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Terni, il ministro Calenda: l’area di crisi complessa è solo il punto di partenza

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Terni, il ministro Calenda: l’area di crisi complessa è solo il punto di partenza

Andrea Giuli
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Il ministro Carlo Calenda

TERNI – Viene il ministro dello Sviluppo economico a Terni per illustrare il piano nazionale del Governo, Industria 4.0, e, soprattutto, per ratificare e celebrare davanti ad una fitta platea di addetti ai lavori il riconoscimento dello status di area di crisi complessa industriale per Terni e Narni. Nel pomeriggio di mercoledì, infatti, il ministro Calenda è intervenuto in un incontro pubblico organizzato a Terni da Confindustria, presso la sala dell’Arpa. Oltre al ministro, sono intervenuti il,presidente confindustriale di Terni, Urbani, quello regionale, Cesaretti, il sindaco di Terni, Di Girolamo, quello di Narni, De Rebotti e la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. Naturalmente, non sono mancate da parte dei relatori parole di solidarietà per i terremotati di Marche e Umbria.

Il presidente di Confindustria Terni, Urbani

Il presidente di Confindustria Terni, Urbani

Il sindaco Per Di Girolamo “la presenza del Ministro mette insieme due argomenti strategici: il piano industria 4.0 e la programmazione sull’area di crisi complessa Terni-Narni che cerca di ridisegnare il futuro del nostro territorio in termini d produzione manifatturiera avanzata. Il piano Industria 4.0 rappresenta la quarta rivoluzione industriale e come tutte le rivoluzioni mette insieme grandi aspettative e grandi timori. È necessario creare un nuovo equilibrio tra uomo tecnologia e ambiente. Ci troviamo difronte a una sfida economica, scientifica e imprenditoriale. Noi dobbiamo migliorare la produttività che è il neo della processo industriale di questo paese. L’industria mostra un incremento, ma quell’incremento è maggiore dove c’è stato un maggiore progresso tecnologico da parte delle imprese. Terni e Narni rappresentano un territorio ad alta intensità manifatturiera. Qui ci sono gli elementi costitutivi dell’impresa manifatturiera,ci sono le competenze, ci sono i saperi. Le istituzioni locali, con le forze economiche e sociali del territorio, possono essere protagoniste di questa nuova fase che può dare una reale speranza di futuro alle nostre comunità”.

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Il sindaco Di Girolamo

Il sindaco Di Girolamo

De Rebotti “Oggi per noi – ha detto il primo cittadino narnese – è una prima tappa che prevede giorni intensi di lavoro. Abbiamo bisogno di un futuro che metta al centro il tema della compatibilità tra industria e ambiente. L’altro elemento su cui focalizzare le attenzioni è l’innovazione e i processi di verticalizzazione. Sviluppare sensibilità e consapevolezza anche nei giovani del territorio. L’ultimo fattore che vorrei sottolineare è il tempo, visto che non possiamo permetterci più di fare le cose con lentezza. Abbiamo bisogno di velocizzare i tempi, facendo le cose rapidamente e bene. Credo che i nostri cittadini e le nostre imprese e i lavoratori non debbano più avere la sensazione di non essere ascoltati”.image

Marini La governatrice umbra ha ringraziato il Governo “per la disponibilità durante questa emergenza terremoto che ci ha colpito. Il Governo ha scelto una modalità che apprezziamo e condividiamo che ha la capacità di dare certezze ai cittadini e alle imprese e che ha avuto orecchie anche per le questioni di regole e procedure che saranno la base della qualità della ricostruzione. Grazie anche per il decreto unico. È la prima volta che ci sono regole certe, un decreto unico che affronta i temi della ricostruzione ma anche i temi delle conseguenze sul sistema economico e produttivo. La platea di oggi è una platea qualificata che ci ha visto discutere per circa un anno e mezzo su quale percorso seguire e condividere. Oggi parliamo di due temi centrali che possono dare valore aggiunto su quello che già autonomamente le imprese stanno mettendo in campo. Finalmente abbiamo a disposizione un piano e risorse finanziarie importanti. Poter contare su uno strumento di politica industriale nazionale è molto importante. Noi stiamo lavorando tecnicamente con le associazioni delle imprese per definire una sorta di linea-guida che metta insieme la strumentazione nazionale con la programmazione regionale, con l’agenda digitale e con le politiche per le imprese, per fare in modo che questo pacchetto possa essere pienamente raccolto. Per quanto riguarda l’area di crisi complessa è frutto di un lungo percorso. Per noi sarà una opportunità, immaginiamo questo strumento agganciato agli altri strumenti di politica industriale regionale. Ora si apre la fase operativa che ci porterà alla definizione dei contenuti. Maggiore sarà la capacità di far emergere progetti, anche da parte delle imprese, maggiori saranmo le possibilità di successo. Se avremo questo, penso troveremo, tra quelle nazionali e quelle regionali, le risorse per dare gambe a uno strumento prezioso per la riqualificazione e lo sviluppo del territorio, delle imprese e dell’occupazione”.

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Calenda “Il riconoscimento dell’area di crisi complessa – ha detto nel l’intervento conclusivo il ministro Calenda – è un punto di partenza. Accelera la possibilità di utilizzare le risorse. L’importante è tirare fuori i progetti. Il tema, infatti, oggi è trovare progetti concreti che nascano dal territorio. In questo territorio è stata fatta una cosa nuova, che altri territori non hanno fatto, ed è il masterplan per l’industria di Terni e Narni di Ambrosetti che ha avuto il merito di tracciare un quadro della situazione. Le risorse quindi ci sono, servono i progetti. Poi c’è il tema di Industria 4.0 che per il Governo è una grandissima sfida. Cambia il modo di fare la manifattura, ma non il modo di fare il prodotto. Tutto questo per le nostre aziende è una sfida gigantesca, perché noi siamo leader nella manifattura ma anche nell’automazione.
Noi cerchiamo di mettere gli strumenti, certamente questa operazione va affrettata. Non si possono lasciare le persone indietro non solo per una questione etica ma perché su questa linea saltano le democrazie occidentali”.

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Andrea Giuli
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