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Terni, il Concerto dai Balconi risveglia Sant’Agnese, cuore multietnico della città

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Terni, il Concerto dai Balconi risveglia Sant’Agnese, cuore multietnico della città

Emanuele Lombardini
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TERNI – Rivitalizzare l’ex quartiere operaio, oggi sede di tante case popolari ed emblema del meltin’pot cittadino: missione compiuta. Il Concerto dai Balconi va in archivio anche quest’anno con l’obiettivo principale centrato, quello di restituire alla città una zona semidimenticata. Il resto, vale a dire la musica e i mercatini, ha avuto un appeal vario, ma conta relativamente.

Conta invece il fatto che per una sera, il quartiere è tornato al centro dell’attenzione e dalle 23.30, quando ormai in giro c’era solo un pubblico di giovanissimi, è diventato una sorta di grande discoteca. Del resto, gli organizzatori Associazione Demetra e Blob.lgc Pratiche di Evasione lo avevano detto: il concerto è stato un evento per tutto il quartiere già da prima, è servito “per dare nuovo slancio agli abitanti della zona condividendone competenze e storie, ed ha incontrato e valorizzato l’operato del comitato di quartiere che si è attivato per la cura degli spazi, ad esempio rimettendo a posto le aiuole”.

La musica. Tanta e bella, quattro proposte di eccellenza: la superba voce di Valeria Crescenzi, una delle artiste migliori che oggi possa sfoggiare la nostra città, che ha cantato dalla ex casa di Cassian Bon, fondatore delle acciaierie; il jazz chiaro e diretto di M&M Fabrizi che si sono esibiti in un curioso mini-concerto in cui oltre a riadattare in chiave jazz successi del pop internazionale (notevole la loro versione di “All about that bass” di Meghan Trainor) hanno suonato da due balconi diversi uno di fronte all’altro; l’elettronica psichedelica sofisticata ma di spessore dei romani Dorothea e soprattutto – nettamente i  migliori della serata – la cumbia dei Los3Saltos, romani del Quadraro che hanno fatto ballare un intero quartiere, anche con qualche ‘chicca’ (una versione latina di “Un giudice” di De Andrè). A chiudere la serata (22 gli artisti che si sono esibiti) il rapper ternano Vinyasa. In mezzo tanti numeri di arte varia, come i giocolieri con il fuoco e la silent disco.

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Mercatini non frequentatissimi e cibo che ha incontrato gusti alterni, ma in questo clima di festa  cominciato alle 15 e chiuso alle in fondo, è un dettaglio. Conta il messaggio, quello di un quartiere oggi simbolo  di una città multietnica che resiste nonostante tutto e quello di un quartiere che ha tanto bisogno di un rilancio, da troppi anni, perchè molte delle abitazioni accusano il passo del tempo. Sant’Agnese avrebbe bisogno di un serio progetto di riqualificazione. La speranza è che – soprattutto viste le tante etnie presenti – tutto questo non cada di nuovo nell’oblio come successo l’anno scorso con piazza del Mercato.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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