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Terni, Latini al Pd: “Vergognatevi”. Dem all’attacco: “Dica la verità e si dimetta”

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Terni, Latini al Pd: “Vergognatevi”. Dem all’attacco: “Dica la verità e si dimetta”

Emanuele Lombardini
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TERNI – Il sale, suo malgrado, ce l’ha messo il sindaco Leonardo Latini. Perchè la conferenza stampa indetta dal Pd per parlare della situazione cittadina ad otto  mesi dall’insediamento della giunta a guida leghista aveva certamente nel mirino l’operato del primo cittadino, ma ci si attendeva una replica. E invece Latini ha giocato d’anticipo, con una nota nella quale sostanzialmente, si attacca la principale forza di opposizione per il solo fatto d’aver convocato la conferenza stampa. Sicuramente una scelta chiara, anche se ha finito per alzare i toni: “Il Partito Democratico e le sue varie articolazioni devono solo stare zitti e vergognarsi: vent’anni di disastri amministrativi, di caos e faide interne, parlano per loro. Hanno distrutto la città”, si legge nella nota.

Segue una lunga lista delle cose fatte “pur con pochissime risorse, perché i soldi, grazie alle amministrazioni Pd, non ci sono più” e prosegue l’attacco: “Intanto però i vertici locali del Pd, invece di vergognarsi per quello che hanno fatto, invece di cercare di capire i loro errori, di scusarsi con i ternani, continuano a parlare, a convocare conferenze stampa e incontri per polemizzare sul nulla, per lanciare fango, per creare confusione, con gli stessi metodi che hanno usato per anni all’interno del loro stesso partito, nelle loro lotte intestine per il potere, cercando di impedirci di ricostruire la città dalle macerie che hanno creato”

Attacco e difesa. Inevitabile ovviamente che il mirino della conferenza stampa si sposti su tutto questo. Parla per primo il capogruppo Francesco Filipponi: “C’è da parte nostra la volontà di costruire una alternativa ad una amministrazione che in questo anno di lavoro ha certificato il suo fallimento”. Gli fa eco il segretario comunale e senatore Leonardo Grimani: “Latini poteva risparmiarsi i giudizi sprezzanti per il fatto che il Pd voglia esercitare il suo diritto di esprimere una opinione sull’operato dell’amministrazione. Ma noi non siamo qui per parlare male di Latini, bensì per manifestare il dissenso sulla situazione attuale e le perplessità per il futuro della città. Quello che noi non saremmo legittimati a parlare in virtù del dissesto è un alibi dietro cui l’amministrazione si trincera, è incomprensibile ed inutile e viene evocato ogni volta che viene evidenziato un problema”. Poi l’affondo su Dominici e su una Lega smarrita anche nella progettazione con l’arrivo del commissario: “Noi del Pd abbiamo proposte e classe dirigente ancora valida per creare una vera alternativa per la città”, spiega. Concetto, quello della ‘mancanza di senso istituzionale’ su cui ha centrato il discorso anche Paolo Silveri, sindaco di Ferentillo e segretario provinciale del Pd.

Orsini e De Angelis. Orsini spinge sul gas contro Melasecche: “L’assessore del fare si intesta cose messe in piedi da chi c’era prima e a questa amministrazione dà fastidio che l’opposizione faccia il suo lavoro e presenti proposte. Sindaco e maggioranza stiano tranquilli: non siamo in guerra, lavoreremo per il futuro della città e denunceremo le cose che riteniamo poco chiare”. Segue l’altra consigliera De Angelis: “Ci si preoccupa di accusare noi e non della sciatteria di chi è in maggioranza in Consiglio, gente che non sa nemmeno come si fa una istruttoria, spesso disinformata e disorganizzata, totalmente autoreferenziale, che non dialoga con nessuno, facendoci perdere soldi”.

Dimissioni. Il vicepresidente della Regione Paparelli racchiude l’anno della Giunta in tre parole: “Fallimento, isolamento ed eterodirezione. Salvini viene a farsi i selfies a Terni e intanto sposta 13,5 milioni dalle nostre periferie al Nord; promette impegno per le nostre aziende in crisi e nessuno si muove. Per l’area di crisi industriale complessa, lo sviluppo dei fattori locali è fermo perché finita l’esperienza Calenda al ministero, non è più arrivata una sola convocazione per portare avanti i contenuti di quel piano”

Promesse Duro l’affondo finale del segretario regionale Bocci: “Non solo questa Giunta non ha fatto nulla di quanto promesso in campagna elettorale, ma anche chi lo ha sostenuto lo sta abbandonando. Il sindaco dica la verità: la Questura di Terni è stata penalizzata dal suo ministro, i soldi del Piano Periferie sono andati persi,  Terni è l’unica città a non prendere soldi per il piano sicurezza. Il sindaco non vede, non sente e non parla, se non per accusare chi c’era prima. Latini dica cosa sta succedendo e se non si sente in grado di proseguire, chieda scusa e faccia in fretta un passo indietro”.

 

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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