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Terni, migranti a Campomicciolo, la San Martino: “Tutti già noti, solo uno spostamento”

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Terni, migranti a Campomicciolo, la San Martino: “Tutti già noti, solo uno spostamento”

Emanuele Lombardini
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La via dove dovrebbe sorgere il centro di accoglienza

TERNI – Si difende dalle accuse e risponde punto su punto. La coordinatrice dell’Associazione San Martino per i migranti Annarita Pantalloni replica al portavoce del Comitato civico di Campomicciolo, Fabrizio Pettorossi, che ha avviato una petizione contro l’arrivo di 20 migranti in una struttura (si tratta di una villa di proprietà di un privato, messa a disposizione dell’Associazione di volontariato San Martino, che gestisce le opere segno della Caritas). “Fabrizio Pettorossi mi ha incontrato e gli ho spiegato come stanno le cose, lui lo sa bene”, dice.

Risposte. “Anzitutto – dice la coordinatrice– non si tratta di migranti sconosciuti alle forze dell’ordine, come loro dicono. Si tratta di ragazzi sbarcati da uno a due  anni fa, che già si trovano a Terni da allora, ospitati presso la nostra struttura di via Mozzoni e che necessitano di essere spostati. Su di loro la Questura e il Prefetto sanno già tutto, sa chi sono e perché sono qui. Non è vero che non si conosce niente, sono tutti schedati, hanno tutti regolare permesso di soggiorno. Come potremmo mettere in quella struttura persone delle quali non sappiamo niente…”.

Poi risponde sul fatto che ci sarà un solo operatore: “Non è vero neanche questo – spiega – L’operatore che sarà lì è un ragazzo che parla cinque lingue, fra cui due dialetti del Senegal, ma è un di più. Noi dell’Associazione San Martino siamo 18 operatori con diverse competenze  ed ognuno andrà nella casa per ciò che gli compete. L’operatore fisso presso la struttura chiamerà noi operatori solo in caso di emergenza, una situazione che i ragazzi non saprebbero gestire”.

 Quindi il discorso va sulla casa e sul lavoro: “La casa è abbastanza grande per ospitarli tutti – saranno fra i 16 e i 18-  e quelli del comitato lo sanno bene, perché la casa la conoscono. Al suo interno saranno realizzati anche dei  laboratori professionali, prima fra tutte una falegnameria. I ragazzi sono stati iscritti a Garanzia Giovani e tutti i giorni vanno a scuola di italiano: c’è per loro un programma di 100 ore di lezione, al termine del quale sosterranno un esame per capire se potranno passare alla classe superiore. Quindi saranno impegnati in vari lavori, tirocini professionali gratuiti ed iniziative di volontariato. Non è che li teniamo a far niente. Quanto al fatto che possano far male alle donne beh, non mi pare che si registri una così alta incidenza di stupri…”

 

 

 

 

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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