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Terni, mostra il fucile all’amica e gli parte un colpo: bucato muro dell’Itis

Cronaca e Attualità Terni

Terni, mostra il fucile all’amica e gli parte un colpo: bucato muro dell’Itis

Emanuele Lombardini
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TERNI – Un colpo accidentale, partito però da un fucile carabina Browning, per la caccia al cinghiale calibro 308, da un proiettile dalla gittata di oltre 2 metri, dall’effetto potenzialmente devastante. Un solo colpo è infatti in grado di uccidere un animale di grossa taglia o una persona da una distanza di due chilometri. Così, questa mattina all’Itis “Lorenzo Allievi” si è sfiorata solo per miracolo la tragedia quando alle ore 9.40 circa quel proiettile ha perforato il vetro di una finestra, finendo la sua corsa nel muro dopo aver attraversato il corridoio.

“Solo per un miracolo in quel momento non passava nessuno”, ha detto la dirigente scolastica Cinzia Fabrizi, che nella tarda mattinata ha presentato denuncia formale. Le indagini della Digos e della Polizia Scientifica coordinate da Marco Colurci e  dal pm Raffaele Iannella, hanno portato all’isolamento di alcune possibili case dalle quale il colpo sarebbe potuto partire e alla fine, attraverso l’ascolto di testimoni e l’utilizzo di mezzi elettronici, si è risaliti all’autore del colpo, un sessantenne ternano, fresco di pensione da dipendente Asm, residente in zona Fiori: “Un colpo – ha spiegato il Questore Carmine Belfiore-  partito da una distanza approssimativa di 400 metri”. Ad avvertire il 113 è stata la bidella accortasi del foro.

L’uomo, secondo quanto emerge dalla ricostruzione degli agenti, si stava accingendo a partire per una battuta di caccia ma prima aveva voluto mostrare il fucile ad una sua amica, anch’essa appassionata della stessa disciplina. Al rifiuto di questa di prendere in mano il fucile e impugnarlo per paura di fare danni, l’uomo ha ripreso in mano l’arma ed è lì che è partito il colpo accidentale: “Nonostante si fosse reso conto dell’accaduto – ha spiegato il Questore – l’uomo era partito regolarmente per la caccia al cinghiale e all’inizio, raggiunto da noi ha cercato di minimizzare, dicendo di aver sparato a salve”.

Il sessantenne è stato denunciato per il reato di esplosioni pericolose ed inoltre si è visto revocare la licenza di caccia e sequestrare le altre armi in suo possesso. “Incautamente – spiegato dall’agente della Polizia Amministrativa, sezione armi Marco Baiardelli – questo fucile è ritenuto un semplice fucile da caccia, in realtà ha una gittata molto lunga. Chi è in possesso di questo fucile prima di sparare deve sempre avere ben chiaro di farlo in condizioni di sicurezza, in spazi delimitati e mai aperti per evitare che i proiettili possano disperdersi nel caso in cui venga mancato il bersaglio”. Colurci aggiunge inoltre: “Le armi non sparano se non si preme il grilletto, questo i titolari di licenza di caccia e porto d’armi devono sempre averlo bene in mente”.

Così il professor Franco Coppoli, docente dell’istituto: “Da tempo diciamo che la scuola oggi è come il Vietnam ma ora non è più solo una metafora. Mentre eravamo in classe con i miei studenti abbiamo sentito un colpo, una esplosione forte. Siamo al secondo piano e vediamo la finestra forata, probabilmente da un colpo di fucile e parallelamente al pavimento il colpo, partito da lontano si conficca sul muro del corridoio dove ad un paio di metri di altezza si vede su un cartellone il foro sul muro”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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