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Terni, le ‘nuove circoscrizioni’ finiscono nella nebbia

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Terni, le ‘nuove circoscrizioni’ finiscono nella nebbia

Andrea Giuli
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Il cortili interno di Palazzo Spada

TERNI – L’annosa vicenda, tra le tante altre, delle cosiddette consulte territoriali comunali (una sorta di riedizione, corretta e depotenziata, delle vecchie circoscrizioni) finirà probabilmente nel porto delle nebbie.

Nulla di fatto ancora una volta Rinviata all’infinito, si è finalmente arrivati a discutere la questione (al centro del dibattito, il regolamento partecipativo) nel consiglio comunale di lunedì, ma, alla fine, ne è scaturito l’immancabile nulla di fatto. Sospensione della seduta in serata, frizzante riunione della maggioranza e, constatato l’ennesima disaccordo, arrivederci e grazie. Con disappunto del sindaco. E non solo.

Il vicepresidente del consiglio comunale di Terni, Michele Pennoni

Il vicepresidente del consiglio comunale di Terni, Michele Pennoni

L’intervento di Pennoni Nella mattinata di lunedì, l’aria era stata forse annusata dal consigliere comunale del Pd, Michele Pennoni che aveva in merito vergato un lungo intervento ‘profetico’, preannunciando il suo voto sfavorevole: “La presentazione di questo atto risale all’inizio della consiliatura. Risalire subito in sella tornando a fare ricorso a quanto si era appena lasciato, per evitare il dissolvimento di una eredità così importante e utile, aveva fatto credere a tutti di poter trovare rapidamente una soluzione ampia e condivisa con l’istituzione delle consulte. Nonostante le migliori intenzioni dei proponenti, sono però subito emerse difficoltà, tempi lunghi e mancate intese. Il tempo così trascorso è servito a far emergere limiti e criticità del modello e a far comprendere che le circoscrizioni non possono più tornare. Ciò che non può e non deve sparire è la partecipazione che deve trasformarsi. Come incanalare positivamente l’energia e la buona volontà di chi è desideroso di dare il proprio contributo per fare di Terni una città migliore? Potenziando strumenti già esistenti come ad esempio la condivisione dell’amministrazione, tramite il Regolamento Beni Comuni e attraverso la piattaforma “Prendoparte”, aprendosi a soluzioni nuove”.

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