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Terni, il pontificale di San Valentino: “Amministratori, mirate a volare alto per il bene delle città” (Gallery)

Cronaca e Attualità Terni

Terni, il pontificale di San Valentino: “Amministratori, mirate a volare alto per il bene delle città” (Gallery)

Redazione
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TERNI – Un pensiero per la città, come sempre affidata alla protezione del santo che fu il suo primo vescovo. Domenica è’ stato celebrato in cattedrale, dal vescovo Giuseppe Piemontese, il Pontificale per San Valentino, alla presenza dell’urna delle spoglie del santo. A precedere la messa la processione dei comuni dei sindaci o rappresentanti dei sindaci della Diocesi di Terni-Narni-Amelia, ciascuno con i propri gonfaloni: è stato ovviamente il primo cittadino di Terni, Leonardo Latini ad accendere la lampada votiva e leggere l’affidamento della città al santo.

Personalità Presenti la presidente della Regione Donatella Tesei, il presidente della Provincia Giampiero Lattanzi, i consiglieri regionali Valeria Alessandrini, Daniele Carissimi e Fabio Paparelli, il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Flamini, il questore Roberto Massucci, il prefetto Emilio Dario Sensi, oltre ai capi delle forze di polizia cittadine e al al Magnifico rettore dell’Università di Perugia Oliviero.

La festa del patrono della città di Terni, San Valentino è per la comunità cittadina un’occasione per riflettere sull’identità della città alla luce della testimonianza di san Valentino che ha plasmato cristianamente la città di Terni durante il suo lungo ministero episcopale, come maestro, padre dei poveri e dei giovani innamorati, di custode dell’amore, ma anche per pregare per le nostre città e il nostro popolo, per la gente che soffre, per i giovani, per gli innamorati, per la famiglia, per la Diocesi.

L’omelia. Nella sua omelia, il vescovo ha incentrato ovviamente il discorso sulla protezione di San Valentino, “buon pastore” per la città “L’esperienza della sua vita – ha detto – e il suo martirio hanno consentito di difendere la vita e la fede del popolo a lui affidato. Valentino, fedele a Dio ha dato conferma e autorevolezza al suo insegnamento come custode e guida del popolo, maestro della fede e padre dei giovani, intenti a far crescere e maturare l’amore e la famiglia e della dedizione alle persone sofferenti. Il nostro compito è far risuonare nell’oggi della Chiesa e del mondo quel progetto del Padre e quell’aspetto del Vangelo, incarnato da San Valentino”.

Variegata Piemontese ha poi ricordato come “la società di Valentino era variegata, multiculturale e multireligiosa. L’impegno di vescovo, di predicare la verità, lo ha portato a stabilire relazioni con tutti, a creare ponti per promuovere il bene comune, il benessere delle persone e testimoniare l’amore per ogni uomo o donna di qualunque condizione, sempre incurante dei pericoli (…) Lungi da noi il modello, ripudiato da Gesù, del mercenario, figura ambigua, volgare, spregevole e pericolosa, che purtroppo tende nefastamente a intrufolarsi nei vari settori della società. La figura del mercenario, oggi può declinarsi variamente e ben si associa a sfruttamento, corruzione, concussione, estorsione, assenteista, approfittatore, scansafatiche, sfaccendato, truffatore, irresponsabile… Esattamente l’opposto dello stile del buon pastore a cui è rimasto fedele san Valentino fino alla testimonianza del martirio”.

Bene comune Il vescovo poi ha ricordato l’importanza delle feste patronali ed invitato gli amministratori a lavorare sempre con l’obiettivo di fare il bene della città, a “mirare a volare alto nel disegnare il futuro delle comunità; di adoperarsi per creare a favore dei cittadini, accesso semplice e rapido nella complessa macchina amministrativa, onde concorrere a semplificare e a risolvere i problemi; far sì che il palazzo di città sia sempre più la casa comune, “il comune”, dove i cittadini trovino aiuto ai loro bisogni, sostegno ai loro progetti  e ulteriore spinta propulsiva  verso uno sviluppo generale e condiviso”. Dopo la Santa Messa si è svolta la processione che ha riportato la teca con le spoglie del santo nella naturale sede della Basilica di San Valentino.

 

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