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Terni, messa pasquale all’Ast col vescovo. Burelli: “Sicurezza e qualità al primo posto”

Cronaca e Attualità Terni Extra

Terni, messa pasquale all’Ast col vescovo. Burelli: “Sicurezza e qualità al primo posto”

Redazione
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TERNI – I locali della Società delle Fucine hanno ospitato questo pomeriggio la Santa Messa per la domenica delle Palme che il vescovo diocesano monsignor Giuseppe Piemontese ha presieduto, alla presenza dei lavoratori Ast, dei loro familiari, dell’amministratore delegato Massimiliano Burelli, del prefetto Paolo De Biagi, del sub commissario Andrea Cambassi, delle autorità militari, della dirigenza aziendale, dei rappresentanti dei sindacati del cappellano della fabbrica don Marcello Giorgi e animata dalla Corale del Cuore.

Fabbrica seconda cattedrale Nella sua omelia, inevitabilmente, c’è stato spazio anche per la memoria dell’operaio morto a seguito di un incidente sul lavoro, Gianluca Menichino. Il presule poi ha ricordato come anche il lavoro quotidiano sia una missione: “Decidiamoci ad essere cristiani, discepoli, a seguire e servire Gesù nella vita di ogni giorno, nel servizio alla vita nel lavoro, in famiglia, nella comunità, con i propri doni, capacità e generosità”, ha spiegato. Una scelta non casuale, quella del vescovo, che ormai da qualche anno celebra durante le festività anche all’Ast: “La celebrazione avviene in questo luogo, una seconda cattedrale della nostra città, dove quotidianamente, in maniera sentita e visibile, si celebra la liturgia del lavoro umano. Qui si rinnova il mistero cristiano: della creazione (invenzione e trasformazione di nuovi manufatti); della incarnazione del Figlio di Dio quale operaio e artigiano tra operai; della passione, cadenzata da fatica e sofferenze;
qualche volte anche della morte e della risurrezione e della vita per le nostre famiglie, della società e per tante realtà che si giovano del frutto del vostro lavoro. Siamo qui oggi perché i cristiani che qui operano, intendono riconoscere questo lavoro non solo come valore umano e sociale, ma vogliono riconoscerne il significato e il valore salvifico di redenzione, conferitogli da Gesù Cristo. Nella sua morte e risurrezione il nostro lavoro, le nostre fatiche, le nostre relazioni acquistano senso e valore infinito per il bene nostro e dell’umanità. Ecco allora il senso della Messa pasquale, l’adempimento del nostro precetto pasquale: l’incontro con Cristo sofferente, morto e risorto, perché in Lui trova senso, elevazione e santificazione il lavoro e l’esistenza di ognuno di voi.”

Servire Gesù ogni giorno. Poi la parte più strettamente religiosa dell’Omelia, ovviamente incentrata sulla Passione di Cristo, la cui lettura è stata il fulcro della Messa odierna: “Comincia oggi la grande settimana, chiamata sant – ha detto- . Dopo il ricordo del trionfale ingresso a Gerusalemme, la liturgia ci introduce nel mistero della passione di Cristo. Facciamo memoria del confronto, anzi dello scontro decisivo tra Cristo e i suoi interlocutori; tra Cristo e il demonio, che dopo aver tentato invano il Cristo nel deserto, torna ora per la prova suprema della passione e della crocifissione. Gesù la chiama la sua ora, l’ora in cui lui è glorificato attraverso l’innalzamento sulla croce, l’ora in cui sconfigge Satana. Prima della sua Pasqua Gesù pianifica ogni dettaglio per completare l’annuncio del Vangelo del Regno di Dio, la realizzazione della salvezza degli uomini (…)La professione di fede di ognuno di noi si costruisce ogni giorno, anche in fabbrica e ha il momento vero quando si è davanti alla croce e si sperimenta la croce. Marco evidenzia la professione del centurione. Inizia il Vangelo dicendo: Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio … e dopo aver presentato ciò che Gesù ha detto e fatto, mostra il centurione che vedendo Gesù osteggiato, condannato ingiustamente, ascoltando le sue parole di perdono, di preghiera e abbandono a Dio, vedendolo spirare in quel modo, dice: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!”. Noi cristiani, di questa città e componenti di questa famiglia delle Acciaierie, siamo chiamati a confrontarci con i gruppi descritti e deciderci, proprio in questa settimana santa di passione e di Pasqua, fare una scelta di campo, siamo invitati a deciderci per Gesù, che ci ama di amore incondizionato. Decidiamoci ad essere cristiani, discepoli come le donne: seguire e servire Gesù nella vita di ogni giorno, nel fare la volontà di Dio, nel servizio alla vita (lavoro, famiglia, figli, comunità…) con i propri doni, capacità e generosità. Con la nostra vita per poter fare la Professione di fede, come il Centurione, ogni giorno”.

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Discorso di Burelli. Un altro momento centrale è stato come sempre il discorso dell’amministratore delegato di Ast Thyssenkrupp Massimiliano Burelli, che ha toccato diversi punti chiave del futuro, compresa la questione dazi.

“La giornata di oggi- spiega Burelli-  che riunisce tutti noi qui in Azienda per celebrare la Messa di Pasqua, coincide con una data a me particolarmente cara: in questi stessi giorni, due anni fa, iniziava il mio impegno in Ast. Da allora molte cose sono cambiate: abbiamo dato prova di saper reagire alle difficoltà rimettendo in ordine i conti, conquistato nuovi spazi di mercato, avviando un cammino di rinnovamento e una trasformazione della cultura del lavoro, abbiamo intrapreso un percorso di responsabilità sociale attraverso una serie di progetti che ci hanno avvicinato sempre più alla città e al territorio. Oggi la nostra Azienda si candida a essere un modello di riferimento nella “cultura del cambiamento”. Con il Back to Basics abbiamo portato chiarezza negli obiettivi aziendali e promosso la partecipazione attiva di tutti al loro conseguimento. Siamo partiti dagli impianti, dove ha origine il nostro prodotto, diffondendo i principi di trasparenza, collaborazione, spirito di squadra, orientamento al cliente, raggiungimento del risultato e velocità di adattamento, in tutta la struttura organizzativa, vertici inclusi. Abbiamo adottato una strategia che ha come obiettivo un rinnovamento costante, giorno dopo giorno, con coerenza e perseveranza. Piccoli cambiamenti che hanno avviato un processo irreversibile di selezione e miglioramento dell’intera organizzazione. Per questo stiamo utilizzando lo strumento del kaizen blitz, un’azione rapida, focalizzata e risolutiva messa in atto allo scopo di ottenere un miglioramento all’interno di un’area di lavoro ristretta e definita. Puntiamo a realizzarne 150 entro la fine del prossimo anno fiscale, con il coinvolgimento di 600 persone”.

Dazi pericolo per tutti “Abbiamo avviato questo percorso impegnativo – prosegue Burelli, ma al tempo stesso unico e coinvolgente, perché avevamo la necessità di cambiare pelle per raggiungere nuovi obiettivi all’interno di un mercato sempre più stretto tra il surplus di offerta che arriva dalla Cina e la politica protezionistica del presidente degli Stati Uniti d’America. È notizia di pochi giorni fa la decisione di Donald Trump di imporre dazi del 25% sulle importazioni di acciaio cinese negli Stati Uniti. Lo ha fatto sostenendo che queste importazioni mettono in pericolo la sicurezza nazionale statunitense: l’acciaio viene impiegato dall’industria bellica e la dipendenza da Paesi stranieri metterebbe gli Stati Uniti nella impossibilità di difendersi in caso di conflitto armato. Al momento Donald Trump ha rinviato ogni decisione su possibili dazi anche all’acciaio europeo al prossimo primo maggio. Bruxelles ha già preparato una lista di prodotti made in Usa ai quali applicare ­dazi per un valore di 2,8 miliardi, ribadendo che la  posizione dei paesi membri sarebbe quella di trovare una soluzione negoziata per evitare inutili guerre doganali.   È innegabile che la politica di Trump rappresenti un’incognita non trascurabile per l’acciaio europeo e per quello italiano: è importante mantenere un approccio collaborativo, rinforzando gli scambi e sviluppando ulteriormente gli accordi commerciali tra tutti i paesi membri. Sono convinto che l’Unione Europea troverà la strada migliore per evitare una pericolosa guerra commerciale con gli Stati Uniti, una guerra che in primis sarebbe dannosa per gli stessi cittadini americani, provocando l’aumento dei costi di tutti i manufatti prodotti con l’acciaio.

Sicurezza Poi sposta il discorso sul tema sicurezza. “In questo panorama è per noi fondamentale puntare al meglio, rimanere competitivi e non perdere di vista la ricerca costante dell’eccellenza. Acciai Speciali Terni è uno tra i più grandi produttori di acciaio inox al mondo. Innovazione, affidabilità e qualità sono i nostri valori di riferimento, ci hanno fatto crescere e diventare quello che siamo oggi: leader riconosciuti nel nostro settore. Ma l’ingrediente principale per dare un valore in più ai nostri prodotti sono le persone, con la loro abilità, dedizione e passione. E io sono orgoglioso di essere alla guida di Acciai Speciali Terni e di aver incontrato persone che possiedono tutte queste caratteristiche: un grande valore umano e professionale. Per custodire questo patrimonio e guardare con serenità al futuro, c’è un bene fondamentale che dobbiamo salvaguardare, un capitale che non potrà mai essere barattato: la nostra sicurezza. Per farlo stiamo perseguendo due vie: la diffusione di una corretta cultura della sicurezza e un aggiornamento continuo dell’impiantistica dei sistemi di produzione. Migliorare sempre, mettere continuamente in discussione le modalità operative, rivalutare i rischi alla luce dei progressi realizzati in ambito tecnologico e nell’organizzazione del lavoro, ricercare soluzioni innovative anche nelle situazioni che spesso diamo per scontate. I primi strumenti utili in questo percorso sono informazione e sensibilizzazione. Chiunque lavori in Acciaieria deve imparare a riconoscere le situazioni di pericolo e segnalare i rischi, con la consapevolezza che la somma di piccole distrazioni può portare a gravi conseguenze. Dobbiamo rilevare con soddisfazione un primo risultato: la propensione a segnalare il rischio di incidenti è molto cresciuta rispetto al passato. Ma in tema di sicurezza l’attenzione non è, e non sarà, mai troppa, non è consentito sottovalutare i rischi e non dovremo mai stancarci di pretendere rigore e rispetto delle regole. La produzione metallurgica è connessa a rischi potenziali inevitabili, ma questo non potrà mai considerarsi un’attenuante in caso di incidente. Lavorare in un ambiente che può esporre a pericoli è una ragione in più per aumentare il nostro impegno, per consigliarci il massimo di attenzione nei comportamenti e il rispetto dei protocolli  di sicurezza. L’ho detto più volte e lo ripeto oggi :“zero incidenti” è il traguardo che ci siamo posti, un obbiettivo che non possiamo mancare, per il rispetto che dobbiamo a noi stessi e alle nostre famiglie. Perché niente è più importante della nostra sicurezza”

 

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