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Terni, il ‘cappio’ dell’usura si diffonde pericolosamente in città. Allarme di Fondazione e Uilca

Cronaca e Attualità

Terni, il ‘cappio’ dell’usura si diffonde pericolosamente in città. Allarme di Fondazione e Uilca

Andrea Giuli
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A.G.

TERNI – “La città è viva e vitale”, come di recente ha detto qualcuno di importante. Potremmo dire, sorride, tra una ciriola e una partita delle Fere. Ma la città di Terni e il suo territorio, stando al più recente rapporto Eurispes incrociato con i dati della locale Camera di commercio, ha tutto tutto tranne che da sorridere. E piuttosto appare morente più che viva.

Il quadro a tinte cupe della situazione economico-finanziaria del territorio ternano è stato dipinto, giovedì mattina, in una conferma stampa alla presenza del segretario generale della Uil ternana, Venturi, del segretario della Uil bancari, Marino e del presidente della Fondazione umbra anti-usura, Bellocchi. Il tema trainante dell’appuntamento è quello che i relatori hanno comunemente  definito come un espandersi esponenziale del fenomeno dell’usura nella provincia di Terni. La ragione forse principale di ciò è nei dati snocciolati che danno il senso della profondità della crisi. Solo alcuni: oltre 5.700 persone che si rivolgono alla Caritas cittadina per avere un pasto; fallimenti aziendali in crescita; 2.815 ternani oggetto di protesti nel corso del 2015; 156 mila contribuenti inngrado di versare all’Erario somme sempre minori; aumentano i capifamiglia sopra i 45 anni che sono disoccupati; cresce massicciamente la percentuale di coloro a cui viene rifiutato un prestito dal mondo del credito.

Tutto ciò è molto altro allarga gli spazi oceanici in cui gli squali usurai possono nuotare. Talvolta, come ha detto un consulente della Fondazione, sono i vicini di casa. Ed ecco, allora, che in provincia di Terni vi sono circa 8.000 famiglie esposte potenzialmente al rischio usura. Addirittura, l’indice di permeabilità a questi fenomeni registrato dall’Eurispes per il territorio ternano e del 47%, il peggiore dell’Italia centrale. Il giro d’affari dell’economia usuraia nel Ternano si aggira sui 176 milioni di euro per le famiglie consumatrici Che arriva a 200 milioni, considerando le aziende.

Infine, ma non ultimo, una critica alle istituzioni: “Purtroppo – ha detto il Segretario regionale Uilca, Luciano Marini – nonostante il diffondersi a macchia d’olio del fenomeno dell’usura, dobbiamo registrare un sempre maggiore allontanamento degli enti e una disattenzione della politica. La Fondazione Carit che avevamo invitato dispone di un significativo tesoretto congelato, ma noi contiamo che possa fare qualcosa su questo fronte. Il Comune di Terni che era uno dei soggetti più attivi nella Fondazione si è sfilato nel 2010 e da allora non paga più la sua quota annuale di 10 mila euro. Noi chiediamo al Comune e soprattutto al sindaco di ripensare a questa decisione, di tornare indietro. In ogni caso la Fondazione sta pensando di costituire un comitato per il microcredito, visto che ormai il 40-50 % della popolazione non è più bancabile  per diversi motivi”.

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