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Terni, l’ultimo saluto a Flavio e Gianluca: “Chiediamo perdono per tutte le volte che non ci siamo accorti dei loro disagi”

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Terni, l’ultimo saluto a Flavio e Gianluca: “Chiediamo perdono per tutte le volte che non ci siamo accorti dei loro disagi”

Redazione
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TERNI–  Il lutto cittadino proclamato già in mattinata, ha aperto una giornata triste, quella dei funerali di Flavio e Gianluca i due ragazzi di 15 e 16 anni morti nel sonno nella notte fra i 6 e 7 luglio scorsi dopo aver assunto un mix letale. Presenti tutte le autorità cittadine e militari, con in testa il sindaco Latini, il Questore Massucci e il prefetto Emilio Dario Sensi. La Cattedrale gremita nella capienza massima consentita dalle attuali norme, oltre 1000 persone fuori dalla porta della chiesa ad ascoltare dall’unico altoparlante che diffonde la diretta. Ci sono gli amici, i compagni di scuola, i ragazzi del Terni Rugby ed anche una rappresentanza della Comunità Incontro. In assenza del Vescovo, convalescente, tocca a don Alessandro Rossini parroco della Cattedrale e don Luca Andreani, parroco di Santa Maria del Rivo celebrare le esequie, entrambi conoscono bene le famiglie.

Alcuni fra gli amici delle due giovani vittime non ce la fanno, crollano in un pianto disperato e lasciano la chiesa. I più forti fra quelli rimasti fuori dalle porte del duomo, si incollano alla diretta della cerimonia, trasmessa dalla pagina facebook della Diocesi

L’omelia. Don Luca Andreani, nell’omelia si rivolge ai genitori: “Flavio e Gianluca erano dei ragazzi buoni, di buon cuore, fregati dal male. Neanche con tutte le ragioni di questo mondo la morte dei nostri Flavio e Gianluca, potremo giustificarla, equivarrebbe a riconoscerla una cosa giusta.  Ci turba profondamente che due splendidi ragazzi, accolti con gioia alla vita dalle loro famiglie, e amati da tanti amici e conoscenti, siano stati oggetti da parte di alcuni di sguardi malefici, pronti a danneggiarli  solo per bramosia di una manciata di soldi e di un’ illusoria esperienza di potere e dominio su di loro”. Niente sensi di colpa, dice don Luca: “Ricnosciamoci semplicemente e umilmente peccatori, dolorosamente limitati nell’amore, ma determinati ad amarli ancora e di più, meglio di prima. Chiediamo perdono a loro e ai nostri figli per le volte che non ci siamo accorti dei loro disagi e per le volte che vedendoli abbiamo tirato oltre, delegando sempre. E se dovesse accaderci di ritrovarci arrabbiati con Flavio e Gianluca per “la cazzata “ in cui si sono cacciati insieme , impariamo da Gesù, a non fissarci lì sul loro errore, sulla nostra rabbia, ma a riallargare cuore e sguardo su di loro, sulla unicità e bellezza del loro mistero di Figli di Dio, e di figli di Fabio e Silvia e di Maria e Luigi, liberando i nostri e i loro cuori con una rinnovata scelta d’Amore”.

E poi rivolto ai ragazzi: “L’amicizia fortissima tra Flavio e Gianluca ha illuminato anche i loro genitori e tutti noi: chi ama Flavio non può non rispettare e amare il suo amico Gianluca e viceversa, per questo oggi li amano addolorati e piangendo insieme davanti a questo altare, e con tutti noi! Così nella prima lettura ci vien detto da  San Paolo che agli occhi di Dio grazie alla scelta di Gesù suo figlio di apprezzarci fino a morire per noi, ciascuno di noi e ancora Flavio e Gianluca sono particolarmente cari a Dio Padre perché amati fino al coinvolgimento totale e alla morte da Gesù”.

Poi di nuovo ai genitori: “Come ogni padre e madre che come Dio hanno subito la morte assurda e ingiusta del loro figlio, non possono da allora in poi rimanere indifferenti a eventi del genere, i vostri Cuori addolorati e umiliati, umili come quello di Gesù, non siano rassegnati al male, e determinati a continuare la loro missione generativa verso i figli, fino all’impegno contro il ripetersi di tali mali, e a quelle espressioni di quell’amore capace di ridare dignità di vita a coloro cui è stata rubata. La rete che diventa alleanza tra tanti padri e madri addolorati segnata dal sangue dei vostri figli, riconosce nella reazione di Dio Padre compiuta nella Pasqua di resurrezione del figlio Gesù, un incoraggiamento a non dargliela vinta al male, e nel loro nome ad allearsi ancor di più anche oggi presso questo altare, perché contando gli uni sulle possibilità degli altri e di Dio, prevalga la Giustizia dell’Amore, il recupero per i loro figli della vita e meglio di prima, la Resurrezione anche dei loro bellissimi corpi, come in Gesù primogenito dei risorti”

Don Alessandro Rossini  durante la funzione, usa parole forti: “Gianluca e Flavio, perché non avete gridato? Perché avete dubitato? I vostri genitori vi avrebbero ascoltati e avrebbero dato la loro vita per voi. Ma forse qualcuno vi ha scelti per essere di richiamo a questa generazione corrotta. La vostra innocenza reclama giustizia. Perché cessi la strage silenziosa. E finalmente anche noi di fronte a tanto dolore potremo dire basta a tutto ciò. Signore, fa’ che il sangue di questi innocenti non sia versato invano. Vi ameremo per sempre”.

Palloncini bianchi. Una marea di palloncini bianchi lanciati nel cielo ad accompagnare i due feretri, padri e madri sorretti a fatica, le urla strazianti a tagliare il silenzio, un lungo applauso a scandire la partenza verso il cimitero delle due bare bianche dopo l’ultimo saluto e un pensiero, quasi a triste consolazione. “Ci rivedremo, avremo mille cose da raccontarci”.