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Terni, i sindacati: “Ecco il nostro patto per il rilancio del nostro territorio”

Economia ed Imprese Terni

Terni, i sindacati: “Ecco il nostro patto per il rilancio del nostro territorio”

Redazione economia
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Un momento della conferenza stampa

TERNI – Un accordo per rilanciare lo sviluppo del territorio ternano. E’ stato siglato stamattina da Cgil, Cisl e Uil e presentato in conferenza stampa, alla presenza di Attilio Romanelli (Cgil), Angelo Manzotti (Cisl) e Guglielmo Bizzarri (Uil).

Temi Temi chiave: salute, ambiente e sicurezza, rilancio delle infrastrutture e migliori condizioni di lavoro, in particolare nel settore appalti, welfare e formazione: “Come sindacato confederale sentiamo l’esigenza di un contributo fattivo per far uscire dalla crisi, un territorio che in questi lunghi anni è stato martoriato. Alla crisi economica in atto, si è aggiunta una vera e propria crisi politica e sociale – spiegano- Il sindacato vuole sviluppare la contrattazione per la riqualificazione del territorio, contro l’abbandono delle zone interne, contro il consumo del suolo e l’abusivismo, per la bioedilizia, contro la deforestazione e per la chiusura di tutte le discariche, sviluppando raccolta differenziata, recupero e riuso delle materie. La contrattazione dovrà svilupparsi anche per la tutela della biodiversità, per l’agricoltura e il turismo sostenibile. Oggi non è importante solo quanto si differenzia, ma è importante quanto è il materiale riciclato. E’ necessario pensare che più che la quantità conta la qualità della raccolta differenziata che eleva la qualità dei materiali riciclati. Lo sviluppo sostenibile deve soddisfare i parametri ambientali, sociali ma anche economici, perché altrimenti non è sviluppo ma disperazione. Seguendo questo ragionamento, dovremmo censire sia le attività economiche che operano sulle attività di riciclaggio che i centri di recupero dei rifiuti degli apparecchi elettrici ed elettronici. Così come dovremmo approfondire la questione dei rifiuti non urbani, cioè di natura industriale, agricola o di altre attività economica”.

Trasporti. “La mobilità e la logistica – spiegano le tre sigle- possono essere un volano per uscire dalla crisi e cogliere le opportunità che offre anche il riconoscimento dell’area di crisi complessa. Serve una visione di Smart city che accompagni le scelte politiche dei 18 comuni interessati all’area di crisi complessa. Quella visone colta e poi abbandonata di fatto dai comuni più importanti come Terni e Narni. Il comune capoluogo è commissariato e di fatto è impossibile qualunque pianificazione, Il comune di Narni anche se in forte ritardo sta valutando soluzioni interessanti elaborate da alcuni ricercatori dell’Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i trasporti”.

Appalti. Sul fronte appalti, i sindacati hanno condannato la pratica del massimo ribasso, ormai da tempo in uso per l’assegnazione dei lavori: “La questione del lavoro e dei lavoratori in appalto – spiegano – è atavica e negli ultimi anni ha in effetti cambiato paradigma, infatti, ormai tutto l’apparato del manifatturiero e dei servizi è attraversato da esternalizzazioni e l’economia in appalto è sempre più rilevante nella produzione del Prodotto Interno Lordo. In maniera sistematica, negli ultimi anni si sono, quindi, frammentate le filiere produttive, facendo entrare nel processo diverse tipologie di contratto, che ha aperto la strada, nel tempo della crisi anche ai cosiddetti contratti pirata per abbassare il costo del lavoro e inevitabilmente salario e diritti per i lavoratori. Di fronte a questi cambiamenti e a questa frammentazione il sindacato, anche grazie all’accordo con Confindustria sulla rappresentanza, è chiamato ad un salto di qualità e a cambiare il modo di rappresentare e di contrattare. C’è la necessità di una regia confederale, capace di promuovere coordinamenti intercategoriali in grado di elaborare protocolli con i committenti nell’ambito delle previsioni contrattuali e di legge, ed in particolare nelle materie della Salute e sicurezza, salario, livelli occupazionali e promozione della contrattazione di secondo livello”

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