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Terni, il 70% delle piccole e medie imprese esposto alla concorrenza sleale

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Terni, il 70% delle piccole e medie imprese esposto alla concorrenza sleale

Andrea Giuli
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La sede di Confartigianato Terni
La sede di Confartigianato Terni

TERNI – Lavoro nero e abusivismo: ua situazione da tenere sotto controllo anche nel territorio ternano.

Allarme di Confartigianato Confartigianato Terni, infatti, nel corso degli anni, ha più volte lanciato un allarme sul fenomeno dell’abusivismo e del sommerso. Una minaccia per le imprese regolari ed in particolare per quelle operanti nell’artigianato e nella micro e piccola impresa.

I numeri Solo nella Provincia di Terni, secondo l’organizzazione di categoria, i dati mostrano che a fronte di circa 20.000 imprese presenti sul territorio ternano, oltre 14.000 sono particolarmente esposte alla concorrenza sleale. Un quadro preoccupante e dalle sfumature  negative per le imprese che invece operano nella legalità.

I settori, la denuncia L’abusivismo ed il sommerso sono fenomeni che proliferano in tutti i settori: benessere, edilizia, impiantistica, autoriparazione, trasporti e via di questo passo. Confartigianato Terni ha sollecitato la propria base associativa ad accogliere e rendere immediatamente note le segnalazioni di presunte irregolarità agli organi preposti (Prefettura di Terni, Guardia di finanza, Polizia municipale, Dtl Umbria, Inail, Inps e Camera di commercio di Terni), tramite una lettera-denuncia e chiedendo l’immediato avvio dei controlli di legge. Tali organi di vigilanza, per prima la Prefettura (attraverso il tavolo tecnico di coordinamento), hanno subito risposto fattivamente ed offerto piena collaborazione.

Il caso “Proprio recentemente – si legge in una nota di Confartigianato Terni – da una segnalazione di un nostro associato, abbiamo raggiunto un ulteriore, importante risultato di questa campagna di sensibilizzazione contro l’abusivismo. In particolare, l’immediato intervento dell’Ispettorato del lavoro territoriale di Terni ha permesso di smascherare un imprenditore, di fatto completamente abusivo e con personale irregolare. L’effetto di tale operazione è stato potenziato dalle conseguenze in capo al soggetto committente, ancorché privato che, in assenza di Durc (documento unico di regolarità contributiva) dell’impresa esecutrice, è stato sottoposto alla sospensione dell’autorizzazione all’esecuzione dei lavori”.

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