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Terni, luci e ombre sull’economia del territorio: sorpresa negativa per il turismo

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Terni, luci e ombre sull’economia del territorio: sorpresa negativa per il turismo

Andrea Giuli
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TERNI – Uno spaccato fatalmente in bianco e nero trapela sullo stato dell’economia del territorio ternano in base al consueto rapporto dell’osservatorio presso la Prefettura di Terni, elaborato con i dati Istat, Camera di commercio, Regione Umbria, Direzione teritoriale del lavoro e Inps. L’analisi prende in considerazione il primo semestre 2017.

Confronti con Umbria e Italia Il numero delle imprese attive nella provincia di Terni registra una decrescita tendenziale maggiore rispetto a quella che si verifca nel complesso della regione e del Paese; nel periodo gennaio-giugno 2017 il saldo tra iscrizioni e cancellazioni nei registri camerali è negativo e più elevato dei valori di Umbria e Italia. Il numero dei fallimenti per 1.000 imprese attive è leggermente inferiore a quello sia regionale che nazionale.
Sempre nel primo semestre 2017, a Terni le esportazioni segnano un incremento più consistente rispetto a quello registrato sia nella regione sia nel complesso del Paese. Il saldo commerciale, rispetto al totale degli scambi, risulta inferiore a quello umbro e più alto di quello italiano. Le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni diminuiscono in modo molto più contenuto rispetto all’andamento regionale e nazionale. I prestiti bancari crescono a Terni meno che in Umbria, ma in misura maggiore rispetto all’Italia; il flusso dei nuovi prestiti bancari deteriorati è superiore rispetto al dato sia nazionale che regionale.

Imprese attive e cessazioni In base ai dati del registro imprese della Camera di commercio di Terni, nei primi due trimestri del 2017, il numero delle imprese attive è pari, rispettivamente, a 18.153 e 18.289 unità e nei due casi segna una diminuzione pari al 4,1 per cento rispetto agli stessi trimestri del 2016. La flessione, più accentuata rispetto a quella degli anni precedenti (nel 2016 la variazione è stata positiva), è in buona parte dovuta al consistente numero di cancellazioni d’ufficio che si sono registrate nel primo trimestre. Nel corso del 1° e 2° trimestre 2017, con riferimento al complesso delle imprese attive e non attive registrate negli archivi camerali, il numero delle nuove iscrizioni (766) è stato inferiore a quello delle cessazioni (1.574) con un saldo negativo di 808 unità.

I settori La consistente diminuzione delle imprese si ripercuote in quasi tutti i settori. Le flessioni maggiori si osservano nelle attività manifatturiere (-5,2 per cento in entrambi i trimestri), nelle costruzioni (-8,9 per cento e -8,8 per cento, rispettivamente), nel commercio (-5,7 per cento e -5,4 per cento) e nelle attività finanziarie e assicurative (-5,7 per cento e -8,7 per cento). Variazioni positive si riscontrano nei servizi di assistenza sociale e sanitaria (+6,4 per cento nei due trimestri); e nei servizi di informazione e comunicazione (+1,7 per cento e +1,6 per cento).

Forma giuridica imprese Con riferimento alla forma giuridica delle imprese, nel primo e nel secondo trimestre si segnala – in linea con la tendenza già riscontrata nei trimestri precedenti – un aumento tendenziale delle società di capitale (+3,7 per cento in entrambi i periodi) mentre diminuiscono tutte le altre forme giuridiche.

Fallimenti Nel corso del primo semestre 2017, in provincia di Terni si sono registrati 20 fallimenti di imprese, il 50 per cento in meno del dato rilevato nello stesso periodo del 2016. Dopo il picco del 2015, prosegue la riduzione dei fallimenti.

Importazioni ed esportazioni In base ai dati Istat, tra il 1° semestre 2016 e il 1° semestre 2017 il valore delle importazioni delle imprese ternane è aumentato del 16,9 per cento, quello delle esportazioni del 15,9 per cento.
La crescita degli scambi con l’estero è trainata dal settore della produzione di metalli di base e prodotti in metallo dove si registra un aumento delle importazioni e delle esportazioni pari al 43,1 per cento e al 36,6 per cento. Risultano in espansione gli scambi con l’estero delle sostanze e prodotti chimici (+16,3 per cento le esportazioni e +18,5 per cento le importazioni), dei mezzi di trasporto (+19,7 per cento e +28,1 per cento) e dell’agricoltura (+19,1 per cento e +37,7 per cento). Sono, invece, in flessione le importazioni e le esportazioni di macchinari e apparecchi vari (-32,6 per cento e -23.3 per cento).
Nel 1° semestre del 2017 il saldo degli scambi con l’estero è positivo per una cifra pari a quasi 153 milioni di euro, grazie principalmente alla ripresa delle esportazioni.

Avviamenti e cessazioni al lavoro Nel primo semestre 2017, i rapporti di lavoro attivati dai Centri per l’impiego nella provincia di Terni sono 16.906 e registrano una crescita dell’8,1 per cento rispetto al primo semestre 2016. L’incremento è leggermente superiore nel Centro di Orvieto (+9,3 per cento) e più contenuto in quello di Terni (+7,9 per cento). Le cessazioni dei rapporti di lavoro ammontano a 14.827, in aumento del 6,6 per cento. Il saldo tra avviamenti e cessazioni è positivo (+2.079) e cresce del 20,2 per cento rispetto al primo semestre 2016. Si rileva che la crescita degli avviamenti al lavoro è costante nei primi due trimestri del 2017, e l’andamento tendenziale si mantiene sui livelli medi dell’ultimo biennio. Al 30 giugno 2017 le persone immediatamente disponibili allo svolgimento ed alla ricerca di una attività lavorativa iscritte ai Centri per l’impiego della provincia di Terni sono pari a 18.262, in crescita del +15,4 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita è più accentuata (+18,1 per cento) per gli iscritti al Centro per l’impiego di Orvieto.

Ammortizzatori sociali e lavoro irregolare Nel primo semestre 2017 il numero di ore autorizzate di cassa integrazione guadagni ammonta a quasi un milione, in calo dello 0,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016. Su base annua si rileva un aumento delle ore di cassa integrazione ordinaria (+25,6 per cento) e una flessione di quelle autorizzate per la cassa straordinaria (-11,1 per cento) e, in misura più rilevante, per gli interventi in deroga (-47,1 per cento). Nel corso del primo semestre 2017, prosegue l’andamento decrescente delle ore autorizzate di cassa integrazione in deroga e continua il trend crescente della cassa ordinaria.

Nel primo semestre 2017, la Direzione territoriale del lavoro di Terni ha rilevato 87 casi di lavoro irregolare di cui il 31% riferiti a situazioni di sommerso. Il fenomeno del lavoro nero si manifesta in modo più contenuto nei servizi rispetto al complesso dei settori economici.

Prestiti bancari e risparmio Nel primo semestre del 2017, nella provincia di Terni si consolida la crescita dei prestiti bancari avviatasi nell’ultimo anno.
 Il tasso di variazione su base annua dei prestiti alla clientela residente è passato da +1,2 per cento a giugno 2016 a +1,9 a giugno 2017.
A giugno 2017 i prestiti bancari al settore produttivo privato sono cresciuti del 2,2 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (+1,4 per cento a giugno 2016). Le imprese di minore dimensione (meno di 20 addetti) hanno fatto registrare un andamento negativo (-0,7 per cento), compensato da quello di segno opposto delle unità produttive maggiori. I prestiti bancari alle famiglie consumatrici residenti sono cresciuti del 2,6 per cento su base annua a conferma di una tendenza positiva riscontrata nei trimestri precedenti.
Se si esamina l’andamento dei prestiti per principale ramo di attività delle imprese, si rileva come a giugno 2017 l’incremento si concentri nei settori dei servizi, dove si è intensificato rispetto ai 12 mesi precedenti (+7,3 per cento, contro +1,9 per cento a giugno 2016), e delle attività manifatturiere, per le quali si registra un aumento del + 7,2 per cento, in attenuazione rispetto al +13,0 per cento di giugno 2016. I prestiti sono, invece, in calo nel comparto delle costruzioni (-5,9 per cento).
Per quanto concerne il risparmio, a giugno 2017 la crescita dei depositi è stata dell’1,2 per cento, in rallentamento rispetto al trend dei quattro trimestri precedenti. La crescita non ha riguardato i depositi a risparmio, che continuano a diminuire (-6,4 per cento a giugno 2017 rispetto a -1,3 per cento di giugno 2016). Anche il valore complessivo ai prezzi di mercato dei titoli in custodia nel portafoglio di imprese e famiglie si è ulteriormente ridotto (-6,1 per cento), soprattutto nella componente delle obbligazioni bancarie (-36,6 per cento).

La qualità del credito La ripresa del credito bancario si è associata a un peggioramento della sua qualità: a giugno 2017 il flusso di nuove posizioni deteriorate, in rapporto ai prestiti vivi in essere all’inizio del periodo, è pari al 4,7 per cento contro il 3,7 per cento di giugno 2016. È migliorata la qualità del credito alle famiglie, mentre il tasso di deterioramento del settore produttivo è cresciuto dal 4,8 per cento di giugno 2016 al 6,9 per cento di giugno 2017; esso risulta particolarmente elevato per il comparto delle costruzioni (+27,7 per cento).

I protesti Nel corso del primo semestre 2017 il numero dei protesti iscritti al registro della Camera di commercio di Terni ammonta a 839 unità ed è diminuito del 29,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016. Nello stesso arco temporale si è registrata una flessione dell’importo totale dei protesti di pari entità in termini relativi (-27,6 per cento), determinando un andamento stazionario degli importi medi che passano da 1.179 a 1.202 euro. A Terni si osserva una riduzione più contenuta del numero e del valore dei protesti rispetto al resto della provincia. La riduzione del numero e dell’importo dei protesti prosegue senza interruzioni dal 2013.

Il turismo Nel corso del primo semestre 2017, secondo i dati che la Regione Umbria raccoglie nell’ambito della rilevazione Istat sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi, gli arrivi e le presenze nelle strutture ricettive della provincia sono diminuiti, rispettivamente, dell’11,1 per cento e del 13,5 per cento, rispetto allo stesso periodo del 2016. La flessione della domanda turistica è prodotta sia del movimento dei clienti italiani, che hanno ridotto gli arrivi del 10,2 per cento e le presenze del 12,0 per cento, sia da quello degli stranieri (-13,0 per cento negli arrivi e -16,6 per cento nelle presenze). La contrazione del movimento provinciale interessa soprattutto i territori Amerino e Orvietano.
La variazione negativa dei flussi turistici dei clienti stranieri è in controtendenza rispetto a quanto verificatosi nel 2016, quando il movimento di tali clienti costituiva la principale fonte di sostegno dell’andamento turistico della provincia.

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Andrea Giuli
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