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Terni, Latini: “Sono la migliore garanzia per tagliare col passato”

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Terni, Latini: “Sono la migliore garanzia per tagliare col passato”

Andrea Giuli
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A.G.

TERNI – Dopo l’intervista al candidato civico Andrea Rosati, tocca adesso all’avvocato 44enne Leonardo Latini, esponente della Lega salviniana e candidato a sindaco della coalizione di centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia), sostenuto anche dalla lista “Terni Civica” e da quella del Popolo della famiglia. Ecco cosa ha risposto Latini alle 5 domande de lanotiziaquotidiana.it

 

1) Si presenti in poche parole: chi è, cosa ha fatto e fa nella vita, perché si candida

“Sono nato a Terni dove ho sempre vissuto, salvo il periodo degli studi universitari fatti in quel di Perugia ed una breve esperienza professionale a Bologna. Sono avvocato cassazionista, socio di uno studio legale da 14 anni. Mi sono sposato qualche anno fa con Valeria e sono da pochi mesi l’innamorato papà di Vittorio. Mi interesso di politica sin da giovanissimo ma, a parte l’esperienza di consigliere di circoscrizione nei due mandati del sindaco Gianfranco Ciaurro, non ho mai avuto incarichi istituzionali. Ho deciso di candidarmi perché ho a cuore la mia città e credo sia giusto mettere a disposizione ciò che si sa fare per la propria comunità. Era giunto il momento di dare una taglio netto con alcune logiche del passato e credo di poter essere una garanzia in tal senso”.

 

2) Ci dica in sintesi le 4-5 priorità del suo programma

“Sicurezza, ripristino del decoro e restituzione ai cittadini dei loro luoghi simbolo, sono gli obiettivi immediati da raggiungere. Sin da subito, poi, mi dedicherò a riorganizzare la macchina amministrativa per renderla più efficiente, efficace e trasparente. Fondamentale sarà affrontare le drammatiche criticità del disagio sociale e contemporaneamente puntare ad una rinascita culturale della città. In una prospettiva di medio periodo, occorrerà porre le condizioni per un nuovo sviluppo economico della città e fare tutto quanto possibile per il miglioramento delle condizioni ambientali di Terni”. 

 

3) Quale è il suo giudizio sincero sulle ultime Giunte che hanno guidato Terni? E come trova oggi lo stato complessivo della città?

“Sinceramente non amo dare giudizi, ma lo stato della città è sotto gli occhi di tutti, soprattutto dal punto di vista del decoro e della sicurezza. A ciò si aggiungano le pesanti criticità ambientali, con gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini e la crisi economica che la attanaglia. La deliberazione dello stato di dissesto certifica poi la disastrosa condizione del bilancio comunale. Tuttavia, la città ha delle risorse notevoli e i ternani sono gente laboriosa e intraprendente. Credo che, con una buona amministrazione, Terni saprà sollevarsi in fretta dalla prostrazione in cui attualmente versa”. 

 

4) Esiste ancora una qualche differenza tra i concetti di Destra e Sinistra? 

“Senza dubbio, ma non nel senso in cui è stata intesa sino a qualche anno fa. Innovazioni tecnologiche, globalizzazione, immigrazione di massa e spostamento dei centri decisionali oltre i confini nazionali hanno determinato una modificazione radicale della geografia politica, concentrando la distinzione soprattutto sul piano verticale, tra alto e basso. In tutto ciò, la sinistra ha completamente perso il contatto con la realtà e, soprattutto, la connessione con il popolo, facendosi paladina di una concezione edonistico-libertaria del tutto dimentica dei diritti sociali. Oggi è quella che viene definita destra che si pone a difesa dei diritti dei lavoratori, delle famiglie, dei più deboli, degli ultimi”.

 

5) Per un politico e un amministratore l’onestà è qualità sufficiente ed esaustiva? 

“Nessuno si recherebbe da un professionista solo perché è onesto. Occorre soprattutto che sia in grado di svolgere al meglio il suo lavoro. Per questo, l’onestà senza capacità e competenza non solo non è sufficiente, ma non serve proprio a nulla. Aggiungerei che per fare il politico e ancor più l’amministratore di questi tempi ci vuole senz’altro anche una buona dose di passione, spirito di sacrificio e forse di sana follia”.

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