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Terni, la corsa al dopo-Latini è già cominciata: gli scenari possibili e la variabile-Bandecchi

Nella primavera 2023 si voterà per scegliere il nuovo sindaco di Terni. Acque agitate nel centro destra, col presidente della Ternana in campo. E nel centro sinistra? Buio pesto

TERNI – Obiettivo Marzo 2023. La corsa alla poltrona di primo cittadino a Terni è già cominciata e per colui che al momento siede sullo scranno più alto di Palazzo Spada, vale a dire Leonardo Latini, si preannuncia una campagna elettorale non semplice.

Già durante la presentazione del progetto stadio-clinica Latini aveva di fatto parlato da “ricandidato” anche se poi a domanda specifica aveva glissato con una battuta dicendo di voler comunque guardare con lungimiranza al futuro. Sul fatto che voglia provare a fare il bis ci sono comunque pochi dubbi ed in fondo è abbastanza ovvio che sia così.

In realtà però lo scenario rispetto al 2018 è profondamente mutato: la variabile dello scandalo sanità che aveva fatto saltare il banco nel centro-sinistra poco prima è ormai scemata, ma il punto è che Latini dovrà guardarsi le spalle soprattutto dalle forze che attualmente fanno parte della sua maggioranza.

Orizzonte Roma 2023

Il quadro che uscirà a Terni dipenderà quasi certamente da quello nazionale, in particolare sul fronte del centro-destra. Se l’asse sarà compatto a livello nazionale (con buone probabilità di vittoria, almeno così dicono i sondaggi attuali), sarà più facile riproporre (o meglio “imporre”) lo stesso schema a livello locale. Diversamente, sarà un tutti contro tutti dall’esito imprevedibile. Il centro-sinistra, dal canto suo, dovrà giocarsi bene le proprie carte: fra i contrasti all’interno della maggioranza di governo cittadina ed un gradimento per Latini che non pare essere lo stesso del 2018, può ritagliarsi uno spazio per il ballottaggio. Ma sarà fondamentale scegliere bene il candidato. Operazione che al momento non sembra così semplice.

Stefano Bandecchi
Stefano Bandecchi

La variabile Bandecchi

Anche perchè nel frattempo è scesa in campo la variabile-Bandecchi. Il presidente della Ternana e patron dell’Università Niccolò Cusano ha infatti annunciato urbi et orbi la discesa in politica sotto le insegne di Alternativa Popolare, il partito che fu di Angelino Alfano nato dalle ceneri del Nuovo Centrodestra.

Escluso che possa candidarsi a sindaco, Bandecchi – che al momento è consulente del sottosegretario al Mipaaf, il forzista Francesco Battistoni –  sa però bene che potrebbe contare probabilmente (anche senza candidarsi direttamente) su un consenso più vasto di quanto il simbolo non dica: le cose già fatte per Terni, il progetto stadio-clinica e ovviamente anche il fatto che sia presidente della Ternana, potrebbero infatti portare alla formazione di una lista in grado di raccogliere voti trasversali. Non c’è dubbio in ogni  caso che il collocamento sarà nell’area di centro-destra. Già ma quale centro-destra?

Fratelli coltelli

Perchè il nodo è proprio questo: quanti saranno i candidati di centro-destra alle prossime comunali a Terni? L’aria che tira dice che potrebbero essere almeno due, forse addirittura tre. Uno sarà Latini, ma il rischio è che possa essere appoggiato solamente dalla Lega: gli screzi con Fratelli d’Italia  sono  costanti.

Da più parti si dice infatti che l’assessore in quota FdI Elena Proietti possa finire sul piatto dei candidati sindaco ed è per questo che si sta assistendo ad una serie di situazioni poco edificanti, ultima delle quali l’annuncio dei concerti di Venditti e De Gregori che l’assessore è stato costretto a rimangiarsi pochi giorni dopo.  Con un partito in grande ascesa, Proietti sarebbe un avversario complesso da gestire per Latini ed è per questo che i mesi che mancano al via della campagna elettorale serviranno per capire se ci sono margini per provare a ricucire: difficile, se non impossibile che la Lega rinunci al candidato a meno di non trovare una soluzione che possa accontentare entrambe le forze politiche. Ma una scelta del genere prevederebbe probabilmente accordi che vanno oltre la tornata amministrativa.

Raffaele Nevi

Le grandi manovre al centro

E Forza Italia? Sel’area non andrà compatta, gli Azzurri potrebbero diventare un’altra variabile impazzita. Al centro si segnalano infatti grandi manovre e colloqui costanti: visto il quadro a destra e con un centro-sinistra che per ora sembra ancora in difficoltà, potrebbero aprirsi clamorosi spazi per un sindaco traversale, che rimetta l’asse al centro.

Gli spifferi conducono al nome di Raffaele Nevi, ammesso che il deputato ternano voglia mettersi in gioco. Starebbe infatti crescendo un gruppo  che comprende liste civiche e partiti di estrazione più o meno centrista e moderata, in un’area molto vasta che va da parte di Forza Italia (o tutta) a pezzi del Pd passando per l’area socio-liberale di centro, compresi forse pure i Civici X di Fora. Quanto possa effettivamente pesare quest’area (e se possa scendere in campo) dipenderà da quanto saprà calamitare  fra i delusi di entrambe le aree (anche in termini di candidati). L’alternativa a Nevi, in questo laboratorio sarebbe un nome della società civile, sicuramente un moderato.

E ancora: dove andranno i voti di coloro che si riconoscono in Civitas, il movimento guidato dall’assessore regionale Paola Agabiti, che è dato in crescita costante? Sempre nel centro-destra, certamente. Ma in quale dei due?

A meno che…

Se il centro-destra dovesse invece correre unito, appare evidente che l’unica soluzione è quella di un candidato molto forte e svincolato dai partiti, ma che allo stesso tempo goda della fiducia incondizionata degli stessi. Nomi? Ufficiali ovviamente non ce ne sono, papabili potrebbero essercene più di uno. Ma dato che sarebbe una questione di delicatissimi equilibri, sarà importante capire quali e quante liste saranno in campo e se Bandecchi ne farà effettivamente una sua.

Potrebbe non essere indifferente, perchè un candidato unico è l’unica opzione che potrebbe evitare al centro-destra il ballottaggio (il condizionale è d’obbligo).

Fabio Paparelli

Il centro-sinistra

In tutto questo, il centro-sinistra deve ancora battere un colpo. La scelta del candidato non sarà semplice ed il quadro attuale – che difficilmente cambierà di molto in quell’area da qui alle elezioni – non depone a favore di un nome qualunque che sia espressione dei partiti, in senso politico. Scontato ovviamente, che debba uscire un candidato unitario.

Era circolato molto forte il nome del consigliere regionale Fabio Paparelli, sul quale però non ci sarebbe unanime consenso, ammesso che voglia realmente rischiare un’elezione che per il centro-sinistra si presenta dello stesso coefficiente di difficoltà che ha per un velocista nel ciclismo il Gran Premio della Montagna sul passo del Mortirolo  (e non invece magari puntare  per un più comodo seggio alle Politiche).

E’ scattata dunque la ricerca al candidato civico. Il primo nome sondato è stato quello del presidente dei commercialisti di Terni Carmelo Campagna, che però ha garbatamente declinato l’invito. In casa Pd-M5S per ora, si brancola quindi nel buio, in attesa che esca il coniglio da qualche cilindro. Il modello a cui in molti guardano è quello di Spoleto, che ha portato alla vittoria Andrea Sisti, riconsegnando la città al centro-sinistra. Il quale però, per l’appunto, non era un candidato di partito. Sarebbe una soluzione che spariglierebbe le carte. Ma servirebbe un consenso unanime.

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