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Terni, mense scolastiche, De Luca: “Debito enorme nonostante i soldi delle rette”

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Terni, mense scolastiche, De Luca: “Debito enorme nonostante i soldi delle rette”

Emanuele Lombardini
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Thomas De Luca, consigliere del Movimento Cinque Stelle a Terni

TERNI – Continua a far discutere il discorso della refezione scolastica. Ad alzare la voce stavolta è Thomas De Luca, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. Il quale punta l’indice – come in passato avevano già fatto quelli del Cosec – sull’utilizzo dei soldi delle rette.

La contestazione muove le mosse dalle cifre ufficiali relative all’ammontare delle quote pagate dai genitori per la refezione scolastica negli ultimi due anni: 1.346.205,23 euro per il 2014 e 1.464.088 euro per 2015, per un totale  di 2.810.293,23 euro. Cifra che però è solo una parte della spesa per l’esternalizzazione del servizio.

“Tale spesa – dice De Luca – in questi due anni è stata di di circa 3 milioni e 600 mila euro euro, il 40% in più rispetto al preventivato al momento dell’affidamento nel 2013. Ma a fine novembre l’ammontare del debito relativo a queste due annualità ammontava a circa 2 milioni e 400 mila euro. Che fine hanno fatto quindi i nostri soldi – si chiede De Luca –  una cifra che supera la metà del complessivo delle quote versate dai genitori, per la mensa dei nostri bambini?”.

I conti, secondo  De Luca, non tornano, proprio in relazione al costo aumentato e alla cifra minima che (1,2 milioni circa) che secondo questi calcoli, sarebbe quella sin qui saldata dall’amministrazione alla società affidataria del servizio. “Neutralizziamo già le possibili contro-risposte – dice il consigliere pentastellato – sull’assenza di vincolo di spesa e sul costo del servizio diretto: queste cifre risultano incongruenti politicamente e contabilmente. Inspiegabili”.

Sempre calda anche la questione delle aliquote, che il comune ha promesso di non toccare ma che secondo l’esponente dell’opposizione invece saliranno: “Si tratta di debiti ingiustificati – dice – che pagheremo due volte: la prima le abbiamo pagate attraverso le quote mensa, la seconda attraverso l’aumento delle aliquote nel baratro del predissesto. Una cosa è certa. Il fantomatico percorso di partecipazione che ci è costato 3.000 euro (i soldi pagati per l’assistenza in questo progetto, secondo De Luca ndr) era chiaramente basato su dati parziali e irreali. Il Partito Democratico e la giunta devono immediate spiegazioni alla città”

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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