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Terni, resta il nodo incompatibilità: il Consiglio dura ottanta secondi

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Terni, resta il nodo incompatibilità: il Consiglio dura ottanta secondi

Redazione politica
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TERNI – Se non fosse che c’è in ballo il corretto funzionamento della macchina amministrativa, verrebbe quasi da chiamare il libro dei Guinness. La seduta del consiglio comunale, la seconda dopo il fallimento di ieri, dura appena 80 secondi. Il tempo per il presidente Ferranti di scampanellare e verificare che siano tutti seduti.

“E’ in corso un’istruttoria sulla richiesta di accesso agli atti da parte del consigliere Orsini e sulle verifiche delle incompatibilità di alcuni consiglieri. L’istruttoria aperta dal segretario generale anche con alcune società partecipate del Comune, non è ancora conclusa e per questo si ritiene più congruo sciogliere la seduta dal momento che le posizioni di alcuni consiglieri sono in corso di valutazione e quindi come mi suggerisce il segretario comunale, gli atti votati potrebbero essere nulli”.

Apriti cielo, naturalmente, col consigliere del M5S De Luca, la collega Braghiroli e i tre del Pd  (in particolare Tiziana De Angelis) che si scagliano contro Ferranti: “La sospensione dovrebbe essere votata, non può decidere così, leggi i regolamenti”. Ma stavolta – a norma di regolamento – Ferranti ha ragione e la seduta può essere sospesa su sua decisione.

Esposto Già, ma quando sarà riconvocata? “Quando le eleggiamo, le commissioni, a settembre? Dica lei, presidente”, urla De Luca dai banchi dell’opposizione. Il messaggio di Ferranti è chiaro: fino a che non ci sono gli esiti dell’istruttoria, non si va avanti. Orsini (Pd) riparte lancia in resta contro il segretario comunale Aronica: “Ho presentato  l’esposto in Procura, impari  a fare il segretario  non faccia l’azzeccagarbugli”. Il riferimento è al fatto che ad istruttoria aperta avrebbe invitato i consiglieri morosi a sanare il dovuto “e comunque ne avremmo dovuto parlare in consiglio perchè è questo che ha l’ultima parola. Attualmente, è un consiglio illegittimo”. Roba che nemmeno i grillini vecchia scuola.

E infatti De Luca gli fa eco: “Tutti gli atti sono illegittimi compresa l’elezione del presidente, che quindi non ha il potere di sciogliere la seduta”

Istruttoria Patrizia Braghiroli (M5S) che dell’assise è vice presidente, contesta la decisione di Ferranti: “Non condivido le decisioni del presidente Ferranti in merito allo scioglimento della seduta consiliare di oggi e sottolineo di non essere stata avvisata della situazione in alcun modo all’interno dell’ufficio di presidenza – dice  – La notizia dell’istruttoria avviata nei confronti di alcuni consiglieri comunale tra l’altro era già emersa pubblicamente nella giornata di ieri. Si è trattato quindi di un gesto di scarsa sensibilità istituzionale da parte del presidente nei confronti dell’ufficio di presidenza”.

Francesco Filipponi (Pd) si sfoga su facebook: “Succede qualcosa di incredibile al consiglio comunale di Terni, seduta sciolta dopo pochi secondi, per una istruttoria sulle posizioni di debito dei consiglieri che potrebbe rendere nulli gli atti. Viene sospeso il lavoro della massima assise cittadina senza poter affrontare tutte le urgenze. Non serve aggiungere altro”. Alessandro Gentiletti (SC) consegna un foglio scritto a mano a Ferranti in cui annuncia di rinunciare al gettone di presenza per questa seduta.

Stretta sulla data. L’opposizione prova a serrare i tempi e ai sensi del regolamento comunale ha presentato richiesta  per riunire entro il termine perentorio dei 20 giorni da oggi il consiglio comunale per l’elezione dei presidenti e dei vicepresidenti delle commissioni. “L’urgenza della convocazione – scrivono in una nota i gruppi delle opposizioni M5S, Pd, SC e TI – è dovuta alle disposizioni regolamentari che impongono al consiglio comunale di rendere funzionali le commissioni entro 15 giorni dalla nomina del presidente del consiglio avvenuta il 19 luglio scorso, così come prescritto dall’articolo 29 comma 2 del regolamento del consiglio comunale. Tutto ciò con l’obiettivo di dare piena funzionalità al consiglio comunale cosicché l’amministrazione nel suo complesso possa iniziare a dare risposte alle esigenze urgenti delle città”.

Di certo c’è che il 15 settembre il consiglio comunale dovrà far passare il riequilibrio di bilancio e quindi l’empasse va sbloccata. Si parla di martedì o mercoledì. Sempre se tutto sarà sistemato e se tutti avranno saldato le pendenze.

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