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Terni, la vicesindaco Malafoglia traccia il quadro del nuovo welfare cittadino

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Terni, la vicesindaco Malafoglia traccia il quadro del nuovo welfare cittadino

Andrea Giuli
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TERNI –  “La situazione economia e finanziaria è difficile, ma il Comune di Terni non arretra sul fronte delle Politiche sociali e, anzi, mette tutti gli strumenti e le risorse possibili per una risposta alle famiglie in difficoltà”. Parola del vicesindaco e assessore al Sociale, Francesca Malafoglia, che traccia un quadro aggiornato della situazione complessiva del suo settore di competenza, approfittando della sua audizione nella seduta congiunta delle seconda e terza commissioni consiliari, tenutasi giovedì pomeriggio.

Inclusione attiva “Ad iniziare dal sostegno per l’inclusione attiva – afferma la Malafoglia – dove abbiamo fatto un ottimo lavoro in sinergia con la Regione dell’Umbria, con l’obiettivo raggiungibile di dare risposta positiva al 100% delle domande relative alla Sia. Al momento in Umbria sono state accolte 494 richieste, di cui 100 riguardanti l’ambito sociale del Ternano. Grazie al lavoro di revisione del punteggio minimo di accesso, contiamo comunque, entro poche settimane, di dare un risconto positivo alla totalità delle 200 richieste di sostegno che sono pervenute. Accanto a queste risorse consistenti, si aggiungono altri 150 mila euro, maturati proprio in queste ore, grazie al riconoscimento da parte del ministero delle Politiche sociali di un progetto congiunto Comune-Regione, con Terni che ha ottenuto il 50% del finanziamento messo a disposizione per l’Umbria”.

UJ Spring e solidarietà “Andremo inoltre a supportare – dice ancora l’assessore al Welfare – alcune iniziative per il contrasto alle povertà, anche con gli incassi di Umbria Jazz Spring, cogliendo così anche le indicazioni che arrivano dall’atto di indirizzo della maggioranza”.

Francesca Malafoglia

Francesca Malafoglia

Welfare non assistenziale La vicesindaco ha tenuto poi a puntualizzare che “c’è una sostanziale differenza tra sociale-assistenziale e sociale-promozionale e l’impostazione dell’amministrazione è chiaramente quella di puntare ad un welfare capace di soddisfare i bisogni, ma anche di valorizzare risorse e competenze delle persone in un’ottica di promozione dei percorsi di autonomia individuale. Certamente questo ha portato alla ridefinizione del metodo di lavoro, sempre più centrato sulla multidisciplinarietà e trasversalità degli interventi e sul lavoro di prossimità alla comunità”.

Stato e Comune “Il primo atto di responsabilità nei confronti della comunità – aggiunge la Malafoglia – è stato quello di non sovrapporre misure comunali a quelle nazionali. La social card, la carta acquisti, il bonus bebè, l’assegno di maternità e quello per il terzo figlio sono misure di assistenza dei bisogni primari messi in campo dal Governo nazionale. Rispetto a questo l’amministrazione comunale, affiancando il lavoro dello Stato, ha continuato a offrire una vasta serie di agevolazioni. L’amministazione comunale ha scelto di investire in un intervento che incide strutturalmente sulla revisione della spesa, così da renderla economicamente sostenibile. E’ stata colta l’occasione per dare nuovo slancio ai servizi. L’input del Governo nazionale, assolutamente condiviso, è di fare sostegno attivo sui progetti di vita delle persone, da qui la misura del Sia come misura ponte fino a 400 euro mensili per una famiglia sino a 5 componenti. Tale erogazione rappresenta la parte passiva del Sia e viene completata da una parte di inclusione attiva che vede la stipula di un accordo di inclusione lavorativa e sociale tra ciascuna famiglia e i servizi sociali, di intesa con il Centro dell’Impiego”.

Il progetto individuale, la disabilità Continua la Malafoglia: “Riguardo al progetto individuale, significa prendere in carico la persona, la sua famiglia, per costruire insieme un percorso di autonomia. Questo è declinato a partire dal Sia e poi nei progetti di emergenza abitativa e negli affitti solidali. Nel suo secondo anno di attività questa misura conta l’accompagnamento di circa 60 nuclei familiari, svolta in partenariato con l’associazione San Martino e con i finanziamenti della Fondazione Carit. Il paradigma bio-psico-sociale, utilizzato per l’area della disabilità, rappresenta un cambio di approccio e consente di porre al centro la persona. Tale cambiamento culturale potrà interessare anche l’area della tutela e protezione sociale dei minori, attuando una sistematica azione proattiva”.

I Fondi europei, Agenda Urbana “Da una parte – conclude la vicesindaco – si è lavorato per un massimo efficientamento della spesa comunale, dall’altra si è proceduto all’analisi e alla valutazione attenta dei servizi svolti negli anni. Questo ha consentito la rimodulazione delle progettualità che ci ha portato ad essere, di fatto, la prima città in Umbria a sottoscrivere l’Agenda Urbana. Non solo non sono stati chiusi i servizi ma ne sono stati avviati di nuovi, grazie alla professionalità del personale degli uffici comunali, compresi quelli diffusi sul territorio, quali gli uffici di cittadinanza. Rappresenta una grande risorsa anche il lavoro con il tessuto associativo, il cui contributo è estremamente prezioso, e il rapporto con il privato in un’ ottica di gestione mista. Tutto questo ci renderà ancora più capaci e affidabili nella spesa dei fondi comunitari. Sono già stati pubblicati gli avvisi previsti nel primo finanziamento di Agenda Urbana a sostegno delle famiglie e delle giovani generazioni per 600.000 euro in due anni. Ulteriori risorse riguardano l’innovazione sociale e l’animazione urbana. Le scelte sono state e saranno prodotte in un’ottica di collaborazione con la città. E’ partito, infatti, già dal mese di ottobre il percorso di progettazione condivisa per definire l’utilizzo dei fondi strutturali del Fondo Sociale Europeo e delle risorse che intendiamo cogliere per una vera innovazione sociale”.

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Andrea Giuli
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