CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Terni, il cda di FarmaciaTerni sfida il Comune: rinunciamo al compenso, i nostri ‘no’

Terni Politica

Terni, il cda di FarmaciaTerni sfida il Comune: rinunciamo al compenso, i nostri ‘no’

Andrea Giuli
Condividi

Andrea Giuli

TERNI – Boom!! Ad essere sinceri, il vertice dell’amministrazione comunale (sindaco, dirigenti del settore e assessore al ramo) e il cda di Afm – ora FarmaciaTerni srl – se le scrivono e se le dicono quasi di tutti i colori sin dal settembre scorso. Un amore, in sostanza, mai sbocciato.

Guerra tra Comune e cda, l’ultima missiva Da qualche settimana, invece, i duellanti sono proprio passati ‘agli stracci’, con una escalation polemica e di botta e risposta per iscritto che delinea ormai una vera e propria guerra tra controllato e controllante. Dopo l’ennesima missiva del 28 marzo in cui il cda aziendale rispondeva punto per punto ai secchi ‘no’ ricevuti dal Comune – sempre con lettere datate il 13 marzo – su una serie di richieste e di punti tecnici, normativi e contabili dirimenti, è di poche ore fa l’ultima presa di posizione del cda stesso che, per iscritto, piazza verso palazzo Spada una serie ulteriore di ‘zeppe’ e paletti in punta di cavillo, lanciando una proposta (provocazione?) piuttosto clamorosa.

RISPOSTA DEL COMUNE/1 

RISPOSTA DEL COMUNE/2 

RISPOSTA DEL COMUNE/3

Il cda rinuncia al compenso Stante – scrive stamane il cda di FarmaciaTerni in una lettera a palazzo Spada – la necessità del Comune di provvedere ad una immediata riduzione dei costi di gestione, e “l’incertezza di fatto e in diritto circa la portata economica dei compensi e ritenuta la necessità che siano gli stessi amministratori a dare per primi il buon esempio, in un momento molto critico per la vita della comunità locale, siamo a comunicare la nostra disponibilità a svolgere l’attività di amministratori di FarmaciaTerni srl rinunciando al compenso, con l’auspicio che anche altri amministratori dell’Ente e delle Partecipate locali possano aderire alla presente risoluzione”. Tiè.

LA LETTERA DEL CDA DEL 29 MARZO: rinunciamo al compenso 

Niente modifica Statuto Nel resto della lettera di mercoledì 29 marzo, il cda, quindi, riafferma una serie di perplessità e contrarietà, norme vigenti alla mano: “L’assemblea dei soci non potrà deliberare efficacemente sulla prospettata modica dell’art. 5 dello Statuto societario, con la quale si intende aprire la compagine sociale a soggetti privati. Infatti, l’art. 16 del D.lgs n. 175/201 stabilisce che la società in house (tale è FarmaciaTerni srl) può essere costituita e mantenuta e può beneficare degli affidamenti diretti solo se non vi sia partecipazione di capitali privati”.

No amministratore unico Non solo. “La prospettata modifica dell’art. 16 dello Statuto societario, con la quale si intende introdurre un amministratore unico in sostituzione del consiglio di amministrazione composto di tre membri, presenta alcuni aspetti critici che, giusto quanto previsto dagli artt. 1375 e 2259 Codice civile e tenuto conto della attuale durata del mandato dell’organo amministrativo, nonchè del particolare scrupolo con cui l’attuale cda conduce la gestione sociale, potrebbero far sorgere problemi di legittimità della delibera in sede di assemblea societaria con relativi profili di responsabilità patrimoniale. Ci si riferisce, in particolare, non tanto alla forma dell’atto, quanto alla sostanza delle motivazioni espresse nelle premesse della delibera giunta comunale  92/2017, laddove si precisa che la scelta di sostituisce il cda con un amministratore unico è dettata da: 1. disposizioni di legge (art. 11 del D.Lgs n. 175/16); 2. esigenze di semplificazione degli organi societari per accrescerne la capacità decisionale; 3. per provvedere ad una immediata riduzione dei costi di gestione”. Aritiè. E adesso?

 

Tags:
Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

  • 1

Ti Potrebbe anche Piacere