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L’Umbria come culla d’arte: la brigata umbra di Leonardo, Piermatteo e il Perugino tra Marmore e Amelia

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L’Umbria come culla d’arte: la brigata umbra di Leonardo, Piermatteo e il Perugino tra Marmore e Amelia

Andrea Giuli
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Il disegno di Leonardo da Vinci

TERNI – Molte scoperte, interessanti e più o meno certe, nella scoperta. E che prefigurano il comprensorio del Ternano e zone limitrofe come un territorio che negli ultimi decenni del ‘500 ebbe una certa attrattiva per alcuni, importantissimi nomi della cultura italiana e mondiale.

Esperti Ecco allora che, nel grande evento ufficiale, promosso lunedì 12 dicembre tra Amelia e Terni, in merito alla presentazione della principale scoperta di un disegno di Leonardo da Vinci che raffigurerebbe non un ameno paesaggio toscano ma la cascata delle Marmore, Papigno e la cosiddetta Conca ternana, il professore meneghino-ternano Luca Tomìo, il mentore Vittorio Sgarbi, il professor Petronio e i collaboratori dello stesso Tomìo (Coronelli e Virili), hanno esternato, annunciato e motivato alcune cose interessanti.

La brigata umbra, le Marmore e Amelia  Anzitutto, in quel 1473 o giù di lì, il ventunenne e vivace Leonardo dalla Toscana si mosse nell’Umbria del sud dove dette vita, grazie al viaggio e ai comuni interessi paesaggistici, artistici e idraulici, a quella che Tomìo ha ribattezzato la ‘brigata umbra’ che, oltre allo stesso Leonardo comprendeva, niente di meno che, Piermatteo d’Amelia e Pietro Vannucci detto il Perugino. Una triade d’eccezione (il ricercatore d’arte Tomìo ricorda che, al tempo, Umbria e Toscana erano una sola ‘contea’) che avrebbe visitato e disegnato la zona di Terni, le Marmore e la zona di Amelia. Ma non solo. Ed in questo peregrinare e ‘amoreggiare’ – come ha detto Sgarbi – grazie all’ospitalità di una importante famiglia amerina, che il maestro da Vinci potrebbe aver osservato il ‘pons pare lacus’, ovvero il ponte già allora esistente sul fiume Rio Grande di Amelia che, alcuni anni più tardi, sarebbe stato disegnato da allievi della bottega leonardesca. Un episodio (lanotiziaquotidiana.it lo aveva anticipato domenica 11 dicembre) che pare avvalorato, a detta degli studiosi, da un dipinto conservato a Londra. Una scoperta, ancora in itinere, che Tomìo è il suo team sta ulteriormente verificando, insieme ad altri disegni attribuibili al giovane genio toscano è che riguarderebbero altre aree dell’Umbria meridionale.

L’intuizione originaria Illustrando con foto e riproduzioni – alla presenza di autorità civili e religiose, di esperti e tecnici della materia, cittadini e media – la principale scoperta del ‘Paesaggio con fiume’ datato 1473 e firmato da Leonardo (il disegno che dunque raffigura il salto delle Marmore e il castello di Papigno, con sullo sfondo la valle ternana fino a Cesi e le gole di Narni), prima ad Amelia e poi alla Fondazione Carit di Terni, è stato Luca Tomìo, a svelare anche un piccolo aneddoto, rivelando che l’intuizione e la sensazione prime che quel paesaggio toscano assomigliasse tanto ad un paesaggio ternano è stata di suo figlio. Da lì la lunga ricerca che ha portato all’individuazione del soggetto disegnato nella cascata delle Marmore.

Show di Sgarbi Naturalmente, la kermesse è stata condita dal solito, immaginifico, dotto e licenzioso Sgarbi che ha avvalorato la scoperta ed è stato prodigo di storie e particolari.

La Fondazione, la mostra, il ritorno turistico Infine, ma non ultimo, l’intervento del vicepresidente della giunta regionale Paparelli, tutto incentrato sulla sinergia felice tra istituzioni e il risvolto circa la promozione del territorio, grazie al grand tour leonardesco (di cui ha parlato anche Sgarbi); quello del presidente della Fondazione Carit, Carlini, che si è subito proposto per ospitare la prima mostra leonardesca nelle sale della Fondazione. Candidatura, a quanto pare, frustrata da Tomìo il quale ha tenuto a precisare che il grande esordio di una mostra organica con il materiale di cui si è detto sarebbe stato opportuno nella sede della Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia. Per fortuna che la ‘brigata umbra’ se la spassava nell’Umbria del Sud, qualche secolo fa.

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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