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Terni, ‘la nuvola’ incompresa, gli artigiani e il decoro urbano: in città sale subito la polemica

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Terni, ‘la nuvola’ incompresa, gli artigiani e il decoro urbano: in città sale subito la polemica

Andrea Giuli
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TERNI – La chiamano “La Nuvola”, con indulgente afflato poetico. Campeggia indisturbata, per tutta la sua lunghezza, in quella che è, di fatto, la piazza centrale della città, piazza della Repubblica. Ci hanno fatto la grazia che resterà lì solo fino all’antivigilia, il 23 di dicembre. Ma pare già abbastanza.

La struttura Trattasi, in realtà, di una sghemba struttura-contenitore in cellophane (o affini) bianco, nastrato da enormi fasce rosse simil-adesive, intuizione sub-urbana di un giovane architetto ternano (affiliato o vicino al Pd, ma questo non vuol dire nulla, magari è solo una coincidenza), già autore del celeberrimo tendaggio nero-pipistrellare che copre parte di una piazzetta del centro storico. Tendaggio-Batman che fu all’inizio altrettanto osteggiato, ma che almeno notturnamente crea un’illusione straniante e suggestiva, con le sua teoria di lucette violacee.

Gli artigiani Ma torniamo allo sbilenco serpentone di cellophane che incerotta mostruosamente (ma magari non siamo dotati del necessario genio iconoclasta) quella che invece è una iniziativa lodevole: la mostra mercato ‘MammaNatale’ in cui giovani artigiani e artigiane (eh sì, perché tra i protagonisti di questa rassegna vi è l’immancabile Casa delle donne) espongono e propongono i loro prodotti essenzialmente ispirati all’artigianato artistico. E poi laboratori, dibattiti. Siamo alla terza edizione di ‘MammaNatale’ – evento patrocinato da Comune di Terni, Regione Umbria e Camera di commercio ternana – e il numero degli espositori e’ in costante crescita. Benone.

Fiume di critiche Ma il punto non è questo. Veramente tale lodevole mostra mercato non poteva essere contenuta in una struttura più semplice, normale, meno impattante? Al netto della libera creatività (sì è vero, Christo impacchetta cattedrali e palazzi eccelsi nelle capitali europee, ma di Cristo, si sa, ce n’è uno e può sbagliare anch’esso), possibile che non ci si debba porre alcuna domanda quando questa (la libera creatività) va ad impattare discutibilmente uno spazio pubblico fondamentale? Dove sono i retori del bene comune?. Il punto centrale è che questa ‘nuvola’ appare come un affronto, un cazzotto in un occhio e una zampata sui gioiellini. Sui social network è un autentico diluvio di critiche e sarcasmi (a volte esagerati), ma si stenta a rintracciare, tra gli internauti ternani, un apprezzamento. Per moltissimi trattasi della ciliegina finale su una città morente, culturalmente e civilmente,  con quattro bancarelle assestate alla meglio – tra i sacchi di immondizia – in piazza Solferino (massimo rispetto per chi vi lavora al freddo), e neppure uno ‘scrauso’ albero di Natale che sarebbe il minimo sindacale. Ovvio, siamo provinciali. Sì, va bene, Fuksas, Christo e il decoro urbano in malora. Abbiamo un Beaubourg in città e non ce ne rendiamo conto. Viva le nuvole. Ma di Aristofane, o di Kandinskij.

 

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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