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Inchiesta di Terni, il sindaco Di Girolamo toglie le deleghe ‘scomode’ ai due assessori indagati: nuovo scenario per la Giunta

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Inchiesta di Terni, il sindaco Di Girolamo toglie le deleghe ‘scomode’ ai due assessori indagati: nuovo scenario per la Giunta

Andrea Giuli
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Il sindaco Di Girolamo con l'assessore Piacenti d'Ubaldi

A. G.

TERNI – Dopo il ciclone giudiziario che ha investito giovedì scorso i “palazzi del potere” politico-amministrativo cittadino e non solo (Comune e sedi di varie cooperative sociali), arrivano le prime, inevitabili conseguenze concrete sul piano strettamente politico, all’interno della giunta municipale che vede tuttora due assessori indagati con contestazioni piuttosto pesanti.

Rimpastino assessorile In queste ore, infatti, il sindaco Di Girolamo si prepara a firmare un decreto con il quale toglie le deleghe dei settori ‘incriminati’ all’attuale assessore Stefano Bucari (indagato), ovvero il Verde Pubblico, il decoro e l’arredo urbano e i Cimiteri che vengono assunte dall’assessore Giacchetti, nonché la delega alle aziende partecipate – altro delicato filone di indagine – tolta all’assessore Piacenti d’Ubaldi (anch’esso indagato) e assunta direttamente dal sindaco Di Girolamo. All’assessore Piacenti, invece, vengono assegnate le deleghe al Turismo (prima a Giacchetti), al Commercio (prima del sindaco) e al Marketing territoriale. E’ stata anche istituita la delega all’efficentamento energetico, assegnata al vicesindaco Francesca Malafoglia, così come è stata esplicitata la delega ai servizi scolastici assegnata all’assessore alla scuola Tiziana De Angelis. In questa fase, così, i due membri di giunta nel mirino della magistratura vengono certo depotenziati e messi al riparo da atti amministrativi e formali che potrebbero creare ulteriori disagi. I due assessori mantengono le restanti deleghe, ma non vengono dunque rimossi dall’esecutivo di palazzo Spada, come tutte le opposizioni hanno invece chiesto ufficialmente.

Alcuni dirigenti in forse “Nei prossimi giorni – ha aggiunto Leopoldo Di Girolamo – valuterò se sia necessario prendere provvedimenti anche per quanto riguarda la struttura amministrativa, le direzioni, sempre nell’ottica di garantire ai dirigenti e ai funzionari dell’Ente la massima serenità gestionale. L’operato dell’amministrazione comunale e del sindaco che la guida mi sembra molto netto: con la trasmissione del bando delle mense all’Anac, con la rimodulazione delle deleghe, vogliamo agire con atti concreti e tangibili per rafforzare i concetti che abbiamo sempre inteso portare avanti: legalità, correttezza, trasparenza. Cosi dimostrando rispetto per la sacrosanta e imprescindibile richiesta di correttezza che arriva dalla città, per il lavoro della pubblica amministrazione e per quello della magistratura. Lascio ad altri le grida, le ingiurie, il giustizialismo per cavalcare l’onda e seguire il vento. Noi continuiamo il nostro impegno sui temi dell’area di crisi complessa, del riequilibrio finanziario, di agenda urbana, dei fondi europei, delle infrastrutture, convinti che la città abbia bisogno di questo e non di forcaioli pronti a paralizzare Terni”.

Pd ternano in conclave Lunedi 28 novembre, alle 21, è stata convocata l’assemblea comunale del Pd ternano, con all’ordine del giorno, ovviamente, un solo punto da discutere: la situazione politica locale.

Di Girolamo contrattacca Ma il sindaco non si limita a formalizzare il mini-rimpasto interno, bensì ringrazia e rintuzza gli attacchi delle opposizioni. “Avverto la necessità – dichiara Di Girolamo – di ringraziare tutti coloro che si sono adoperati affinché la seduta del consiglio comunale di lunedì scorso si sia potuta svolgere in un contesto di correttezza amministrativa e sostanziale. Un particolare ringraziamento va alla presidenza dell’assemblea cittadina, alla segreteria, ai vigili urbani, ai dipendenti comunali che hanno dato il loro contributo in tal senso. Esprimo solidarietà a quei consiglieri che si sono sentiti particolarmente feriti da quelle accuse qualunquiste, offensive, non veritiere che sono arrivate da una contestazione organizzata e tesa a paralizzare l’attività della massima assemblea cittadina. A fronte delle provocazioni, degli show, della semina dei giocattolini, aver risposto con rispetto delle regole, delle istituzioni, delle procedure a garanzia del confronto democratico, ha dimostrato un diverso approccio alla vita pubblica della città. C’è chi si attiene alle regole del confronto pubblico, e si spende anche in prima persona affinché siano salvaguardate, e chi invece grida, insulta, abbandona il confronto dell’aula magari, per fortuna solo in alcuni casi, man forte alla claque. Questa mattina ho letto alcune dichiarazioni, in alcuni casi anche di figure di rappresentanti democratici di alto livello, che non trovano alcun riscontro di quanto ho potuto vedere in prima persona. Chiedere, in maniera garbata e cortese, il rispetto dell’emiciclo del consiglio comunale, del confronto pubblico, del regolamento del consiglio comunale, è un dovere civico. Le maggioranze e i governi della città cambiano, le istituzioni e le regole del confronto democratico restano”.

Forza Italia Sull’argomento si registra un dura critica dei consiglieri comunali di FI, Fatale, Ferranti e Brisi: “Le opposizioni unitariamente chiedevano lunedì di discutere un ordine del giorno per capire come il sindaco volesse affrontare questa nuova situazione che va oltre le incapacità amministrative e precipita addirittura nel giudiziario. Volevamo portare subito dopo le comunicazioni del sindaco il dibattito in aula sulle cose concrete e di reale interesse pubblico. Con la consueta arroganza e prepotenza il dibattito sotto gli occhi della città è stato evitato e neanche 36 ore dopo il sindaco e la segreteria del Pd decidono di rimescolare le deleghe tra gli assessori mantenendo però in carica i 2 assessori indagati. Sia ben chiaro a questa penosa maggioranza di centrosinistra che non è con il gioco delle tre carte che si risolvono i problemi legati alla dignità e al rispetto delle istituzioni sul quale è calato un velo di opacità fortissimo del quale il Pd ha tutte le responsabilità. La trasparenza e la correttezza si ripristinano solo con una giunta che non deliberà con il voto di amministratori coinvolti in fatti e indagini così gravi da compromettere la credibilità complessiva di chi governa il capoluogo. Se si vogliono dare segnali li si diano nella direzione della correttezza e della diligenza e non della solita furbesca presunzione che porta solo danni ai concittadini e alle attività economiche che qui operano”.

M5S A seguito della missiva inviata dal sindaco Leopoldo Di Girolamo all’Autorità nazionale anticorruzione, il M5S ha scritto una lettera al presidente Raffaele Cantone. “Alla stessa lettera – si legge in una nota dei consiglieri comunali pentastellato – abbiamo avuto molta cura nell’allegare tutto il materiale in merito ai debiti fuori bilancio, le caratteristiche dell’appalto nonché tutta la documentazione in merito alla proroga-rinnovo del 2013. Tutte informazioni che il primo cittadino si era dimenticato di porre a conoscenza dell’autorità. Una piccola dimenticanza da parte del sindaco che, nella sua nota, non fa alcun riferimento al fatto che, a quanto appreso dagli organi di stampa, lo stesso capitolato di gara inviato all’autorità sarebbe oggetto di indagini da parte della magistratura. Insomma, anche questa volta, nessuno potrà utilizzare l’autorità per farsi scudo e delegittimare il lavoro della magistratura, tantomeno per giustificare l’evidente volontà di trovare una scusa per l’ennesima proroga di un appalto su cui si addensano nubi oscure. Quello che sicuramente porteremo in consiglio comunale sarà una proposta di delibera per richiedere un’azione ispettiva da parte dell’autorità su tutti gli appalti degli ultimi anni, contratti direttamente dall’amministrazione, dalle partecipate e dagli enti collegati”.

Cecconi (FDI) “Dopo aver definito, a suo tempo, i debiti che hanno portato il Comune al predissesto – scrive il capogruppo comunale di Fratelli d’Italia, Marco Cecconi – e le conseguenti scelte da assumere per ripianarli come una “opportunità”, adesso il sindaco contrabbanda il depotenziamento dei due assessori indagati nell’ambito dell’ “Operazione-Spada” come un omaggio alle ragioni della legalità. E accusa le opposizioni di derive antidemocratiche e rifiuto del confronto, a proposito delle manifestazioni di protesta che hanno segnato l’ultima seduta del consiglio comunale. Nei suoi panni, date le circostanze, arrampicarsi sugli specchi e tentare qualche improbabile gioco di prestigio con le parole, magari, è persino comprensibile. Ma resta il fatto che mistificare la realtà non è accettabile. Se c’è qualcuno che in consiglio comunale, lunedì scorso, ha rifiutato il confronto, è esattamente la maggioranza che sostiene il sindaco. Una maggioranza che, prima, ha respinto in blocco la nostra richiesta di discutere dopo le comunicazioni di Di Girolamo sulle indagini un atto di indirizzo con il quale chiedevamo proprio che venissero sollevati dall’incarico i due assessore raggiunti da avvisi di garanzia. E dalle cui fila, poi, si sono levati insulti e attacchi personali che noi, pur da avversari, non ci saremmo mai sognati neanche di pensare. YManifestazioni, queste sì, di antidemocratico arroccamento a difesa di una cittadella assediata. Quanto al “depotenziamento” di Piacenti D’Ubaldi e Bucari, si tratta della scelta più inutile e farisaica mai assunta in frangenti simili: l’emblema di un pervicace attaccamento al potere e alla poltrona. Peccato che questo sia solo il terzo rimescolamento di deleghe in poche settimane, a suggello della fotografia di una giunta allo sbando e di una città senza governo. Per noi, lo ripetiamo, assessori e dipendenti indagati e chi altro coinvolto nell’inchiesta, sono tutti penalmente innocenti fino a sentenza contraria. Ma il giudizio di responsabilità politica prescinde, precede e va oltre qualunque “Operazione-Spada”. Ed è un giudizio che dovrebbe comportare l’unica conseguenza obbligata delle dimissioni, dal sindaco in giù. Di Girolamo si rassegni: questa volta la città non si lascerà narcotizzare dal bromuro delle operazioncine di facciata”.

 

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Andrea Giuli
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