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Terni, maxi evasione fiscale per oltre 17 milioni: nei guai sei imprese gestite da cinesi, 20 denunce

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Terni, maxi evasione fiscale per oltre 17 milioni: nei guai sei imprese gestite da cinesi, 20 denunce

Emanuele Lombardini
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Controlli della Guardia di finanza

TERNI – Svolgevano la propria attività commerciale in contrasto con le normative fiscali vigenti, con una enorme evasione delle imposte. Sei imprese commerciali – cinque ditte individuali e una società di fatto – aventi sede amministrativa e operativa a Terni, tutte gestite da cinesi, sono finite nel mirino di una complessa operazione di Polizia Tributaria portata a compimento dalla Guarda di Finanza di Terni.

Si tratta di aziende tutte operanti nel settore della produzione di articoli di abbigliamento, che poi venivano rivenduti ad una primaria azienda avente sede nel Centro Italia. Le ‘Fiamme Gialle’, dopo un’analisi approfondita della documentazione fiscale e contabile ed incrociando riscontri provenienti da tutto il territorio nazionale, ,hanno individuato un articolato sistema di frode fiscale, finalizzato alla evasione delle imposte sui redditi e dell’Iva posto in essere attraverso la creazione di una serie di aziende cosiddette “apri e chiudi” (caratterizzate da un turn over nell’attività produttiva di durata biennale),che venivano in maniera fittizia intestate a prestanomi sempre cinesi, che avevano sede sempre negli stessi locali, adibiti anche a laboratori e magazzini.

Il modus operandi. L’operazione avveniva attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti emesse sempre da altre imprese gestite da cinesi, con sede in provincia di Perugia e in  Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. I cittadini che emettevano le fatture successivamente facevano perdere le proprie tracce, dimenticandosi – per così dire – di emettere le relative dichiarazioni fiscali. Fra il 2013 e il 2017 le sei imprese avrebbero evaso 16 milioni di euro fra imposte dirette ed Irap e 1 milione 400 mila euro di Iva.

Deferimenti. In tutto sono 28 i reati tributati contestati, che hanno portato al deferimento di 20 persone delle quali 8 per omesse dichiarazioni, 10 per dichiarazioni fraudolente mediante uso di fatture per operazioni inesistenti e 10  per emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Confisca. Si tratta della conclusione di una operazione che fra gennaio e novembre 2017 aveva messo sotto controllo diverse imprese gestite da cinesi, consentendo un sequestro preventivo – disposto dal Gip su richiesta del procuratore Capo Alberto Liguori  e dal sostituto procuratore Camilla Coraggio-  di beni finalizzato alla confisca per equivalente per oltre 2,1 milioni di euro. Per recuperare l’Iva evasa, il nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Terni e la sezione di polizia giudiziaria, hanno sequestrato diversi conti correnti, tre automobili di lusso, oltre 90 macchinari per la produzione di abbigliamento, due appartamenti ed un immobile ad uso magazzino e laboratorio nella zona industriale di Terni.

Danno economico. La Guardia di Finanza, sottolinea nella circostanza come “le conseguenze del fenomeno rilevato non si limitino alla sola evasione fiscale, ma creino notevoli effetti distorsivi alla libera concorrenza e al corretto funzionamento del libero mercato. Le aziende oggetto dell’indagine, infatti, grazie al meccanismo fraudolento posto in essere, erano in grado di offrire prodotti ad un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalle aziende che operano nel rispetto della legalità e della normativa vigente”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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