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Terni, Di Girolamo tira diritto: l’opposizione vuole subito la resa dei conti

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Terni, Di Girolamo tira diritto: l’opposizione vuole subito la resa dei conti

Andrea Giuli
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TERNI – Il vascello digirolamiano, magari con le toppe sulla carena, cavalca le onde in burrasca. Insomma, più o meno a dispetto dei santi marinari, naviga. E vuole arrivare in porto.

Conclave bis, il sindaco non molla e bacchetta Nell’aggiornamento del famoso “conclave” tra giunta comunale, sindaco e maggioranza consiliare di palazzo Spada, andato in scena martedì sera alla sede del Pd, lo stesso Di Girolamo, squadernando un documento politico di 13 pagine, ha ribadito la ferrea volontà di continuare la propria esperienza amministrativa (e del suo esecutivo) fino alla scadenza naturale del mandato (primavera 2019), individuando priorità (ambiente, opere pubbliche, infrastrutture) e opportunità (Area di crisi complessa, Agenda urbana, in primis) e, in un passaggio del documento medesimo, bacchettando anche la struttura tecnico-amministrativa degli uffici comunali, rei di “grande difficoltà operativa” e di “rilevanti inefficienze”. Beh, non male come “zampata”.

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Dunque, in buona sostanza, per il sindaco si va “avanti tutta”, nonostante le non poche difficoltà di varia natura e il percorso irto di ostacoli.

M5S, Melasecche e Crescimbeni a testa bassa L’opposizione, nel frattempo – seppure con varie sfumature e strumenti diversi – non molla la presa. “A fronte del comportamento incomprensibile e talvolta irresponsabile dell’amministrazione, i consiglieri comunali delle liste M5S, I Love Terni e Paolo Crescimbeni del gruppo misto hanno sottoscritto una richiesta di Consiglio comunale straordinario ai sensi dell’articolo 39 comma 2 del Tuel, da convocare entro il 31 dicembre, in cui svolgere le deliberazioni previste per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio (ex articoli 193-194 del Tuel). Si è quindi proceduto contestualmente invitando il sindaco, la giunta comunale e i dirigenti, ognuno per la propria competenza, a produrre le proposte di delibera ai sensi dell’articolo 194 del Tuel, oggetto della ricognizione straordinaria, nonché a mettere a disposizione tutta la documentazione al consiglio comunale in tempo utile per deliberare entro il 31 dicembre 2017. Affrontare la questione entro la fine di questo anno è indispensabile. Il 31 dicembre 2017 infatti, così come è stato confermato anche dalla dirigenza in commissione, è termine improrogabile dopo il quale potrebbero scattare conseguenze devastanti, oltre al commissariamento dell’Ente, anche i funzionari e dirigenti che hanno commissionato le spese, seppur dovute, potrebbero vedere recapitarsi richieste di pagamento da parte dei creditori, anche in virtù degli accordi transattivi firmati senza deliberazione del consiglio comunale”.

Cecconi (Fdi) Sulla questione è intervenuto con una nota anche il consigliere Marco Cecconi (FdI): “L’urgenza di discutere in consiglio comunale della reale situazione debitoria di palazzo Spada e delle effettive opzioni di ripiano che la giunta si appresterebbe a mettere in campo, è direttamente proporzionale alla grandissima confusione ingenerata da un’amministrazione che naviga a vista, sballottata di qua e di là dalla propria incapacità e, non a caso, anche da continue bocciature. Alcuni bubboni, come la questione spinosissima di certi debiti fuori bilancio incancreniscono di rinvio in rinvio. È per questo che, già dalla settimana scorsa, ho presentato un atto di indirizzo affinché il sindaco e la giunta facciano immediata chiarezza sui debiti, ma anche – per affrontare la questione nella sua interezza – sull’attualità o meno del Piano di riequilibrio attualmente sub judice, magari sostituito da un ricorso al Fondo di rotazione che comporterebbe per i cittadini conseguenze devastanti, in termini di inasprimento della pressione fiscale”.

Forza Italia, Ferranti e Nevi Forza Italia, però, non ci sta a rimanere tangibilmente fuori dell’agone e a passare da “tiepida” ed ecco, dunque, che mercoledì sera arriva una nota congiunta firmata dal capogruppo in conisglio comunale, Ferranti e dal capogruppo regionale Nevi: “Il gruppo consiliare in Comune e quello in Regione hanno chiesto le dimissioni di questa Giunta comunale nel maggio 2016 e abbiamo continuato su questa linea ancora nel novembre dello stesso anno. Da allora, ben prima delle note vicende giudiziarie e finanziarie, chiediamo la fine di questa esperienza amministrativa per i fallimenti politici conclamati in ogni ambito. Ad oggi, constatiamo che il sindaco e la nuova segreteria politica rilanciano e annunciano di voler governare opportunità come l’Area di crisi complessa o l’Agenda urbana, ma viene da sorridere nel pensare che chi non riesce a concludere i lavori di riqualificazione di piazza Tacito o a garantire a Terni la sede legale dell’Asl2, sia capace di gestire progettualità e fasi amministrative ben più complesse. Ad oggi, di tutte le chiacchiere e di tutte le uscite promozionali, solo un atto d’indirizzo del gruppo comunale azzurro, firmato da tutti i capigruppo di opposizione, è ancora in discussione e in valutazione in terza commissione. Questo atto chiede di non alzare le imposte del Comune e invita il consiglio comunale a impegnare sindaco e giunta a non aumentare il carico fiscale in una città che vive una profonda crisi economica. A questo punto, Di Girolamo e la Giunta possono anche annunciate di conquistare Roma, ma farebbero meglio a togliere il disturbo”.

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Andrea Giuli
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