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Terni, Latini ritira le deleghe a Dominici: venti giorni per scegliere il nuovo assessore ma la maggioranza è in subbuglio

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Terni, Latini ritira le deleghe a Dominici: venti giorni per scegliere il nuovo assessore ma la maggioranza è in subbuglio

Redazione politica
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Fabrizio Dominici

TERNI – Tanto tuonò che piovve. L’intervista rilasciata al Corriere dell’Umbria, con annesso siluro al commissario della Lega Barbara Saltamartini è stata fatale all’assessore Fabrizio Dominici, a cui il sindaco Leonardo Latini ha ritirato le deleghe prima che questi potesse rassegnare le dimissioni. Palasport, Taetro Verdi e una generale immobilità dell’amministrazione frenata dalla Lega, secondo l’assessore – formalmente ancora tale – le vicende bloccate dalle diatribe interne. In questo momento è in discussione l’approvazione del bilancio di previsione 2018-2020 stabilmente riequilibrato ma è chiaro che questo è ormai soltanto un atto formale e secondario di fronte a questa situazione. Il sindaco congeda Dominici con una nota sul sito comunale:

La nota “Ringrazio l’assessore per l’opera prestata sino ad oggi e per i risultati raggiunti – afferma il sindaco – a partire dalla redazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato da poco approvato dal Ministero dell’Interno. Tuttavia – continua il sindaco – è necessario in questo frangente delimitare in modo chiaro gli ambiti tecnici e politici in seno alla Giunta in modo da assicurare una sempre più proficua ed efficace azione amministrativa. Inoltre è opportuno porre fine ad ogni possibile fraintendimento o strumentalizzazione in ordine a scelte adottate e a quelle in programma pienamente condivise dalla intera maggioranza, così come emerso nell’ultimo vertice dei partiti e dei movimenti che sostengono questa amministrazione. Tratterrò personalmente le deleghe – conclude – sino alla nomina del nuovo assessore”.

Caparvi. Il segretario regionale della Lega, Virginio Caparvi ha diramato una nota di sostegno al sindaco: “Convinto sostegno al sindaco di Terni Leonardo Latini che ha incassato  la fiducia dell’intera maggioranza che lo sostiene anche in virtù dei
risultati ottenuti in questi primi mesi di governo, nonostante la  drammatica situazione di dissesto economico lasciata dal Pd nel Comune  di Terni. Ciò che ha permesso all’Amministrazione Latini di raggiungere  determinati obiettivi è una squadra che ha lavorato bene, ma in una  squadra ognuno deve rispettare il proprio ruolo, altrimenti si pone al  di fuori di essa. Nella convinzione che nessun giocatore è  indispensabile, quello che conta è l’impegno assunto con i cittadini e  la serietà con cui Lega e maggioranza portano avanti il rispetto del  patto preso con gli stessi. Si va avanti convinti di poter continuare a  dare una svolta alla città di Terni”. Una nota che va a sommarsi a quella diramata dalle forze di maggioranza nella giornata di sabato.

Effetto domino Ci vorranno almeno 20 giorni, pare, prima che il sindaco decida il nome del sostituto di Dominici ma la sensazione è che questo possa essere solo l’inizio di una serie di cambiamenti che verosimilmente, potrebbero portare più ad un rimpasto che a nuove elezioni subito. Anche perchè il 25 febbraio si è chiuso l’anno amministrativo e quindi la prima data utile per votare sarà nel 2020. Piuttosto che un anno di commissario, probabile quindi che si cerchi di rimettere insieme i cocci, anche se la cosa non appare per niente di facile soluzione.

L’uscita di scena di Fiorini, mister preferenza, passato con annesso affondo verso la Lega al gruppo misto., ha indebolito il partito che ora rischia di guadagnare due assessori (al posto di Dominici e della Proietti, cui dovrebbe subentrare Doriana Musacchi ma non è escluso anche un terzo avvicendamento) ma perdere altrettanti consiglieri (Pocaforza e Pincardini, pronti a passare con Fiorini), con una terza (Sara Francescangeli?) in dubbio. L’aria è pesante, si accettano scommesse.

Verini “Quanto sta accadendo – spiega il deputato umbro del Pd Walter Verini – al Comune di Terni conferma tutta la grave inadeguatezza di questo schieramento che ha avuto la maggioranza alla elezioni. Ciò si conferma anche davanti alla totale mancanza di visione e iniziativa su temi cruciali, a partire da quelli che riguardano il futuro delle Acciaierie e il tema del lavoro e dello sviluppo. Se aggiungiamo i continui attacchi alle conquiste culturali, a quelle delle donne e ai diritti civili il quadro è completo: si possono anche vincere le elezioni, come la Raggi a Roma o Latini a Terni, ma governare le città è un’altra cosa. Non è questione di errori, che tutti possono fare. È proprio inadeguatezza”.

Il senatore Grimani.  Così invece il senatore Grimani: “Con il ritiro delle deleghe all’assessore Dominici, che di fatto lo estromette dalla Giunta, l’amministrazione comunale di Terni ammette quello che da tempo era ben noto: è la Lega a dettare legge, con gli altri partiti ridotti a mero contorno. Ancora una volta, il sindaco Latini ha preferito nascondere ai cittadini quella verità che Dominici, nella sua recente intervista aveva messo in luce: la città è succube delle divisioni interne di un partito che non sa gestire il potere, perché non ha gli uomini e non ne è capace e che ha come unico scopo il mantenimento del consenso attraverso la propaganda piuttosto che il bene dei cittadini con i fatti.Una giunta divisa e bloccata su tutto, che quando non è impegnata a risolvere le beghe di partito, si preoccupa di  togliere ai giovani, alle persone in difficoltà, agli anziani e ai disabili, come dimostra l’arrogante presa di posizione dell’assessore Cecconi sulla vicenda relativa all’accompagnamento. Una giunta inadeguata, senza il minimo spirito innovatore e di iniziativa,  che sta facendo retrocedere Terni su posizioni medioevali e perdere credibilità alla città a livello nazionale e regionale”

Terni Civica “La revoca delle deleghe all’assessore Dominici – dichiara il capogruppo di Terni Civica Michele Rossi – è un fatto politico che si inquadra in un assestamento dettato dal fatto che ora in avanti si dovrà sempre più contare su una comune visione politica di tutte le forze che sono state congiuntamente premiate e scelte dagli elettori per la guida della città. La maggioranza presto dovrà aprire una nuova fase che impegni sempre più la politica ad assumersi le proprie responsabilità e di conseguenza a fare le proprie scelte governative. Si dovrà dunque necessariamente far posto da qui in avanti alle sensibilità politiche da cui deriveranno tutte quelle nuove scelte sempre meno contingentate dall’emergenza”.

Gruppo misto  “La vicenda rappresenta un aspetto inevitabile di un momento di asstestamento di equilibri politiche in seno alla maggioranza di centrodestra – dichiarano i consiglieri del gruppo misto Valeria D’Acunzo e Federico Brizi – Auspichiamo per il bene della città che tutti coloro che sono stati eletti nel centrodestra abbiano un sussulto di responsabilità. Rinnoviamo pertanto la fiducia all’operato del sindaco Latini nella duplice aspirazione che in futuro l’azione amministrativa possa essere sempre più qualificata in un contesto di creazione di una classe dirigente di centrodestra che sappia interpretare le esigenze presenti e le aspettative future di Terni e del suo territorio”.

Il Partito socialista “Qualche giorno fa, dopo l’uscita dalla Lega del consigliere Emanuele Fiorini, avevamo parlato di amministrazione in agonia dopo solo 9 mesi. A questo punto si può parlare tranquillamente di morte cerebrale». È quanto affermano dalla Federazione provinciale del Partito Socialista di Terni. «Di questo infatti si deve parlare per l’amministrazione comunale ternana, impantanata in beghe interne e senza guida. Appare infatti evidente l’inconsistenza e la conflittualità interna fra i partiti che la sostengono, aggravata dall’inadeguatezza del sindaco Leonardo Latini, che appare ogni giorno più in difficoltà, incapace di gestire la sua stessa maggioranza, figuriamoci se può essere il soggetto preposto a risolvere i problemi della città”.

 

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