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Terni, mense scolastiche, sindaco in assemblea: in arrivo la proroga dell’appalto

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Terni, mense scolastiche, sindaco in assemblea: in arrivo la proroga dell’appalto

Emanuele Lombardini
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TERNI – Il coup de theatre arriva poco prima del via, quando i genitori sono già dentro. Il sindaco Leopoldo Di Girolamo si presenta all’assemblea pubblica “Indovina chi viene a mensa”, indetta dal Cosec (Comitato Servizi Educativi) per parlare di refezione scolastica e del bando che dovrà riassegnare l’appalto in scadenza in 15 dicembre.

Di Girolamo si accomoda in prima fila e per tutta la durata dell’incontro riempie pagine fitte di appunti. Sul lato destro (ovviamente), il consigliere comunale di Fratelli d’Italia-An Marco Cecconi, più indietro Moreno Rosati, portavoce del sindaco. La platea è numerosa e composta, ascolta in silenzio e applaude gli interventi. Nella stanza a fianco, il gioioso rumore dei bambini, loro malgrado innocenti parti in causa, che giocano con l’animazione prevista dagli organizzatori. Un’assemblea partecipata, dalla quale escono sostanzialmente tre spunti.

Mense a Palazzo Cesaroni. Il primo è che la vicenda mense avrà presto una eco regionale, visto che è nata una sinergia coi “Genitori per le mense Perugia” che sono stati protagonisti di una vicenda simile, con protagonista sempre la All Foods: “Presto redigeremo un documento comune – dice Luca D’Abramo del Cosec – da presentare ai consiglieri regionali affinchè si impegnino a portare all’attenzione dell’Ente la questione dei bandi, trasformandolo in un atto di indirizzo che ampli le linee guida in questo senso, sul fronte della qualità e sull’esclusione delle aziende indagate o condannate”.

Proroga del servizio, no a reinternalizzazioni. La seconda è che è ormai scontato che si andrà ad una proroga del servizio, perchè con l’inchiesta in corso e con i tempi stretti non si potrà procedere a dare corso al capitolato d’appalto. Di Girolamo lo dice chiaramente quando accoglie l’invito del Cosec a  parlare: “La soluzione sarà questa – spiega – però ancora le modalità ed i tempi non posso dirli, ho dato mandato al dirigente delegato di propormi alcune soluzioni e le valuteremo”. Ed è qui che lo scontro si accende perchè il Cosec si infiamma: “La proroga è una situazione scomoda, vista l’indagine in corso ma può essere accettabile- dice Luca D’Abramo a patto che venga confermata in toto la situazione attuale, senza alcuna situazione che possa andare a vantaggio della società affidataria, come per esempio l’approvvigionamento di derrate alimentari per i nidi e le materne a gestione comunale rimaste. Chiediamo trasparenza, soprattutto, quella che finora non c’è stata”.

Poi lanciano la proposta alternativa: “Il Comune se volesse avrebbe tutte le carte in regola per reinternalizzare il servizio – spiegano – perchè dispone delle cucine in loco funzionanti, la fornitura delle derrate potrebbe essere affidata ad un unico soggetto, con notevole risparmio e il discorso del personale non è così impraticabile”. Di Girolamo però stoppa: “Non è assolutamente praticabile, sia perchè alzerebbe i costi del servizio sia perchè non c’è la possibilità di assumere persone”. E anzi su questo fronte il primo cittadino è chiaro: “Nell’80% dei comuni italiani si è optato per la totale esternalizzazione del servizio, quindi con il pasto completamente trasportato, questo soprattutto per motivi economici e la soddisfazione di chi ne ha fruito è alta”.Qualche genitore allora si scalda: “Non possiamo andare al risparmio sul cibo per i nostri figli, chi ci garantisce sulla qualità del prodotto?”.

L’esperienza di Perugia. L’intervento di Marta Geremia e Riccardo Bistocchi, del comitato Genitori per le mense di Perugia ha portato l’esperienza di chi è riuscito, nonostante un forte quadro di insoddisfazione, ad essere coinvolto dall’amministrazione nel processo del capitolato. Marta Geremia però non lesina critiche: “Quando la città ha cambiato colore, passando nelle mani di Romizi e del centro destra ho pensato che potesse essere la volta buona per tornare ad una reinternalizzazione del servizio, invece si sta registrando una accelerazione in senso inverso”. Attualmente a Perugia il quadro prevede una situazione mista, con alcune aree, come quella di San Sisto, totalmente esternalizzate, anche nell’acquisto dei prodotti e altre con una esternalizzazione delle cotture, ma  con l’approvvigionamento affidato ai genitori, che scelgono anche il fornitore, ricevendo dal comune rimborsi economici.

Geremia e Bistocchi hanno ripercorso le tappe che hanno portato all’inchiesta che anche a Perugia ha coinvolto – fra gli altri – All Foods e hanno spiegato come le ripetute segnalazioni (“pane ammuffito, o yogurt in parte aperto, ma non solo”, spiegano) abbiano portato i genitori prima ad ottenere controlli che non fossero concordati col Comune e quindi alla costituzione di un tavolo tecnico che ben presto si è trasformato in decisionale: “Tutti i tavoli tecnici sono presieduti direttamente dal sindaco – ha spiegato Bistocchi – segno che evidentemente si sono accorti che c’era qualcosa che non andava. Abbiamo ottenuto di essere coinvolti, insieme ad un nutrizionista in un gruppo di studio che si è occupato deella rielaborazione dei menù proposti dalla Asl, che li ha accettati e abbiamo ottenuto che la Asl e la ditta fossero chiamati al tavolo con noi”.

Cecconi (Fdi): “Manca una visione d’insieme”. Presente all’assemblea, il consigliere di Fdi Marco Cecconi, dice la sua: “Il merito della questione non sono tanto i debiti fuori bilancio, su cui la magistratura dirà come stanno le cose, ma la qualità del prodotto offerto dalle mense. Su questo manca una visione di insieme. Ribadisco che la ristrutturazione di queste cucine già esistenti renderebbe ragionevole l’importo a base d’asta  di oltre 20milioni e mezzo di euro previsti nel bando approvato dalla giunta”.

GUARDA L’INTERVENTO DEL SINDACO ALL’ASSEMBLEA PUBBLICA

Situazione scuole comunali. Valentina Rossi, del comitato nido Coccinella ha poi affrontato l’altro tema caldo, quello della riorganizzazione delle scuole comunali: “Dove sta, signor sindaco – ha detto – il potenziamento dei nidi promesso in cambio della chiusura di alcune scuole e della trasformazione di altre? A me pare che stia succedendo esattamente l’opposto, con il personale che manca, con la difficoltà anche a cambiare una lampadina e l’assenza persino del latte”. La Rossi ha ripercorso la vicenda surreale della scuola di Campitello, chiusa ma tuttora caricata di un canone di affitto, sottolineando il mancato spostamento del nido Cucciolo, della chiusura di Borgo Trebisonda, dove alloggeranno gli alunni della Cardeto (che sarà chiusa per urgenti lavori dopo il sisma) e il mancato orientamento del Grillo Parlante verso fruitori 18-36 mesi, “come ci era stato detto in un incontro estivo al Gazzoli”, spiega. Il sindaco ha risposto confermando alcuni ritardi ma anche il progetto di riorganizzazione.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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