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Terni, la richiesta di “Area ambientale complessa” per la Conca sbarca in Europa

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Terni, la richiesta di “Area ambientale complessa” per la Conca sbarca in Europa

Redazione
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TERNI – La Conca ternana come “Area ambientale complessa”. Non è solo uno slogan, ma ormai una necessità stringente per un territorio arrivato oggi a soglie di sostenibilità ambientale preoccupanti.

Iniziativa Liberale Si è mossa ufficialmente in tal senso la Regione Umbra, peraltro sulla falsariga di quello che già l’associazione ternana “Iniziativa Liberale” aveva lanciato nel corso di un convegno del gennaio scorso, proprio sui temi ambientali territoriali, e successivamente con varie prese di posizione. Tanto che lo stesso presidente dell’associazione, l’avvocato Carlo Viola, interviene sui social con questo breve commento: “Finalmente, si torna a discutere della conca ternana come Area ambientale complessa. Proprio come aveva fatto la Regione Umbria, con la mozione dell’8 maggio scorso, anche il sindaco di Terni evidenzia l’importanza fondamentale di tale riconoscimento, così recependo la proposta che Iniziativa Liberale aveva presentato a conclusione del convegno del 27 gennaio”.

Di Girolamo L’operazione vede, evidentemente, il sostegno e il plauso di palazzo Spada, con la sottolineatura soddisfatta del sindaco Di Girolamo: “La richiesta all’Unione Europea, approvata dal consiglio regionale con un’ampia maggioranza, del riconoscimento di Terni come Area ambientale complessa è qualcosa di estremamente positivo che merita il sostegno del territorio e di tutti coloro che hanno a che fare con le politiche ambientali.
E’ una richiesta all’Europa di prendere atto dell’unicità di Terni, ma è anche un documento che prevede azioni di pianificazioni che devono essere messi in atto nel nostro contesto, ad iniziare dalla chiusura degli inceneritori presenti, agendo su tutti i fronti, da quello normativo legale – come sta facendo il Comune di Terni con l’impianto Biomasse – alla altrettanto legittima richiesta all’amministrazione comunale di Roma di intervenire e chiudere l’impianto Acea a Maratta. Il consiglio regionale ben evidenzia l’unicità di Terni: le condizioni orografiche che non favoriscono ricambi d’aria, la presenza di uno dei più importanti insediamenti siderurgici d’Europa e di un consistente tessuto di aziende chimiche, la presenza della vecchia discarica di rifiuti e scorie ferrose, sono elementi oggettivi che hanno una incidenza rilevante sulla qualità ambientale del nostro territorio. In questo ambito il documento della Regione recepisce un’altra delle istanze di Terni, in particolare di questa amministrazione comunale: la necessità di realizzare uno studio approfondito delle correlazioni tra lo stato dell’ambiente e della salute della Conca ternana. Su questi fronti l’amministrazione comunale è da tempo impegnata in un lavoro lontano dagli annunci e con un taglio del tutto diverso da quello di chi estremizza situazioni complesse. Questa condivisione a livello regionale non può che rafforzare le azioni e le richieste del territorio di Terni. L’amministrazione comunale
darà tutto il suo apporto affinché la richiesta della Regione approdi a livello nazionale – al Governo – e quindi in Europa”.

Forza Italia suona le trombe Gli stati maggiori forzisti ternani e regionali non stanno praticamente più nella pelle, considerando la questione dell’ “Area ambientale complessa” un po’ come una loro creatura: “Incredibile!! Di Girolamo – scrive il capogruppo azzurro in Regione, Raffaele Nevi – si è accorto che in Consiglio regionale – grazie ad un lavoro silenzioso ma importante, portato avanti in Commissione e poi approvato dal Consiglio regionale stesso – è passato un atto molto rilevante per la nostra città che ora la Regione deve attuare senza ulteriori perdite di tempo. A me fa piacere che ci sia questa presa di posizione da parte di Di Girolamo perché forse, dopo tanto immobilismo e scontri fra negazionisti e catastrofisti, si riesce a costruire una risposta seria riconoscendo che a Terni c’è un problema importante da affrontare tutti insieme. Non solo Comune, Asl, Arpa, ma soprattutto, come è scritto nella mozione, coinvolgendo Governo centrale e, perché no, l’Europa. L’unica cosa che non ci possiamo permettere di fare è perdere ulteriore tempo e quindi invito il sindaco a non limitarsi ad un semplice comunicato stampa ma a sollecitare – come ho fatto io anche l’altro giorno in Consiglio regionale – l’assessore Cecchini a passare alla costituzione del tavolo permanente formato dai rappresentanti di tutte le forze politiche e sociali della città, di cui al punto 5 della mozione approvata lo scorso 8 maggio che costituirà la cabina di regia, di indirizzo e controllo, rispetto agli impegni fissati dall’assemblea legislativa”. 

A Nevi fa eco il capogrupppo berlusconiano in consiglio comunale, Francesco Ferranti: “Voglio evidenziare come oggi il sindaco di Terni abbia ufficialmente fatto propria e recepito una proposta del gruppo consiliare di Forza Italia, mi riferisco al riconoscimento di Terni come area ambientale complessa. Il gruppo che presiedo con una conferenza stampa alla presenza del coordinatore provinciale presentò, nel febbraio 2016, questa proposta, chiedendo di affrontare in modo deciso le problematiche ambientali di questo territorio, anche coinvolgendo altre istituzioni ad iniziare dalla Regione. Quanto chiedevamo è oggi divenuto un punto programmatico delle amministrazioni comunali e anche di quella regionale. Esprimo soddisfazione per questa assunzione di responsabilità da parte del sindaco che ho sempre sollecitato sulle tematiche ambientali. Ritengo che il tempo perso debba essere recuperato, agendo con celerità e decisione su questa partita e il gruppo di Forza Italia vigilerà affinché i buoni propositi non restino, come spesso avviene in umbria e a Terni, solo virtuali”.

M5S Steccano dal coro i Cinque Stelle ternani, con Thomas De Luca : “A cercare di vendere la Fontana di Trevi ci avevano già provato Totò e Nino Taranto ma a spacciare come reale il riconoscimento di una misura speciale per Terni attraverso una legge che non esiste, francamente questo no, non ce lo saremmo mai aspettato. Bisogna partire da un assunto oggettivo e inequivocabile: lo status di ”area ambientale complessa” non esiste. Non esiste alcuna legge o normativa europea a riguardo. L’unico documento in cui è possibile ritrovare questo termine è il programma elettorale del M5S Terni per le amministrative 2014, incollando testualmente “Progetta una rete dei comuni che hanno le stesse nostre criticità. Sviluppiamo una legge quadro da portare all’attenzione del governo e promuoviamo un forum nazionale delle aree di crisi ambientale complessa. Pienamente condivisibile era stata la posizione espressa dalla responsabile ambiente del Partito Democratico, Daniela Pimponi, che in una lunga nota lo scorso 9 maggio aveva definito l’atto approvato in regione “L’Area Ambientale Complessa non esiste…Perché votare una cosa che non esiste quando la legge fornisce già strumenti di intervento a tutti i livelli?…Creare nuove definizioni non risolve i problemi”. Ecco, il presupposto basilare per un confronto è l’oggettività e la serietà. Invece di osannare iniziative bislacche sarebbe opportuno che le istituzioni facciano della riconversione industriale e dell’ambientalizzazione delle produzioni il principio cardine della programmazione relativa l’area di crisi industriale complessa. Noi da parte nostra stiamo lavorando incessantemente per mettere una pezza a chi (a destra o a sinistra è per noi indifferente) ha autorizzato, voluto, acclamato la costruzione di tre inceneritori nella nostra città, ha fatto negazionismo occultando il problema per anni ed oggi si improvvisa ambientalista della prima ora”. 

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