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Terni-Narni area industriale di crisi complessa, presentato il decreto: “Occasione unica per rilanciare economia e manifattura”

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Terni-Narni area industriale di crisi complessa, presentato il decreto: “Occasione unica per rilanciare economia e manifattura”

Emanuele Lombardini
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TERNI – Rilancio del territorio in tre anni e quattro mosse. Il riconoscimento di Terni e Narni come area industriale di crisi complessa, annunciato con decreto dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda sarà il grimaldello che darà il via alla rinascita non solo della zona interessata, fortemente provata dalla crisi dei due settori chiave, quello siderurgico e quello chimico, ma anche dell’intera regione, che inevitabilmente ne trarrà beneficio. I dettagli del Decreto e i passaggi che porteranno all’avvio del PRRI (Piano di riconversione e riqualificazione industriale) sono stati illustrati oggi nella sala maggioranza di Palazzo Spada dall’assessore regionale allo sviluppo economico Fabio Paparelli e dai sindaci di Terni e Narni, Leopoldo Di Girolamo e Francesco De Rebotti.

Sfida per tutti. Uno strumento concreto, che però necessiterà inevitabilmente una sinergia fra istituzioni, parti sociali e mondo dell’impresa: “E’una grande occasione per promuovere nuovo sviluppo industriale – ha detto Leopoldo Di Girolamo – ma servirà un lavoro comuni fra istituzioni ed impresa”. Gli fa eco in questo senso De Rebotti: “Personalmente sento una grande responsabilità- dice – e questo è per tutto il territorio un punto di ripartenza, ma la sfida più grande la giochiamo nei prossimi mesi”. Lavoro, nuove opportunità e crescita della manifattura nel settore chimico e siderurgico, questi i punti nevralgici: “Da questi il territorio può ripartire”.

PaparelliI punti salienti. Lo strumento è attuato attraverso la L.83/2012 (Misure urgenti per la crescita del paese): “Abbiamo ragionato col ministro su quale fosse lo strumento migliore per attuare la riqualificazione territoriale nelle zone e il risultato è questo decreto, che certamente ha come fulcro i comuni di Terni e Narni ma che in realtà, come prevede la legge, coinvolge l’intero sistema locale del lavoro, che nel caso della provincia chiama in causa 17 comuni”.

Il “front office” per gli imprenditori che vorranno investire sarà Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia. Sarà a lei che arriveranno i progetti che saranno presi in esame. Diversi i parametri che saranno presi in esame, per accedere al progetto. Su tutto vigilerà un comitato di coordinamento e controllo di matrice ministeriale. “Ma a livello regionale – spiega Paparelli – daremo vita ad un comitato interistituzionale fra Regione, i due comuni di Terni e Narni e le parti sociali, che avrà il compito di creare attrattività per gli imprenditori e stimolarli ad investire sul territorio. E’ una sfida che lanciamo al mondo delle imprese, ma anche alle parti sociali”.

Invitalia avrà anche il compito di elaborare il progetto dal quale il PRRI prenderà il via, da presentare al comitato di controllo: i tempi  sono quelli di 90-120 giorni, dunque i primi strumenti attuativi sono previsti per i primi mesi del 2017.  Il comitato di controllo avrà poi 30 giorni per presentare eventuali osservazioni e proporre modifiche e dare il via alla seconda fase, quella nella quale sarà sottoscritto un accordo di programma.Il quale  dovrà prevede azioni, progetti ed interventi che vanno conclusi entro un massimo di tre anni.

“Le quattro gambe”. Paparelli sciorina le cifre e parla di “quattro gambe portanti”: “Anzitutto l’industria – spiega – attraverso l’attuazione della L.181, che a livello nazionale prevede in questi casi uno stanziamento di circa 15 milioni. Ma a questi si aggiunge un pacchetto di risorse economiche della regione per le piccole e medie imprese che parte dai 10 milioni e arriva, attraverso varie direttrici, fino a 36 milioni”. Le direttrici in questione sono le tre fondamentali per il territorio, ovvero impresa, energia e riqualificazione ambientale. Ma uno stanziamento importante, oltre 2 milioni, è destinato a livello nazionale per le start up.

De RebottiLa seconda direttrice è quella delle infrastrutture: “Qui abbiamo da tempo diversi progetti in essere, su tutti quelle della bretella di San Carlo e della piastra logistica – dice Paparelli – per i quali sono previsti già 2,8 milioni di euro”. Infrastrutture, dunque viabilità e ferrovie, fondamentali anche per i due comparti chimico e siderurgici.

Quindi la ricerca: “Rafforzeremo il rapporto fra ricerca, università ed impresa”,dice Paparelli. Infine la riqualificazione ambientale, che ovviamente coinvolge l’Ast ma anche il settore chimico ed in questo senso l’accento è stato posto soprattutto su quella che viene oggi definita “chimica verde”.

“Svolta epocale”. “Si tratta – sottolinea ancora Paparelli – di una svolta epocale – per dare una spinta decisiva al territorio ternano e narnese perchè riparta la produzione, riparta la manifattura e anche l’occupazione. L’invito è alle forze socioeconomiche e politico-istituzionali: mettiamo da parte le polemiche e a lavorare perchè il progetto venga attuato al meglio. Non dimentichiamoci che in questo territorio la manifattura 4.0,  ha una incidenza molto superiore che nel resto d’Italia, più del doppio, quindi rilanciare la manifattura in questo territorio vuol dire dare una spinta a tutta l’Umbria”.

L’INTERVISTA A FABIO PAPARELLI

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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