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Terni, l’Aia all’assessore ed ex arbitro Proietti: “Non volle l’assistenza”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, l’Aia all’assessore ed ex arbitro Proietti: “Non volle l’assistenza”

Redazione
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Il presidente dell' Aia Marcello Nicchi durante un momento dell'incontro di inzio di campionato tra arbitri, dirigenti, capitani e allenatori delle società di serie B al centro tecnico di Coverciano, Firenze, 27 settembre 2017. ANSA/MAURIZIO DEGL ' INNOCENTI

TERNI – Marcello Nicchi, presidente dell’associazione italiana arbitri, risponde ad Elena Proietti, assessore allo sport del comune di Terni ed ormai ex arbitro, dopo che nei giorni scorsi le è stata ritirata la tessera a seguito delle ripetute interviste rilasciate senza autorizzazione, nelle quali accusava anche l’Aia di averla abbandonata dopo l’aggressione in campo da lei subita cinque anni fa, che di fatto l’ha resa inabile all’arbitraggio per problemi ad un occhio.

“Dopo l’aggressione subita durante la partita del 14 dicembre 2014, all’arbitro Elena Proietti (della sezione di Terni) fu offerta dall’Associazione italiana arbitri non solo solidarietà, ma anche l’assistenza gratuita per ricorrere alle vie legali – scrive l’Aia in una nota – Ma la Proietti, non soltanto non se ne avvalse, ma non fece più giungere all’Aia alcuna comunicazione. Nel novembre 2018, “in singolare coincidenza con il clamore mediatico suscitato da una grave aggressione subita da un giovane arbitro laziale”, Proietti ha rilasciato dichiarazioni e partecipato a programmi televisivi nazionali, “senza l’autorizzazione obbligatoria per tutti gli arbitri”, nei quali ha dichiarato di ‘essere stata abbandonata dall’Aia e dalla Figc’ in occasione dei fatti del 2014, affermando, inoltre, che ‘non è giusto mandare ragazzi al massacro’ “.

Per questi motivi, conclude la nota, “è stato aperto un procedimento disciplinare, in cui la dottoressa Elena Proietti ha ritenuto opportuno non svolgere alcuna attività difensiva e, con delibera del 15 ottobre 2019, la Commissione di Disciplina Regionale per l’Umbria dell’Aia le ha ritirato la tessera, sanzione non impugnata e, quindi, definitiva”.