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Terni, l’ultimo saluto a monsignor Colasanti: “Una vita ricca di doni”

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Terni, l’ultimo saluto a monsignor Colasanti: “Una vita ricca di doni”

Redazione
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TERNI- Cattedrale di Terni gremita per l’ultimo saluto a don Gianni Colasanti, il sacerdote scomparso nella mattinata di ieri. Confratelli sacerdoti, parenti, confratelli dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro, amici, ex colleghi della scuola, tanti ex studenti alla formazione dei quali ha dedicato molta della sua vita e della sua esperienza di sacerdote esemplare, con una ricca e vasta preparazione culturale e dalla lucida intelligenza, e di insegnante che ha speso le proprie capacità di cuore e di mente nel mondo della cultura.

Una vita ricca di doni, quella di don Gianni Colasanti – e di ministero che si è palesata ad un’intera generazione di Ternani. “Una vita che possiamo sintetizzarla su tre movimenti di una sinfonia – ha detto il vescovo – che si è alternata e intrecciata a beneficio della società e della Chiesa: quella di sacerdote, di studioso, di maestro. Sacerdote per sempre, raccoglierà i frutti di quel ministero svolto con convinzione, amore e zelo come parroco nella cura pastorale ordinaria, come assistente e guida del mondo del lavoro, delle associazioni e dei movimenti laicali. Insieme alla sua vita sacerdotale, che esprime la sintesi della sua esistenza, vogliamo rendere lode e grazie al Signore per il suo magistero. Studioso e investigatore della verità e delle dottrine scientifiche, ha prestato grande attenzione alle odierne correnti di pensiero. Molti hanno apprezzato il costante dialogo con le varie realtà culturali della città. Notevole è stato l’impegno per promuovere la trasformazione della società secondo la dottrina sociale della chiesa”.

A ricordare don Gianni, a conclusione delle messa esequiale, a nome di tanti è stata Stefania Parisi, che ha condiviso con don Gianni un lungo cammino, dapprima in Azione Cattolica e quindi nell’ambito culturale e della scuola di Teologia. Lo ha ricordato come guida spirituale “moderna e aperta nella capacità di cogliere i segni dei tempi, inserito nel contesto storico contemporaneo che sapeva interpretare”. Lo ha ricordato come professore “che ha operato nella scuola e per la scuola con competenza, dedizione e umiltà, con grande capacità di ascolto e di attenzione ai giovani e alla loro crescita morale e culturale”. Lo ha ricordato infine nella grande capacità di condividere e mettere a disposizione di tutti il suo pensiero.

Dissidi e stima. Il vescovo ha sottolineato nell’omelia: “Tra me e don Gianni, in alcuni momenti, vi sono state diversità di vedute su alcune scelte pastorali. Non sempre i chiarimenti sono stati sufficienti a dissipare dubbi e ad uniformare le prospettive. Ma mai il rapporto personale è stato influenzato dalle opinioni personali. Ciascuno, secondo il proprio ruolo e le proprie responsabilità, ha continuato a promuovere il bene della Chiesa e della nostra Diocesi. Entrambi ci siamo impegnati a pregare per ottenere dal Signore il dono del discernimento e della carità fraterna. Negli ultimi tempi ho avuto modo di incontrarlo più frequentemente, oltre che per avere notizie sulla sua salute, per uno scambio di idee sulla parrocchia Cattedrale, sulla scuola diocesana di teologia pastorale, al momento della nomina del vicario per il Laicato. Durante l’ultimo periodo di degenza in ospedale, nelle mie visite, più volte, a tu per tu, gli ho chiesto se avesse qualcosa da dirmi o da chiedermi. Egli, sempre con un sorriso, mi rispondeva: grazie! E partecipava devotamente alla preghiera che insieme facevamo”

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