CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Terni, il giorno del dolore di tutta l’Umbria: in Duomo l’ultimo saluto ad Alessandro Riccetti: “Sei con Gesù nella hall del Paradiso”

EVIDENZA Cronaca e Attualità Terni Extra

Terni, il giorno del dolore di tutta l’Umbria: in Duomo l’ultimo saluto ad Alessandro Riccetti: “Sei con Gesù nella hall del Paradiso”

Emanuele Lombardini
Condividi

Un momento del funerale di Alessandro Riccetti

TERNI – “Mi piace pensare Alessandro, in compagnia di Gesù, che nella Hall del Paradiso, continua il suo servizio, gentile, competente, multilingue di accoglienza di quanti con onestà, rettitudine e laboriosità hanno dato senso alla loro esistenza e ora ricercano un tempo di riposo, anzi un riposo eterno”. L’omelia di Monsignor Giuseppe Piemontese, vescovo di Terni, è garbata ma sentita. Nel segno della resurrezione, come tutta la Santa Messa che in Duomo ha accompagnato l’ultimo saluto ad Alessandro Riccetti, il trentreenne receptionist ternano morto mentre lavorava all’Hotel Rigopiano di Farindola travolto dalla slavina.

Il dolore dei familiari, degli amici e di quanti lo conoscevano e che hanno letteralmente riempito la Cattedrale si mescolano alla rabbia per quella morte così assurda  ma anche all’affetto e alla speranza di chi sa che Alessandro continuerà a guidarli e proteggerli, ad essere luce loro cammino anche da lassù.

Arrivo in tarda mattinata. La salma è arrivata in Duomo dall’Abruzzo alle 12.30, Ad attenderlo già una piccola folla di fedeli, oltrechè il vescovo monsignor Giuseppe Piemontese che alle 15 celebrerà i funerali i Cattedrale e che ha benedetto il feretro. Presenti anche il prefetto di Terni Angela Pagliuca, che questa mattina in occasione della cerimonia per la Giornata della Memoria lo ha ricordato con un minuto di silenzio, il comandante della polizia stradale di Terni Katia Grenga, la Croce Rossa di Avigliano Umbro, l’onorevole Marina Sereni, vicepresidente della Camera dei Deputati e il senatore  ternano Gianluca Rossi.

La presidente della Regione è arrivata al Duomo alle 14.50  dopo aver fatto visita alla famiglia e si è accomodata al fianco del sindaco Di Girolamo – che ha proclamato per l’occasione il lutto cittadino – e al prefetto. Presenti anche il vicepresidente della Regione Paparelli, Renato Bartolini in rappresentanza del presidente della Provincia Giampiero Lattanzi, l’assessore regionale Giuseppe Chianella e il sottosegretario agli interni Giampiero Bocci. Oltre ovviamente ai vertici di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, con due Carabinieri in alta uniforme a fare da scorta al feretro. Fra la folla, presenti il capogruppo di Forza Italia in Regione Raffaele Nevi e il consigliere comunale del Pd (nonchè amico di  Riccetti) Francesco Filipponi, oltre al portavoce del sindaco Moreno Rosati. A garantire la sicurezza, oltre alla Croce Rossa, l’Ordine di Malta. La mamma e il resto della famiglia sono arrivati a ridosso delle esequie: Un dolore forte, ma composto, che la commozione, affetto e l’abbraccio di una città intera non hanno certo lenito, ma che se non altro hanno contribuito a colmare sia pure in parte il grande senso di vuoto.

L’ULTIMO SALUTO AD ALESSANDRO RICCETTI: IL RICORDO DI UN AMICO

Resurrezione e speranza. La resurrezione è stata il centro della Santa Messa: “la vita di Alessandro non si è fermata, è stata trasformata – ha detto monsignor Piemontese nell’omelia: “Ad una società che ha eliminato dal proprio orizzonte la prospettiva di Dio e del mondo nuovo e vive ripiegata a rincorrere nel frastuono e nella dissipazione quotidiana,  i brevi anni dell’esistenza, insopportabile appare la morte, specie quella in giovane età. E’ vero, la morte è un mistero, mistero di dolore e di angoscia incomprensibile. Solo nell’orizzonte  di Dio, che in Gesù ci libera e affranca dalla morte, possiamo avere conforto (….) forse qualcuno penserà che queste sono parole di conforto, adatte per questo momento, per questa famiglia, attanagliata dal dolore. Ma poi in realtà tutto torna come prima e ci adattiamo alla dimenticanza, e ci rassegniamo ad una ineluttabile esistenza  dall’orizzonte ravvicinato. No, cari fratelli. Due sono le provocazioni che la morte ci lancia. La vita è troppo preziosa e breve per essere vissuta nella ubriacatura di ogni sorta di sensazione  e di passeggera e inappagante emozione e sbalordimento.   La vita può avere un senso semplicemente umano, civile, sociale, che viene dal vivere con rettitudine la propria vocazione e professione con l’apporto a migliorare la società e il bene comune. A tale valore la fede nel Dio di Gesù Cristo dà una pienezza di realizzazione una proiezione di eternità (…)”.

Offerte per i soccorritori. Nell’omelia non è mancato un pensiero a tutte le altre vittime della tragedia sul Gran Sasso ma anche chi in questi giorni ha operato per salvare più vite possibili: “A tanta crudele solidarietà di eventi malevoli e tragici si è corrisposto con una gara di solidarietà e generosità umana e civile impagabile. Migliaia di volontari della Protezione civile, di vigili del fuoco, forze dell’ordine, militari, esperti e persone comuni hanno collaborato, impreziosendo con il sacrificio della fatica, un aiuto svolto  in condizioni  dure: temperature rigide, impervietà del sito, delicatezza degli interventi, al buio e alla luce, sotto il pericolo di ulteriori slavine, con una grande speranza nel cuore per  poter raggiungere, ancora vive, le vittime di tanto sincronismo distruttivo. Intervento straordinario”.

La famiglia stessa ha voluto dire grazie a suo modo a chi ha lavorato in questi giorni invitando a lasciare offerte in denaro da destinare proprio ai soccorritori.

Un contrasto straziante, fra la vita terrena che finisce e quella eterna che comincia, che è ancora più duro quando si parla di una giovane vita come quella di Alessandro Riccetti: “Non comprendiamo il perché di questa morte – ha sottolineato il vescovo rivolgendosi a Gesù– ma lo affidiamo alle tue braccia, certi che potrà continuare a dissetarsi al torrente della vita”.

LEGGI: “CI RESTERANNO I VALORI CHE CI HAI INSEGNATO”

Esempio e modello. Alessandro era un modello, un esempio. Lo ha sottolineato il vescovo, ricordando la sua religiosità, il suo impegno in parrocchia la domenica e prima ancora con l’Agesci e lo hanno sottolineato i familiari e gli amici in due toccanti testimonianze. Il lavoro come esempio e come modello di vita, anche cristiana, nel segno di quella appartenenza a Comunione e Liberazione (mai citata) che era parte della sua esistenza: “Adesso sembra tutto così surreale – dice un cugino sull’altare, ripercorrendo i momenti passati insieme – ma con il tuo aiuto, che ci hai sempre assicurato, proveremo a farci forza, a compattarci ancora di più e farci giustizia, perché è inaccettabile morire mentre si sta svolgendo il proprio dovere di lavoratore”. La famiglia, nella lettera letta prima della benedizione finale, ha sottolineato come “anche se lasci dentro di noi un vuoto incolmabile, la tua presenza non ci mancherà mai perché ci hai insegnato i valori che ci guideranno nella nostra vita. Sarai per noi la nostra forza, la nostra guida, il nostro angelo”.

VIDEO: L’INTERA OMELIA DEL VESCOVO

Lungo commiato. Concluse le esequie, il feretro è rimasto per oltre mezzora dentro alla chiesa, con una lunga processione di amici, parenti e semplici cittadini – tanti – che hanno voluto salutare quel giovane figlio che lasciava la Terra per la porta del cielo troppo presto. Poi l’applauso scrosciante, che ha accompagnato l’uscita della salma e la partenza verso il cimitero civico, dove Alessandro Riccetti riposerà

 

 

Tags:
Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

  • 1

Ti Potrebbe anche Piacere