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Terni, irruzione dei capi cooperativi alla conferenza grillina: è bagarre. Nevi stigmatizza l’episodio

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Terni, irruzione dei capi cooperativi alla conferenza grillina: è bagarre. Nevi stigmatizza l’episodio

Andrea Giuli
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TERNI – Una pagina esemplare di democrazia e di nervi sotto controllo. L’ennesima conferenza stampa pentastellata di denuncia del cosiddetto ‘Sistema della Conca’ – quello in parte oggetto della famigerata inchiesta della magistratura, ‘Operazione Spada’, che ha portato ad essere indagate 16 persone, tra assessori, dirigenti comunali, e vertici di aziende e cooperative locali – si stava chiudendo persino con toni relativamente pacati, quando, tra lo stupore generale, è accaduto l’inimmaginabile. O l’imprevedibile. O il desolante.

IRRUZIONE E FACCIA A FACCIA TRA I CAPI COOPERATIVI E I GRILLINI

L’irruzione delle cooperative, il parapiglia Ad un certo punto, nella stanza di palazzo Spada riservata al gruppo consiliare dei 5 Stelle (presenti oltre alla stampa e ai militanti pentastellati, l’intero gruppo consiliare, il consigliere regionale Liberati e il senatore Lucidi) hanno fatto irruzione, più o meno salutando, alcuni rappresentanti e presidenti di cooperative sociali ternane – rappresentanti e presidenti indagati nell’inchiesta di cui sopra, ovvero Sandro Corsi e Tonino Sabatini, accompagnati da alcuni lavoratori – facendo scoppiare un autentico parapiglia. Una irruzione irrituale; per alcuni tra i politici presenti, un’aggressione (non fisica, ovviamente) e una intimidazione. Sandro Corsi si è messo seduto, imbufalito e in qualche modo minaccioso con l’indice puntato – di fatto interrompendo una conferenza stampa che stava finendo -, incominciando ad ‘interrogare’ soprattutto il consigliere De Luca e il consiglio regionale Liberati: “Ce l’avete con noi – ha ripetutamente strillato Corsi – quando parlate di lavoratori sottopagati? State alludendo alle cooperative Actl, Alis, Solco e Ultraservizi? Rispondete!”. E giù in un crescendo rossiniano di accuse, allusioni (ci è pure scappato un “mica siamo a Corleone qui” da parte di un militante grillino), minacce, urla. Con i politici pentastellati che sventolavano copie di atti amministrativi su appalti, chiedendo ragione degli affidamenti diretti milionari alle cooperative e con lo stesso Corsi che strillava a Liberati: “Portaborse di Melasecche!”. Insomma, scene francamente dell’altro mondo. E pensare che il Corsi aveva cominciato con un garbato (e provocatorio) invito ai pentastellati a partecipare all’Open Day del mondo cooperativo ternano, previsto per gennaio prossimo.

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Gli affidamenti diretti, le gare La conferenza stampa era stata convocata dai pentastellati per chiedere conto e denunciare ancora una volta la vicenda di circa 2,3 milioni di euro di affidamenti diretti, destinati ad alcune delle cooperative ternane chiamate in causa, sul fronte dei servizi sussidiari e di supporto ai servizio educativi comunali, all’incirca dal 2006 al 2014; oltre 2 milioni maturati in singoli affidamenti da 70-100 mila euro ciascuno. Affidamenti, secondo i pentastellati, espletati dopo la fine di una gara nel 1999, con lo stesso oggetto e con un solo partecipante, prorogata fino al 2006 circa. Dopo, non si sono più fatte gare vere e proprie nel merito.

De Luca e Pococacio “Sono 13 giorni – hanno detto i consiglieri Valentina Pococacio e Thomas De Luca – che noi stiamo aspettando risposte su tali fatti. Abbiamo scritto, prima della variazione di bilancio di fine novembre, a tutti i consiglieri comunali e alla Corte dei conti, ed oggi (martedì 13 dicembre, ndr) scade il tempo. Noi vogliamo sapere perché questi ingenti affidamenti diretti, forse non i soli, sono andati di fatto in parallelo con una gara del 2009 per 7,6 milioni di euro, sempre incentrata sui servizi pedagogici di supporto ai servizi educativi comunali. Perché tale sovrapposizione? Perche fatture e determine che riguardano due strutture educative comunali pagate solo il,primo dicembre scorso?”.

“C’è una pesantezza insostenibile che grava su questo Comune – ha concluso De Luca -, una mancanza di chiarezza, una opacità tanto più grave quanto la situazione di predissesto: dunque chiediamo luce su situazioni che vengono finanziate o pagate due volte. Invece di fare trasparenza immediata, si continua ad andare avanti senza rispondere. Noi stiamo chiedendo chiarimenti puntuali, su cose precise. Noi siamo i primi ad essere dispiaciuti del cosiddetto assedio della magistratura al palazzo, ma qui qualcuno ha giocato oltremodo con la monetina. Siamo al punto di non ritorno, fatti danni irreversibili. C’è una anomalia ternana, è ora che sindaco e Giunta facciano un passo indietro”.

Lucidi e Liberati Se il senatore Lucidi ha parlato di una “città che ha bisogno di interlocutori nuovi che rovescino il sistema Terni”, il consigliere regionale Liberati ha insistito su una richiesta specifica al sindaco Di Girolamo: “I fatti. Uno incontrovertibile: sono passati 10 giorni da quando abbiamo chiesto al sindaco il famoso certificato 335, ma si stanno dilatando i tempi per arrivare a mangiare il panettone. Sono usciti sui media parte di documenti che attestano una certa situazione. Si parla di associazione a delinquere, turbativa d’asta ed altro. E nessuno dice nulla al vertice. Questa regione è malata. I vertici della Regione non hanno ancora proferito parola dal 17 novembre, tantomeno il PD a livello apicale, se non qualche balbettamento del segretario regionale. Vi pare normale? Questa è una cappa che va disciolta. Una questione morale che può arrivare a toccare anche le libertà politiche dei lavoratori delle cooperative, ma anche in Comune. Il sistema è malato, non si fanno gare ma proroghe continue. Di Girolamo torni a fare il medico”.

Il forzista Nevi Sull’episodio, stigmatizzando lo, interviene il capogruppo di Forza Italia in Regione, Raffaele Nevi: “La indegna gazzarra di Sandro Corsi che ha interrotto la conferenza stampa di una forza politica è la conferma dell’agitazione che regna dalle parti della sinistra ternana che sta perdendo il lume della ragione. Chi mi conosce bene sa quanto io sia lontano da atteggiamenti giustizialisti e forcaioli dei grillini, come ho avuto modo di dire più volte anche durante le ultime elezioni comunali. Sbagliano sempre a fare di tutta l’erba un fascio anche se di erba cattiva ce n’è tanta in giro. Noi da sempre siamo per la concorrenza e il merito che a Terni è sempre merce molto rara e chiediamo per questo da tempo che l’amministrazione comunale tragga le conseguenze di una situazione di pesante affaticamento della città così come testimoniano tutti i dati (da ultimo quello relativo alla qualità della vita). Però, dopo aver visto le immagini di quello che è successo oggi mi sento di esprimere solidarietà ad Andrea Liberati e al Movimento 5 Stelle che mentre teneva una conferenza stampa nei propri uffici in Comune si è visto arrivare una delegazione composta da Sandro Corsi, Antonio Sabatini e non so chi altri con l’intento di disturbare la conferenza stessa. Il mio consiglio spassionato a Corsi, Sabatini, ecc è quello di cessare questa vergognosa caccia dell’oppositore e aspettare serenamente che la magistratura faccia il suo corso”.

Melasecche Non poteva mancare il consigliere comunale di minoranza, Enrico Melasecche, che dice la sua sulla vicenda: “Purtroppo, perseguire la trasparenza, la legalità ed il buon governo a Terni costa caro. Ho visto le immagini trasmesse sulla vicenda che ha visto l’ennesima prestazione muscolare del solito “padroncino” il quale, accompagnato da ben conosciuti “guardiacorpo” ha interrotto, con urla e becere provocazioni, alcuni eletti che stavano svolgendo, nella stanza a loro riservata, una conferenza stampa con la partecipazione di un senatore della Repubblica, del capogruppo in Regione di quel movimento e di tutti i consiglieri comunali in carica. Ne parlo per la semplice ragione che il sottoscritto, pur assente, è stato tirato per il bavero dal noto “principe del volontariato” che ha urlato il nome e cognome del sottoscritto agli astanti come se fossi un qualsiasi malfattore. Mai viste scene di tale intimidazione e provocazione nella storia cittadina, difficile immaginarle in altre città, pur governate dalla sinistra. Sono indignato non solo e non tanto perché questi soggetti si permettono di continuare in una litania di intimidazioni personali, nella impunità loro garantita anche dal ruolo che svolgono all’interno dei partiti, quanto per il fatto che tutto questo accade mentre la Procura della Repubblica conduce indagini delicate proprio su questi temi e su di loro. Ma ancor più grave, è che tutto accade nel silenzio più assordante del sindaco, PD, e del presidente del Consiglio dei Comunisti Italiani”.

 

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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