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Terni, la ‘guerra dell’acqua’: Asm vende quote ad Acea, bagarre in Comune

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Terni, la ‘guerra dell’acqua’: Asm vende quote ad Acea, bagarre in Comune

Redazione
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TERNI –   Con una delibera di Giunta, che fa seguito a quella del consiglio di amministrazione di Asm è stata stabilità la cessione di parte delle quote – il 18% –  del Servizio Idrico ad Acea, la società romana che già controlla Asm  attraverso la società Umbriadue ma che adesso arriva al 43%. Sii è partecipata al 18,92% dal Comune di Terni e al 18% da Asm Terni, di cui il Comune di Terni è a sua volta socio unico. Si parla di un valore di circa 6 milioni di euro. Commissione e consiglio comunale convocati d’urgenza, già nei prossimi giorni della settimana entrante.

Opposizione In una nota, si fa sentire l’opposizione: Federico Pasculli (M5s), Francesco Filipponi (Pd), Alessandro Gentiletti (Senso Civico) e Paolo Angeletti (Terni Immagina) scrivono: “Riteniamo inaccettabile la vendita delle quote Sii a favore di Umbriadue, controllata di Acea. Inaccettabile per le tempistiche assurde che non consentono al consiglio comunale di avere tempi congrui per approfondire ed esprimersi su un tema così importante. Senza contare che si intende procedere senza alcun confronto con i cittadini, che di fatto sono i veri proprietari di quello che è un bene comune. Un bene che non può diventare moneta di scambio per risolvere altre questioni aperte tra Comune e Asm e tra Asm e Acea. Inaccettabile per la modalità che di fatto sconfessa il programma del primo cittadino. Un voltafaccia del sindaco difficilmente negabile alla luce delle sue recenti dichiarazioni a fianco dell’ex assessore Dominici. Inaccettabile nel contenuto. Va anche sottolineato – osservano le opposizioni – come il presidente di Asm, recentemente audito in terza commissione, nonostante le domande specifiche, non abbia proferito parola ai consiglieri comunali nascondendo di fatto un’operazione già conclusa. Ci troviamo di fronte all’ennesimo schiaffo della buona prassi del confronto democratico, il tema è troppo importante per essere trattato alla chetichella tentando goffi colpi di mano”. La bagarre è servita.

 

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