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Terni, inceneritori e salute: scontro al calor bianco tra sindaco e M5S

Terni Politica

Terni, inceneritori e salute: scontro al calor bianco tra sindaco e M5S

Andrea Giuli
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Il sindaco Leopoldo Di Girolamo

TERNI – Ormai non si fermano più. L’argomento è delicato, drammatico. Dopo l’ultima intemerata degli esponenti locali e regionali di Lega e M5S a proposito delle autorizzazioni all’inceneritore TerniBiomassa e al dibattito su inquinamento e salute nella Conca, nella giornata di martedì 14 marzo, il sindaco Di Girolamo replica alle accuse.

Ignoranti o in malafede “Gli atti amministrativi – scrive il primo cittadino ternano -, soprattutto quelli che vanno a chiudere impianti industriali, devono essere supportati da dati scientifici. Chi dice il contrario mente, lo fa in malafede per cercare facili consensi, oppure perché è un grande ignorante sul fronte dell’amministrazione pubblica e del rispetto delle procedure. La polemica politica che ruota intorno alla vicenda dell’inceneritore di Terni Biomasse sta assumendo caratteri non più tollerabili che nuocciono gravemente, non tanto all’amministrazione, abituata a difendersi da attacchi di ogni genere, ma alterano la veridicità dei fatti e la capacità della comunità di formarsi una obiettiva consapevolezza in materia. Le dichiarazioni di alcuni esponenti della Lega e del M5S, non corrispondenti al vero, incrementano confusione e allarmismo sulle posizioni, molto chiare, nette e più volte espresse, assunte da questa amministrazione”.

Falsità Insiste Di Girolamo: “Chi afferma che il sindaco, in occasione della Conferenza dei servizi per il rilascio dell’Aia all’impianto Terni Biomasse, avrebbe potuto dare un no vincolante o produrre interventi atti a rallentare l’iter autorizzativo, dice una cosa inesatta. Il dato sanitario messo a disposizione dalla Asl e riguardante lo stato di salute della Conca, nella procedura di aggiornamento dell’Aia, non essendo correlato al dato epidemiologico, unico reale strumento capace di dare al decisore politico una base documentata certa e valida per negare un provvedimento autorizzativo Aia, non permette l’assunzione di tale decisione. Confermiamo con forza la medesima posizione già assunta nella Conferenza dei servizi e manifestata più volte, quando, con un atteggiamento di trasparenza, onestà e senso di responsabilità abbiamo affermato che il nostro parere era contrario al rilascio del provvedimento Aia, nel rispetto del potere autorizzativo che resta in capo alla Regione. Abbiamo attivato tutti gli strumenti messi a disposizione dalla normativa di riferimento per poter giungere ad avere un sistema di valutazione epidemiologico che sia valido e condiviso per le analisi dei singoli impianti e che serva da base comune per ogni seria e responsabile presa di posizione. Scorciatoie non esistono, chi dice il contrario espone l’Ente a disastri amministrativi che ricadrebbero tutti sulle tasche dei cittadini”.

De Luca all’attacco Non passa qualche ora che, appunto, il consigliere comunale pentastellato, De Luca, contro-replica al sindaco, con tanto di documentazione allegata: “Il 7 marzo 2012 l’Istituto Superiore di Sanità (il consigliere allega copia della relativa protocollatura numero 0039080 del 2012, ndr)  inviò al gabinetto del sindaco i primi dati dello Studio Sentieri aventi per oggetto “Mortalità per causa specifica della popolazione residente nei siti di interesse nazionale per le bonifiche su tutto il territorio italiano”. Il tutto è stato registrato al protocollo informatico del Comune. Nel giugno 2014 l’Istituto Superiore di Sanità offrì persino la propria disponibilità per dare il supporto a chiarimenti e spiegazioni. Il sindaco conosce e presumibilmente conosceva le evidenze contenute nello studio Sentieri. Oggi il sindaco ci insulta con l’epiteto di ignoranti, ieri ci chiamava terroristi, ma è lui il primo responsabile della salute pubblica della comunità. Con gli 80 milioni di euro di debiti delle Giunte Raffaelli- Di Girolamo che i ternani pagheranno per i prossimi 30 anni, avremmo potuto chiudere 10 inceneritori. Il Partito Democratico dovrà rendere conto di responsabilità incancellabili. Non a noi, saranno le generazioni presenti e quelle future a chiedere conto a questa classe dirigente dei danni perpetrati alla città”.

Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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