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Terni va in piazza contro il ddl Pillon: “Non difende la donna”

Cronaca e Attualità Terni

Terni va in piazza contro il ddl Pillon: “Non difende la donna”

Redazione
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TERNI – Alcune centinaia di persone si sono ritrovate ieri in piazza della Repubblica per protestare contro il disegno di legge che prende il nome di Simone Pillon, parlamentare della Lega già vicino ad Adinolfi ed esponente del mondo ultracattolico. La manifestazione, a Terni, è stato organizzata dal ‘comitato No Pillon’ promosso dall’associazione ‘Terni Donne’ e a cui hanno aderito Arci, Cgil, Usb, Liberamente Donna, Fuori dal Mondo, Esedomani, Terni Valley, Civiltà Laica, Il Progetto, Il Pettirosso, Agedo Terni, Famiglie Arcobaleno e alcuni singoli esponenti politici.

I punti contestati. Fra i punti contestati l’obbligatorietà del tentativo di mediazione fra i coniugi e di consentire ai figli di stare con la mamma e con il papà, quanto vogliono, anche quando c’è sostanziale consenso fra i partner e nel caso in cui ci si trovi di fronte all’ipotesi di maltrattamenti in ambito familiare.Contestati dal comitato i concetti di ‘mantenimento diretto’- secondo Pillon si dà per scontato che ciascun genitore sia nella condizione di dare al figlio pari tenore di vita -; il piano genitoriale “”non si possono stabilire in via preventiva quali saranno le esigenze dei figli, pena un incremento dello scontro fra genitori”) e l’introduzione del concetto di ‘alienazione parentale’, poichè il ddl suppone la manipolazione di un genitore in caso di manifesto rifiuto del figlio di vedere l’altro genitore; il minore viene contrastato nella sua facoltà di esprimere il rifiuto.

Secondo Simona Schiavone di Terni Donne: “E’ un disegno di legge che non va emendato, va proprio ritirato perché si fonda su una lettura di ritorno al passato della famiglia e di quelle che sono le sorti di una famiglia in seguito a una separazione. Il DDL non sarà approvato, anche perché incontra una opposizione generale e ricordo che l’organizzazione delle Nazioni Unite ha ritenuto che questo ddl non sia corrispondente ai valori e ai principi che vengono riconosciuti con la convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica”

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