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Terni, la proposta di Pd e TI: “Holding pubblica per la gestione di Asm”

Terni Politica

Terni, la proposta di Pd e TI: “Holding pubblica per la gestione di Asm”

Emanuele Lombardini
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L'aula del consiglio comunale

TERNI – Una holding a totale partecipazione pubblica per la gestione di Asm, con società partecipate del gruppo aperte ad azionariato diffuso modello public company- Questo il senso della proposta, formalizzata in un atto di indirizzo, da parte di Pd (Francesco Filipponi e Tiziana De Angelis) e Terni Immagina (Paolo Angeletti), dopo che il Comune ha messo in ballo la vendita di quote di Asm all’interno del Sii (il 15%) alla società Umbriadue che è parte di Acea. Una vicenda che nei giorni scorsi aveva provocato non pochi imbarazzi in seno al consiglio comunale, che saltò per mancanza del numero legale (se ne riparlerà il 27 dicembre)

L’atto. Nel documento si legge come “la gestione di acqua, gas, energia attraverso i servizi svolti da Asm è fondamentale per il ciclo di vita della nostra comunità e va trovata la giusta soluzione tra controllo pubblico che deve rimanere strategico per implementare e sviluppare gli asset innovativi del territorio tesi alla ecocompatibilità ed a garanzia dei cittadini, e azioni di mercato che consentano di sviluppare gli asset produttivi di Asm nell’ottica dell’efficientamento dei servizi”. Il Comune secondo i tre consiglieri di minoranza, deve continuare quindi a mantenere il controllo dell’azienda “attraverso anche l’avvio di percorsi di aggregazione con altre società pubbliche non quotate in borsa – tenendo conto della normativa Madia. E predisponendo un piano energetico digitale per controllare costantemente tutte le fonti di criticità e di sviluppo ecosostenibile in un’ottica di smart city per raggiungere obiettivi come la riduzione dell’inquinamento e l’aumento della produzione energetica da fonti rinnovabili”.

No a vendita diretta. “Noi abbiamo presentato una proposta alternativa a quella del Comune”, spiega Filipponi, capogruppo dem “proponiamo una holding capogruppo a partecipazione 100% pubblica, con altre sottosocietà aperte all’azionariato diffuso”. De Angelis sottolinea come “la vendita diretta ad Acea non è vantaggiosa e non risolve i problemi di bilancio”. Non a caso nell’ultima delibera di Giunta  spariscono l’ipotesi di vendita diretta e anche la stima di 6 milioni di euro come contropartita per le quote. Angeletti porta ad esempio una situazione analoga nel comune di Corciano e sottolinea come “La questione del Sii a controllo pubblico o meno è controversa anche in alcune sentenze della Corte dei Conti.  La nostra proposta va in un’ottica di sostenibilità e protezione ambientale”

 

Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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