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Terni, il presidente del Briccialdi si dimette: al ministro una lettera di fuoco

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Terni, il presidente del Briccialdi si dimette: al ministro una lettera di fuoco

Andrea Giuli
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L'ingresso del Briccialdi

A.G.

TERNI – Niente pace, niente tregua. Per il glorioso istituto musicale Briccialdi di Terni continuano a prefigurarsi tempi duri, nonostante la recente nota, vagamente trionfalistica, del Comune con la quale si annunciava – dopo lunga e penosa malattia – la firma della nuova convenzione tra palazzo Spada e il ‘conservatorio’ ternano.

Vincenzo Bisconti

Vincenzo Bisconti

Il presidente Bisconti si dimette Nelle ultime ore del 2016, il 30 dicembre scorso, il presidente dell’istituto, Vincenzo Bisconti che, per la verità, nei giorni precedenti aveva in pubblica assemblea minacciato fuoco e fiamme rispetto alla versione emendata della convenzione, ha scritto una formale lettera al neo ministro dell’Università, Valeria Fedeli, ai suoi collaboratori ministeriali e alla sottosegretaria competente (e, per conoscenza, al sindaco di Terni, al dirigente comunale del settore e agli organismi del Briccialdi), per rassegnare le sue dimissioni dalla lresidenza dell’istituto stesso. Una decisone argomentata con motivazioni molto dure all’indirizzo soprattutto dell’amministrazione comunale, ma pure – anche se in tono più sfumato – del Governo stesso e dei vari interlocutori finanziari locali del Briccialdi.

LEGGI LA LETTERA DI BISCONTI AL MINISTRO FEDELI

Predissesto dell’istituto e bacchettate Bisconti scrive addirittura, a proposito delle finanze dell’istituto, di “valori di bilancio critici o deficitari che preludono alla dichiarazione di dissesto”. Quanto alle presunte responsabilità della giunta comunale, il presidente dimissionario afferma un “disimpegno del Comune che ha deliberato tagli al finanziamento della spesa corrente pari ad oltre il 60% del fabbisogno”. Ma non mancano lamentele per il “lunghissimo procrastinamento da parte dell’Esecutivo nell’attuazione della legge di riforma e del conseguente processo di statalizzazione”. Infine, ore non lasciare dietro nessuno, Bisconti liquida i restanti interlocutori con un “inequivocabilmente si è in presenza di un disinteressamento di tutti i soggetti da cui deriva il mandato che ho fin qui esercitato”.

Invito al ministro L’ex presidente chiude, dopo aver elogiato l’azione di efficientamento dell’istituto, invitando il neo-ministro ad un suo intervento “risolutivo” sull’argomento, affidandogli la sorte degli studenti del Briccialdi. Buon anno, in musica.

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