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Terni, il Pd incorona il suo sindaco ‘esterno’: l’assemblea comunale approva la candidatura dell’ingegner Angeletti

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Terni, il Pd incorona il suo sindaco ‘esterno’: l’assemblea comunale approva la candidatura dell’ingegner Angeletti

Andrea Giuli
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A.G. 

TERNI – Dopo una penosissima malattia, il Pd di Terni ha il suo candidato sindaco, civico. Eroico, addirittura. Con un’oretta e passa di ritardo rispetto all’orario di convocazione, è andato in scena l’ultimo atto (per ora) della tragedia shakespeariana – ma anche un po’ commedia pirandelliana – del partito democratico ternano. Stavolta però, con un risvolto di estenuazione per consunzione. E adesso, la difficile campagna elettorale dei democrat può cominciare.

Presenze e assenze, il richiamo di Piccinini Una sala nè piena, nè vuota (una cinquantina di presenti, più o meno, su circa 110 membri) e il secondo tempo dell’assemblea comunale del partito di Terni si è aperta con un gagliardo e breve richiamo del suo presidente, Sandro Piccinini, alla dignità e all’impegno, nonostante tutto, dei presenti, e con un accento polemico verso i molti assenti. Per la cronaca, era quasi totalmente assente la componente che fa capo a Brega. E non solo. Non c’erano Gianluca Rossi, Leo Di Girolamo (che pure è un antico amico di Angeletti). E non c’era Valdimiro Orsini. Ma c’erano Fabio Paparelli, Sandro Corsi, Sandro Corradi, Stefano Bucari.

Paolo Angeletti

Paolo Angeletti

Giovannelli propone È poi toccato alla segretaria Sara Giovannelli officiare il rito. Dopo i ringraziamenti ai candidati civici che si sono proposti o che sono stati chiamati in causa, ma, come noto, naufragati (da Piccioni a Romito), la segretaria ha dunque ribadito ufficialmente l’unico candidato rimasto sul campo – un esterno, un civico – ovvero l’ingegnere 72enne Paolo Angeletti, “figura cittadina – ha detto la Giovannelli – apprezzata e di alto profilo professionale”.  La segretaria, dopo aver ripercorso con indulgenza le ultime, notorie vicissitudini della ex amministrazione Di Girolamo ed una “spolveratina” garbata sulla “candidatura di destra” dell’avvocato Latini “che ha spaccato la destra, essendo imposta dal segretario nazionale della Lega”, ha ripassato la parola al presidente della assemblea Piccinini.

La votazione, Fiorucci si astiene Piccinini ha dunque posto subito in votazione (piuttosto alla spicciolata, per la verità) la proposta della segretaria in merito alla candidatura a sindaco di Paolo Angeletti. Voto favorevole dei presenti, non molti, con soli 6 astenuti. Prima vi era stata la dichiarazione di astensione del leader della componente dei “Nativi democratici”, Antonello Fiorucci. È un fatto che la candidatura di Angeletti non sia stata battezzata da un bagno di folla. Tutt’altro. Per giunta, il tutto in un clima decisamente mesto e dimesso.

Angeletti: “chiedo scusa” Ha dunque preso timidamente la parola lo stesso ingegnere (un riconoscibile passato nel PCI) che ha chiesto “scusa della presenza inopportuna al momento del voto assembleare. Io sto offrendo la mia disponibilità come indipendente, esterno al partito, anche se sono sempre stato di sinistra. Mi rivolgo ai più giovani che probabilmente non mi conoscono. Se mi date questa fiducia di cui vi sarò grato io farò la campagna elettorale girando tra la gente, ascoltando e prendendo appunti su tutti i problemi che comunque conosco in gran parte, vivendo qui da oltre 70 anni. In queste ore e giorni il telefonino mi squilla molte volte e sono tante persone che non sono del Pd. Questo mi fa ben sperare”. E il terremotato Pd ternano spera. Ce ne vorrà parecchia, di speranza.

 

 

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Andrea Giuli
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