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Terni, mense scolastiche, Cecconi: “Una proposta alternativa per la trasparenza”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, mense scolastiche, Cecconi: “Una proposta alternativa per la trasparenza”

Emanuele Lombardini
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Bimbi a una mensa scolastica

TERNI – La vicenda mense scolastiche tiene ancora banco, anche per l’approssimarsi  della scadenza dell’attuale servizio in affidamento, fissata per il 31 dicembre. Dopo la bollente conferenza stampa del Cosec a seguito della Operazione Spada, che coinvolge i vertici dell’attuale affidatario la All Foods, tocca a Fratelli d’Italia-An scendere in campo. Il capogruppo in Comune Marco Celestino Cecconi, presenta una proposta alternativa, riassunta in alcuni emendamenti: “Chiediamo che questi vengano recepiti – dice  Cecconi – poiché sono volti a garantire non certo le aspettative di questa o quell’azienda, quanto gli interessi dell’utenza, la massima qualità delle prestazioni, il minor impatto ambientale possibile nell’erogazione del servizio e, congiuntamente, la valorizzazione del patrimonio comunale”.

Centri di cottura. La prima proposta riguarda i centri di cottura, uno dei nodi chiave dell’inchiesta, visto che la formulazione del bando in corso di fatto restringeva di molto il campo: “Noi prevediamo che debbano intendersi come centri di cucina tutte le cucine attualmente presenti nelle scuole, che ovviamente andranno ristrutturate dall’attuale stato di abbandono nel quale versano, a cura dell’affidatario, salvo che esse resteranno per sempre di proprietà dell’Amministrazione comunale – sottolinea – L’adeguamento delle cucine sarà valutato nell’assegnazione del bando come un punto qualificante dell’offerta tecnica”. “Inoltre – prosegue l’esponente di FdI- L’adozione delle cucine interne come ‘centro di cottura’ – che consentirà, fra le altre cose, anche l’utilizzo in loco di suppellettili in ceramica – comporterà la conseguenza che, su un totale di 3379520 pasti annuali, solo 424080 pasti dovranno essere trasportati da una scuola all’altra”.

Controlli e riscossioni. Cecconi punta l’indice sulla legalità, ovvero sulla necessità di fare controlli sull’affidabilità dell’impresa a cui aggiudicare l’appalto: “Verifica delle anomalie ravvisabili nelle offerte, come i ribassi eccessivi – spiega- e dal conseguente ampliamento delle cause di esclusione previste nel bando. Si tratta di situazioni discrezionali delle quale il Comune debba avvalersi fino in fondo. Chiediamo inoltre  di introdurre nel capitolato di una dettagliatissima tabella, attualmente assente, in ordine alla provenienza dei cibi, delle opzioni a favore delle colture e acquacolture biologiche, dei prodotti derivanti da pesca sostenibile, dei prodotti tipici e tradizionali, anche assistiti da certificazioni Dop Igp”.

Pagamenti e riscossioni. “Chiediamo inoltre di rivedere nella versione definitiva del bando – dice Cecconi – la previsione che  nell’attuale formulazione dello stesso assegna al gestore del servizio il ruolo di esattore delle rette corrisposte dalle famiglie. È ben chiaro  infatti che, in forza di un simile meccanismo, l’impresa privata che viene ad aggiudicarsi la fornitura ottiene il grande vantaggio di eliminare un passaggio nella catena dei pagamenti, potendo utilizzare direttamente gli introiti derivanti dal versamento delle quote, che è un privilegio a fronte dell’attesa a cui sono costrette tante altre aziende prima di vedersi liquidata una fattura dal Comune di Terni”.

Transizione. Cecconi propone quindi di far slittare l’assegnazione del bando, sia per le vicende che coinvolgono l’attuale affidatario e due assessori comunali, oltre ad alcuni funzionari (a tal proposito Cecconi mette sul tavolo precedenti vicende dell’azienda in altri comuni e ritiene evasive le risposte date dal Comune alla sua interrogazione circa “lo stato dell’arte” relativamente al bando): “C’è necessità di trasparenza in questo senso – conclude l’esponente di Fratelli d’Italia – ed è gravissimo che il Comune a fronte di una scadenza già nota abbia messo mano al bando solo in queste settimane. Inoltre, visto che quello della refezione scolastica è uno dei filoni principali dell’Operazione Spada, è irrealistico che il Comune possa procedere alla pubblicazione del nuovo bando prima che la magistratura si sia pronunciata al riguardo”.

Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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