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Terni, il Comune ripristina la ‘movida lunga’. La Fipe: “Ora uniformare l’orario”

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Terni, il Comune ripristina la ‘movida lunga’. La Fipe: “Ora uniformare l’orario”

Emanuele Lombardini
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Un negozio chiuso a causa della crisi

TERNI – La movida torna “movida” e gli esercenti ternani gioiscono. La polemica era scoppiata pochi giorni fa: a renderla pubblica era stato Mirko Zitti, presidente della Fipe Confcommercio che contestava la decisione dell’amministrazione comunale di chiudere i locali alle 23 durante la settimana e alle 24 nel weekend. Ordinanza rigida, tanto che proprio alla vigilia di Natale venivano denunciate con un duro comunicato le “ronde” della Polizia con annesse multe.

Ebbene, il Comune a quanto sembra ha fatto marcia indietro: proprio stamattina una telefonata alla sede di Confcommercio Terni ha comunicato il ripristino della vecchia ordinanza (la 366 del 2013) che di fatto proroga al 31 gennaio l’orario estivo dei locali, quindi consentendo di tenere aperto fino alle 1 durante la settimana e fino alle 1.45, che poi diventano le 2 considerando il tempo necessario per la chiusura, durante il fine settimana: “L’amministrazione comunale– dice il presidente di Fipe Confcommercio Terni Mirko Zitti – ma soprattutto è venuta incontro alle esigenze dei cittadini che richiedono e apprezzano i servizi offerti nei dehors e alle esigenze dei gestori che offrono questi servizi. Costringere i locali a chiudere alle 24 anche in  questi giorni di festa, soprattutto nelle zone del centro sarebbe stato davvero penalizzante per un settore che già non gode di buona salute”.

Problema Natale risolto, dunque, resta però il problema per il resto dell’anno. Su questo la posizione di Zitti è netta: “ Confidando negli orientamenti condivisi espressi dall’assessore Giacchetti- dice – rinnoviamo a questo punto la richiesta di uniformare definitivamente gli orari su tutto il periodo annuale secondo i criteri estivi, anche per semplificare gli adempimenti delle imprese, evitare e risolvere alcune situazioni spiacevoli che si sono verificate con l’elevamento delle sanzioni”.

Intervento di Pasculli. Una questione della quale si era recentemente interessato, con una nota, anche Federico Pasculli, consigliere del Movimento Cinque Stelle: “Non può morire il centro storico e con esso non possono morire i locali della cosiddetta “movida” che costituiscono la parte viva e pulsante della città – scrive – che in questi anni sono riusciti a valorizzare vie e quartieri altrimenti destinati all’abbandono e al degrado.

È ovvio che tutto questo ha avuto un prezzo e a pagarlo sono stati in particolar modo alcuni residenti delle vie che hanno visto il proliferare dei locali e che hanno lamentato a più riprese particolari disagi. Terni non è certo la prima città a vivere questo tipo di problematiche, ma quello che è mancato fino ad oggi è stata sicuramente un’ amministrazione all’altezza della situazione che si è troppo spesso preoccupata di come rimandare un confronto serio e costruttivo che portasse a delle soluzioni condivise ed accettate da tutti.

Il risultato è che ad oggi si vive in un limbo, in un vulnus regolamentare che tiene in ostaggio i gestori dei locali che si vedono costretti a infrangere ordinanze kafkiane al fine di preservare la sopravvivenza della loro attività, già vessati da tassazioni e tariffe che in particolar modo nella nostra città si accaniscono contro un settore che in questi anni ha contribuito a creare posti di lavoro e allo stesso tempo a dare vita e vivibilità alla città. Questa amministrazione non è mai riuscita e forse non ha mai voluto trovare una soluzione al problema. Occorrono regole certe, condivise e che contribuiscano a tutelare tutte le parti in causa”.

Pasculli, allineandosi alla nota di Zitti uscita alla vigilia di Natale, chiede poi dopo le festività un tavolo allargato proprio per discutere della vicenda-orari.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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