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Terni, l’ospedale tira le somme di 6 mesi: “Efficienza e servizi, ma servono anestesisti”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, l’ospedale tira le somme di 6 mesi: “Efficienza e servizi, ma servono anestesisti”

Redazione
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TERNI – L’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni manda in archivio una prima metà di anno 2018 positiva sul fronte delle nuove tecnologie (70% dell’investimento programmato di 17 milioni di euro nel triennio) e dei servizi offerti, come anche sul fronte dei lavori. Meno bene invece il dato delle operazioni, in calo per via dell’assenza di anestesisti, ancora ferma la questione delle assunzioni, eccezion fatta per la precedente stabilizzazione di alcune figure.

A tracciare il bilancio come sempre il direttore generale Maurizio Dal Maso, quello sanitario Sandro Fratini e quello amministrativo Riccardo Brugnetta, insieme alla responsabile delle professioni sanitarie Agnese Barsacchi. Presente, alla prima uscita come delegato per la sanità il sindaco Leonardo Latini

Riorganizzazione. “Un questi ultimi mesi l’Azienda ha accelerato la riorganizzazione dei percorsi  di cura intraospedalieri e la messa a regime di nuovi modelli organizzativi: la Centrale Unica di Ricovero, che presidia tutti i percorsi sincronizzando e visualizzando in tempo reale flussi e disponibilità dei posti letto, il nuovo modello organizzativo della Medicina d’Urgenza, che filtra gli accessi in entrata dal Pronto soccorso ai reparti, e il potenziamento della Discharge room per la pre-dimissione.  “E i primi effetti positivi – ha detto il direttore generale Maurizio Dal Maso – non si sono fatti attendere:   maggiore appropriatezza dei diversi setting assistenziali  (anche perché si usano schede di valutazione clinico-assistenziale oltre diagnosi), riduzione delle liste di attesa chirurgiche del 50% circa, a seguito dell’istituzione della preospedalizzazione centralizzata; riduzione di oltre il 40% della degenza dei pazienti con insufficienza respiratoria che necessitano di ventilatore (perché un sistema di alert assicura tempestivamente la richiesta del dispositivo per la continuità delle cure in collaborazione con la Asl)”.

Posti letto. Il nodo dei posti letto nei corridoi si va lentamente sciogliendo:”Prima avevamo quasi 10 corridoi impegnati, adesso siamo ridotti a due – dice Fratini – inoltre è calato sensibilmente, del 76% il numero dei letti in appoggio in altri reparti, migliorando quindi anche la gestione”. “A questo si aggiunge – dice Dal Maso – una riduzione sensibile delle liste di attesa”.

Investimenti. Novità in arrivo anche a diagnostica: “Partirà la realizzazione del reparto al secondo seminterrato- dice Brugnetta – con un ascensore dedicato che permetterà intanto di utilizzare i macchinari per la Tac mentre il resto del reparto vedrà i lavori”.

Nel 2018, conclusa l’installazione dell’angiografo biplanare, è in fase di montaggio la sala ibrida, sono stati aggiudicati il laser micropulsato e altri strumenti altamente specializzati per l’Oculistica, attrezzature e arredi per vari servizi e più di 100 letti tra degenza e terapie intensive, che si aggiungono ai 259 già acquisti. Sono in corso le procedure per l’Anatomia patologica, per il terzo acceleratore lineare ad intensità modulata e per il completamento della Radiologia, con altri apparecchi tra cui una nuova Tac in cofinanziamento con la Fondazione Carit. “Ancora più imponente è il totale degli investimenti per opere strutturali che nel triennio arriva a 32milioni di euro, di cui quasi il 60% già conclusi o comunque avviati”, dice Brugnetta sottolineando anche quanto sia “impegnativo realizzare una tale mole di lavori garantendo con continuità la regolare attività assistenziale e gli stessi standard qualitativi.

Attrattiva. Il nosocomio ternano, secondo i dati forniti dall’azienda, resta attrattivo per molti pazienti da fuori, alto Lazio e Marche soprattutto: dei 28920 ricoveri effettuati nel 2017, 5820 arrivano da fuori, per un fatturato complessivo di 26 milioni di euro.

Nodo assunzioni, problema anestesisti. Resta aperto il nodo delle assunzioni. La stabilizzazione dei precari e l’arrivo di 15 interinali ha risolto il problema delle ferie estive, ma non ci sono ancora i tempi per l’attuazione dell’accordo sulle nuove assunzioni che è stato parte della vertenza con sindacati e Rsu: “Siamo in attesa del piano sostitutivo della Regione, che dovrà essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, poi avremo 60 giorni per attuarlo”, dicono i vertici ospedalieri. I quali sollevano il problema della mancanza di anestesisti: “Questo ha rallentato l’attività chirurgica – dice Dal Maso – ma è un problema nazionale: a noi ne mancano 5, in tutta l’Umbria 80, in Italia 4000. Conto sul fatto che a settembre si possa avere qualche specializzato in più, visto che in estate c’è questo passaggio”.

Sindaco vicino. La vicenda ospedale è seguita da vicino dal sindaco Latini: “La tutela dell’azienda ospedaliera è una delle nostre priorità – ha detto – perchè il presidio è fondamentale per il nostro territorio.

Sergio Bracarda

Sergio Bracarda

Nuovo primario. Debutto per Sergio Bracarda, che prende il posto del professor Roila ad oncologia clinica. Il perugino torna in Umbria, dopo nove anni comeme direttore dell’Oncologia medica all’ospedale di Arezzo e del dipartimento oncologico della USL Sud-est Toscana. Esperto di fama internazionale di neoplasie dell’apparato genito-urinario, Bracarda si interessa anche di tumori cerebrali, ricerca translazionale, biomarkers prognostici/predittivi, farmacogenomica e approcci terapeutici innovativi. Entrerà in servizio all’inizio di agosto, ma ha già trovato il modo di conoscere il reparto confrontandosi con i colleghi e con il Capo dipartimento Ernesto Maranzano: Ho sceltoTerni- dice – perchè è l’ideale per il mio modo di concepire l’oncologia che necessità di strutture organizzative adeguate. Il paziente che arriva nel reparto è spesso spaventato, impaurito: necessita di un approccio umano prima ancora che clinico”.

Il neo primario spingerà anche l’acceleratore su tutti gli aspetti legati all’innovazione e alla ricerca: “A questo si collega anche l’apertura entro fine anno – ha spiegato – del Centro di studi di fase 1 su farmaci innovativi che potranno essere sperimentati su pazienti in cura a Terni.  L’attività sperimentale di fase 1, progetto avviato da Fausto Roila, farà di Terni un centro di riferimento nazionale e, oltre alla buona pratica clinica quotidiana, consentirà di arrivare ad utilizzare farmaci altamente innovativi prima ancora che questi siano disponibili sul mercato”.

Dopo oncologia, partiranno gli esami per la direzione di Endocrinologia e Maxillo-facciale e, quindi, Ortopedia. A breve, inoltre, saranno banditi i concorsi per Pediatria, Ostetricia e Ginecologia e a seguire Neurochirurgia.

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