ciò che avveniva sui retroscena della vendita delle farmacie, impongono un taglio netto con le vicende turbolente di questi anni. si impongono le dimissioni del sindaco, perché l’accanimento terapeutico è giunto oltre la decenza”.

Laffranco (FI) Il parlamentare umbro di Forza Italia, Laffranco, affida al suo profilo FB il proprio commento: “Proviamo imbarazzo e dispiacere quando esponenti politici sono coinvolti in indagini giudiziarie, anche perché ciò contribuisce a diminuire la già scarsa fiducia dei cittadini nelle Istituzioni e nei politici. La complessità della vicenda giudiziaria ternana, i nuovi sviluppi e l’impossibilità di una soluzione credibile su un piano amministrativo oltreché politico, impongono nuove veloci elezioni. Da tempo è evidente come alcuni sistemi di potere, per altro non soltanto umbri, comportino una chiara limitazione della libertà di impresa e della concorrenza. Su una proposta amministrativa che cambi radicalmente queste situazioni, determinando maggiore libertà economica e rilanciando le prospettive della città, chi ha davvero a cuore il bene pubblico deve impegnarsi da subito per evitare che i cittadini rivolgano il loro sguardo verso soluzioni improbabili ed inadeguate, come Roma e Torino”.

 

 

 

(Servizio in aggiornamento) 

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Andrea Giuli
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