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Terni, mense: “Debito a causa di più costi e meno stanziamenti”. Bando in arrivo

L'assessore Piacenti, a margine della conferenza stampa sul predissesto consegna i dati dell'indagine sulla refezione scolastica: confermati 1,7 milioni. Il Cosec: "Certificata la mancanza di trasparenza, la chiarezza è priorità"

TERNI – Chi si attendeva il colpo di scena non è rimasto deluso.  A metà della conferenza stampa convocata per dare l’annuncio del primo atto della procedura di riequilibrio economico-finanziario pluriennale, l‘assessore al Bilancio Vittorio Piacenti si alza in piedi, si gira verso gli scatoloni alle sue spalle e comincia ad estrarre uno ad uno i faldoni: “Ecco, questo è della All foods, quest’altro è della CNS. Li vedete questi tre scatoloni? Ci sono tutte le fatture relative al servizio mense. Abbiamo fatto una ricognizione accurata, un procedimento amministrativo che si è concluso solo in questi giorni”.

Una risposta chiara alla protesta dei consiglieri del Movimento Cinque Stelle e di Enrico Melasecche che nei giorni scorsi avevano piantonato l’anticamera dell’ufficio del sindaco per ottenere una delibera a loro dire mai approvata, relativa ai debiti fuori bilancio nel settore della refezione scolastica: “Quella delibera era una bozza, un documento istruttorio all’attenzione dell’amministrazione. Solo oggi si è completata la ricognizione sulla questione delle mense, che abbiamo chiesto alla dirigente responsabile (Daniela Virili ndr) e oggi è stata certificata, proprio questa mattina, la situazione che conferma il debito di 1,7 milioni di euro, in documento che spiega le motivazione. Solo adesso possiamo certificare che si tratta di un debito fuori bilancio, perchè sono state espletate tutte le procedure”. “Quelle fatture – dice Piacenti tornando ai faldoni che spuntano dai plichi- sono la certificazione che il servizio è stato erogato e i pasti sono stati consumati”.

Piacenti che parla - CopiaE nel documento, in effetti, oltre a confermare le cifre della vigilia, vengono anche indicate le cause del debito, che parte dall’inizio del servizio (2008) ad oggi, con le due società All Foods e CNS: “Il debito – si legge – è maturato a causa dell’aumento non prevedibile della spesa negli anni e al mancato stanziamento in sede di bilancio comunale, nonostante le reiterate richieste di adeguamento in corso di durata dell’appalto. L’aumento della fornitura, non prevedibile, nè derogabile, è dovuto all’aumento del numero dei pasti erogati legato alla modifica e/p adeguamento dell’offerta formativa e didattica da parte delle scuole fruitrici del servizio, nonchè al passaggio di alcune cucine alla gestione esternalizzata”.

Il Cosec: “Certificata l’assenza di trasparenza”. Proprio poco prima della conferenza stampa, il Comitato Servizi Educativi Comunali (Cosec) aveva diffuso una dura nota sulla questione. Il Cosec prende posizione, dicendo che la certificazione del debito “avvalora i nostri più che legittimi dubbi sulla mancata trasparenza da parte dell’amministrazione comunale nel processo di partecipazione intrapreso” e ripercorrendo le varie tappe del percorso di partecipazione attivato dal Comune, riparte lancia in resta contro l’assessore Piacenti: “Non solo ha negato la presenza di alcun debito nei confronti della ditta All Foods- scrivono – ma ha avuto l’ardire di utilizzare carta e penna per presentare, in maniera del tutto sommaria,  i conti di otto anni di servizio. La partecipazione dunque, come dimostratosi anche nel caso dei Sec, è stata solo una facciata  dietro cui si sono celati i reali interessi dell’amministrazione: privatizzare il servizio attraverso la concessione della totale gestione dello stesso. Un’ipotesi che fa gola all’attuale gestore, altrimenti non si spiegherebbe il perché di un mancato contenzioso nei confronti dell’amministrazione a fronte del considerevole debito maturato; ci chiediamo se ciò non scaturisca dal fatto che, un’ eventualità simile, condurrebbe all’inevitabile esclusione dal bando”.

“Come mai – proseguono – le spese preventivate nel 2013 non siano state sufficienti a coprire i costi del servizio. Vi è  forse stato un boom di iscrizioni? Sarebbe interessante anche sapere che fine abbiano fatto i soldi delle rette pagate dai genitori ad esempio, per l’anno 2015, anche in considerazione dell’ aumento lineare del 15% delle tariffe deliberato pochi mesi or sono, vista la mancata rimodulazione degli scaglioni Isee, così come era stato proposto da noi e approvato in seduta di Consiglio”.

“No al bando senza chiarezza”. Ma il Comune annuncia la data. E relativamente al bando, la posizione del Cosec è ferma: “Fino a quando non verrà fatta totale chiarezza, riteniamo impossibile procedere all’indizione di un nuovo bando che  risulterebbe altrimenti viziato dalla mancanza di trasparenza fin qui adottata. Proponiamo di bloccare ogni ipotesi di concessione: diversamente l’amministrazione dimostrerebbe tutta la sua ricattabilità e il fatto di non aver voluto consapevolmente fornire, fino ad oggi, una valutazione economica complessiva.  E’ necessario perciò prestabilire il prolungamento dell’attuale sistema di gestione fino al termine dell’anno scolastico in corso, come da noi sempre richiesto, per far luce sulla reale situazione economica del servizio e garantire la massima correttezza verso quelli che sono i primi contribuenti:  noi genitori”.

Alla proposta, la risposta del sindaco e dell’assessore Piacenti è chiara: “Quando faranno loro gli amministratori pubblici decideranno cosa fare, noi andiamo avanti. Fra dieci giorni dovremmo essere in grado di presentare il bando, che terrà conto della riorganizzazione necessaria del servizio e di questa situazione”.

 

 

 

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Emanuele Lombardini
Giornalista, cittadino d'Europa

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