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Terni, il manager della finanza Romito possibile candidato del Pd. I civici si posizionano, nel centrodestra c’è la questione dei simboli

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Terni, il manager della finanza Romito possibile candidato del Pd. I civici si posizionano, nel centrodestra c’è la questione dei simboli

Andrea Giuli
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Il cortile interno di Palazzo Spada

TERNI – La margherita (lettera minuscola) praticamente non ha più petali. In via Mazzini e zone limitrofe stanno staccando gli ultimissimi petali rimasti, in un clima da faida eterna e interna. Poi, son verdure amare.

L’ultimo nome civico: Romito Sandro Piccinini, Sandro Corradi, Sara Giovannelli, Carlo Ottone, sarebbero i possibili candidati di partito (forse non i soli, poi ci sarebbero quelli istituzionali di un certo peso, come Cesare Damiano o Marina Sereni), dopodiché sembra rimasto un ultimo nome civico, al quale sarebbe, forse indirettamente, stata chiesta nei giorni scorsi la disponibilità concreta a candidarsi come sindaco per il Pd. O come candidato di una lista ispirata dal Pd. Questo ennesimo “papa straniero” – impegnato in queste ore in una riflessione non semplice – avrebbe un nome e cognome: Nicola Romito. Ternano d’adozione, manager importante nel campo finanziario, attualmente presidente di Power Capital, ex gruppo Italeaf, ex vice direttore generale del Monte dei Paschi di Siena, ex cda di Axa assicurazioni, ex presidente della Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino. E varie altre cose. Per la verità, contattato telefonicamente, il manager dice di non saperne sostanzialmente nulla. Ma il suo nome rimbomba tra gli addetti ai lavori e dovrebbe essere la figura che nel pomeriggio di mercoledì sarà formalizzata in direzione comunale. Nei giorni scorsi, peraltro, si era fatto anone il nome di un altro prestigioso esponente del mondo bancario, il ternano Alfredo Pallini.

Angeletti Nelle ultime ore, inoltre, è spuntato anche il nome dell’ingegnere ternano 72enne Paolo Angeletti, già presidente Ater, stimato professionista con un passato nella sinistra locale. Anch’egli sarebbe stato contattato dal Pd ternano ed avrebbe dato una sua disponibilità.

L’ufficializzazione di Romito E alle 17.35 di mercoledì arriva la nota ufficiale del 57enne dottor Romito, nativo di Rivisondoli (L’Aquila) ma ternano da sempre. Il comunicato parla di una candidatura essenzialmente civica, nata dalla pressione di professionisti e imprenditori locali, ma improntata ad una dimensione progressista, riformista e moderato. Ecco la nota di Romito:

Nicola Romito

Nicola Romito

“In queste ultime settimane alcuni esponenti della società civile ternana mi hanno chiesto la disponibilità ad avviare un progetto di cambiamento, che ponga al centro della prossima tornata elettorale esclusivamente gli interessi del territorio. Ho riflettuto a lungo su questa chiamata all’azione, pesando sia la mia storia personale e professionale sia il bisogno effettivo di competenze e capacità di soluzione dei problemi che Terni e la sua comunità richiedono. Per chi come me non è avvezzo agli schemi della politica, ma è per natura fortemente orientato al conseguimento e alla misurazione degli obiettivi, l’idea di costruire una nuova piattaforma politica per il futuro della città ha richiesto un supplemento di verifiche con alcune delle forze più vive e dinamiche del territorio. E’ emersa con forza, da questo lungo confronto, la domanda dal basso di formare un raggruppamento civico, progressista, riformista, moderato ma fortemente determinato ad assumere, con competenza e in una logica di cambiamento, le decisioni più opportune, per la Terni del futuro. Servono alla città non mere enunciazioni o critiche di principio, ma soluzioni pragmatiche per il rilancio economico, la creazione di nuove opportunità professionali e di lavoro, l’attenzione ai giovani, la costruzione di politiche innovative e coraggiose, il recupero della sicurezza sia percepita sia reale, il miglioramento dei servizi, una rinnovata capacità negoziale a tutela degli interessi collettivi, politiche sociali più efficienti e mirate, la prospettiva di riportare il territorio a quella funzione attrattiva e baricentrica nell’Italia centrale che gli è sempre stata propria.
Terni deve tornare ad essere creativa, deve tornare a produrre crescita e deve tornare ad assumere la centralità delle proprie iniziative imprenditoriali, culturali e sociali, abbandonando la tentazione di essere soggetto passivo nell
o sviluppo del proprio territorio.
La protesta fine a sé stessa, la ricerca di posizionamenti personali o di parte, la speculazione sulle evidenti difficoltà in cui versa il nostro sistema di riferimento, così come l’arroccarsi su posizioni difensive a sola protezione degli interessi costituiti, non possono rappresentare le basi di una proposta di cambiamento. C’è bisogno che tutti si muovano a difesa del bene della città, senza indulgere nell’urlato velleitarismo da un lato, ma anche senza negare problemi e criticità dall’altro. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a partire per costruire questo progetto ed a mettermi a disposizione personalmente per aiutare a realizzarlo. Voglio, quindi, dare una risposta affermativa a quelle componenti della società civile che mi hanno chiesto un impegno diretto, ma anche a tutti coloro che volessero condividere questo programma civico di rinascita e di rilancio.
Propongo una piattaforma di capacità decisionale e di impegno operativo, sulla quale auspico una larga convergenza di alcune forze politiche, di altri movimenti civici e di tutti quei cittadini che condividono con me la volontà di costruire una Terni migliore, più moderna, più aperta, più sicura, con maggiore qualità del vivere urbano, con una prospettiva di lavoro e benessere, capace di tutelare i più deboli e di dare slancio ai più meritevoli.
Mi auguro che a sostegno di un programma che si basi sui contenuti e non sulla mera protesta, si possa costruire una proposta competitiva per le prossime elezioni amministrative. Qualora questa disponibilità non raccogliesse un sufficiente consenso, mi sento comunque di ringraziare quei
ternani che hanno voluto stimolarmi ad assumere questa iniziativa, che mi auguro possa produrre la testimonianza di un fattivo impegno civico, che non andrebbe disperso ma valorizzato”.

Assemblea comunale ritardata Ma la decisiva assemblea comunale del partito ternano, prevista per mercoledì pomeriggio alle 17, poi spostata alle 21 (alle 18 di mercoledì c’è la direzione comunale), dovrebbe avere l’ultima parola. Se l’opzione civica dovesse saltare, tra gli esponenti di partito il più accreditato sembra Corradi. Poi, ci sono 8 giorni ancora per depositare la lista e le firme.

Civici, più o meno Se il civico di sinistra, il giovane avvocato Gentiletti, si è trasformato in una specie di civico di partito (essendo anche il candidato di Liberi e Uguali), e il civico-civico Andrea Rosati continua la sua corsa solitaria, altri due nomi noti del civismo ternano si buttano a destra, almeno così pare: Michele Rossi, leader di Terni Città Futura, in effetti a sinistra non è mai stato, e Giovanni Ceccotti, animatore di vari movimenti e liste, in effetti 3 anni fa contribuì in maniera determinante all’elezione del sindaco Di Girolamo, centrosinistra. Entrambi dovrebbero sostenere la candidatura (con una propria lista unitaria) del leghista dal volto buono, Leonardo Latini. Centrodestra, più o meno. Infine, l’intramontabile ex assessore regionale e comunale e ultimo presidente del consiglio di palazzo Spada, Giuseppe Mascio, e la sua lista “L’onda”. Sapore marino. È stagione, del resto.

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Centrodestra: nomi e simboli E, a proposito di centrodestra, le varie forze politiche che lo compongono non sembrano certo una falange romana, compatta e impenetrabile. Sarà pure un dettaglio da archivisti  cesellatori, ma basta dare una occhiata ai simboli di tali partiti (almeno quelli che paiono come ufficiali per questa tornata amministrativa) e confrontarli con quelli delle elezioni di 4 anni fa per intuire che aleggia una qualche tiepidezza o distinguo. Nella migliore delle ipotesi: La Lega nel 2014 non si presentò, ma nei simboli di Forza Italia e Fratelli d’Italia era chiaramente contenuta la scritta “Per Crescimbeni” e “Crescimbeni sindaco”. Oggi, da quanto è dato capire, il simbolo di FdI contiene la dicitura “Giorgia Meloni per Latini sindaco”, mentre in quella di FI è scritto “Berlusconi per Terni”. Sicuramente, la distinzione appartiene all’attuale fase nazionale del centrodestra. Ma tant’è. Ad ognuno le sue libere considerazioni.

 

 

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Andrea Giuli
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