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Terni, il comitato dei genitori della scuola Carducci: “Trasferimento subito”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, il comitato dei genitori della scuola Carducci: “Trasferimento subito”

Emanuele Lombardini
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I ragazzi della Carducci giocano fuori dall'istituto

TERNI – Torna alla carica il comitato dei Genitori della scuola Carducci di Terni, dopo la pubblicazione della delibera di giunta – che lanotiziaquotidiana.it aveva anticipato–  che sancisce l’approvazione dei lavori di adeguamento sismico della scuola, con conseguente spostamento all’Ipsia di 11 classi.

Dopo l’annuncio che il trasferimento avverrà l’11 aprile (nel frattempo all’Ipsia si sta già lavorando, sei classi sarebbero già state allestite), il comitato, nel rallegrarsi con la Giunta per la decisione di dare il via ai lavori punta l’indice sulle date, in particolare   rispetto alla tempistica e alla modalità del  trasferimento: ” Ci siamo mostrati sempre più che disponibili ad accettare un trasferimento d’emergenza- scrivono –  riducendo al minimo gli interventi di adeguamento dei locali che dovrebbero accogliere gli alunni della Carducci. I lavori assolutamente necessari, da quel che sappiamo, sono di entità limitata; escludiamo, quindi, che i due mesi che l’amministrazione si è concessa servano per questo adeguamento. Durante lo stesso consiglio d’istituto l’assessore De Angelis ha anche chiarito alcune questioni riguardanti il trasporto. Il comune sarà in grado di fornire, a partire dal 19 aprile fino alla fine di questo anno scolastico, tre pullman, per un totale di circa 150 posti disponibili, a fronte, però, dei quasi duecentoquindici bambini, che, in base al sondaggio svolto dalla scuola, avrebbero scelto di usufruirne”.

Ecco il primo nodo: “L’assessore -dicono- ha anche precisato che il comune, per ora, potrà stanziare solo 10000 euro per trasportare i bambini, coprendo in parte, quindi, la spesa totale, a cui dovranno partecipare, per una cifra che si aggirerà intorno ai 40  euro mensili, le centocinquanta famiglie che potranno avvalersi di tale trasporto. Se la matematica non ci tradisce all’incirca 65 famiglie dovranno fare un passo indietro. Essendo convinti che l’obiettivo principale da raggiungere sia spostare il più rapidamente possibile i nostri figli da quella scuola, siamo disposti, compatibilmente con le diverse situazioni familiari, a fare questo passo indietro e ad assumerci l’onere di trasportare autonomamente, fino a giugno, i nostri bambini nella nuova sede”.

Richiesta. Poi la stoccata: “Alla luce di queste considerazioni ci chiediamo, quindi, perché siamo costretti ad attendere due mesi prima che i bambini vengano spostati. Appurato che la motivazione del trasferimento anticipato è esclusivamente la sicurezza degli alunni, che la permanenza nell’attuale edificio mette a repentaglio, quale circostanza insormontabile vieta all’amministrazione di provvedere immediatamente al trasferimento? Ammettendo anche che questo impedimento esista, ci chiediamo quale priorità abbiano allora i nostri figli nella nostra comunità. Realmente un comune di più di 100000 abitanti non è in grado di poter mettere a disposizione sin da ora i mezzi per il trasporto degli alunni, tanto più che questi verranno pagati in parte dalle famiglie? Infine ci chiediamo, consapevoli dell’imponderabilità dei terremoti, quali garanzie possa dare l’amministrazione comunale, da qui al 19 aprile, di fronte alla sua incapacità di gestire con tempestività una situazione così gravosa”.

Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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